Alla fine di gennaio


Ho trascorso circa tre quarti d’ora a cercare immagini di dipinti ottocenteschi, perdendomi fra colori e atmosfere ma senza decidermi. In realtà avevo quasi scelto, quando una voce interiore, saggia e cortese, mi ha consigliato di fermarmi. Arriva sempre un momento in cui occorre fermarsi per riordinare le idee, recuperare la necessaria lucidità e attendere che le ombre, almeno quelle più cupe, svaniscano.

Queste giornate di fine gennaio sono sempre freddissime. Tuttavia, sembra che il gelo non impedisca ad alcuni di uscire a quest’ora: dalla strada, infatti, arrivano grida e risate. Il divertimento del venerdì sera prosegue nonostante l’inverno e il copione è sempre lo stesso. Assistendo al ripetersi dei medesimi riti, sulla medesima via e stagione dopo stagione, si ha l’impressione che nulla cambi mai. Eppure qualcosa dovrà mutare.

Gennaio se ne sta andando, terribile come sempre, col suo volto severo e gli occhi duri di chi non riesce a provare alcuna pietà. Ma quasi non l’ho vissuto perché l’ho sentito fuggire via in fretta, e l’ho guardato con freddo distacco, addirittura con una punta di disprezzo. Ormai neppure gennaio riesce a colpirmi. Questa è la prova che gli anni non sono trascorsi invano.

  1. Gli anni, Lady @Romina, non passano mai invano …
    Poichè ogni attimo da noi vissuto, negli anni già trascorsi della nostra esistenza, è un attimo che noi, sia stato quel breve intervallo di tempo testimone di nostre felicità o ci abbia visto piangere, non potremo rivivere più, se non nella memoria .
    E la memoria, a ben rifletterci, è assai misericordiosa : lei, riesce a sfrondare quasi ogni amarezza del nostro passato, accentuandone invece, proprio a causa della sua irrecuperabilità, ogni momento da noi perdutamente vissuto .
    Così, anche questo “gennaio 2010”, vedrai, un giorno lo rimpiangeremo, sebbene esso non ci abbia arrecato gioie durevoli e particolarmente significative .

  2. Queste giornate(29,30,31 gennaio), secondo la tradizione, sono i cosiddetti “giorni della merla”e dovrebbero essere i giorni più freddi dell’anno. Anzi se sono freddi la primavera sarà bella, se no fredda e piovosa, quindi stiamo contenti e speriamo bene. Una versione della leggenda racconta che un inverno una merla con i suoi merlottini( le cui piume erano bianche come la neve), non sapendo più cosa fare per ripararsi dal terribile gelo, si rifugiarono in un camino dove restarono per tre giorni. Quando uscirono il freddo era passato, ma il loro piumaggio era diventato nero come la fuliggine.
    Comunque anch’io non ne posso più del freddo, anche se poi quando arriva la primavera mi sento quasi a disagio, non sono preparata ad ” uscire dalla tana”, come un orso che esce dal letargo stordito, e non so mai decidermi, ad esempio, ad alleggerire l’abbigliamento (forse per i chiletti accumulati durante l’inverno, accidenti) e quindi mi nascondo sempre ancora un pò.

  3. Anche per me questo gennaio è passato veloce, ma è passato bene, e questa alla fine è la cosa che più conta!

    L’immagine che hai scelto comunque è stupenda, come pure quella della testata! Personalmente adoro questi paesaggi innevati (e non sarà molto originale, ma cosa posso farci?)

  4. Marta@ Per me se febbraio passa come la seconda metà di gennaio sarò dura.

    Speriamo che febbraio sia piacevole, o speriamo di saperlo rendere piacevole. 😉
    _________

    Senza dubbio, gli anni non pasano mai invano (Cavaliere errante) e ogni stagione ha un suo perché (Lorenzo).

    Lorenzo@ L’importante è trovare sempre il significato dei propri giorni…

    …e imparare a vivere il presente, senza proiettarsi troppo verso il futuro, che è un tempo inesistente. 🙂
    _______

    Cavaliere@ E la memoria, a ben rifletterci, è assai misericordiosa

    E anche quando non lo è, siamo noi a essere misericordiosi perché mutati, perché ormai diversi e capaci di guardare certe cose con distacco.
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    Gessica@ Comunque anch’io non ne posso più del freddo, anche se poi quando arriva la primavera mi sento quasi a disagio, non sono preparata ad ” uscire dalla tana”…

    Questo capita sempre anche a me. Dopo la lunga oscurità dell’inverno, fatico a tornare alla luce e impiego tempo per abituarmi.

    Grazie per aver ricordato la leggenda sui giorni della merla!
    _________

    Fra Puccino@ Personalmente adoro questi paesaggi innevati (e non sarà molto originale, ma cosa posso farci?)

    Li adoro anch’io, nonostante tutto.
    Certe giornate invernali piene di sole, poi, sono ineguagliabili.

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