Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘oscurità’

00000028

D’inverno, la  pioggia  può  rivelarsi  molto  sgradevole, un’ulteriore  oppressione  che  si  aggiunge  al  buio  di  giorni  spesso  cupi. In  questi  mesi  così  gelidi  e  privi  di  sfumature, manca  la  quieta, arcana, delicata  poesia  autunnale. Durante  l’autunno, la  pioggia  assume  volti  diversi  a  seconda  dei  momenti: a  volte  è  leggera  e  silenziosa – timida  presenza  che  non  vuole  disturbare -, a  volte  è  intensa  ma  fortemente  evocativa  grazie  allo  sfacelo  delle  foglie  colorate  sui  marciapiedi, lungo  le  strade, nelle  aiuole  più  insignificanti, negli  angoli  meno  accessibili, nei  vicoli  dimenticati  e  stanchi. Così, la  pioggia  autunnale  diventa  un  canto, un’emozione  indefinita, un  sussulto  nell’anima, persino  una  speranza. Ma  non  potrebbe  essere  altrimenti, perché  l’autunno  è  un  compagno  fedele  e  rispettoso, che  sa  amare  e  perciò  non  è  mai  arrogante.

D’inverno, invece, la  pioggia  è  un’assenza: assenza  di  compassione, assenza  di  delicatezza, assenza  di  sensibilità. E  allora  non  resta  altro  che  chiudersi  in  casa  e  attendere  che  finisca. Non  ci  sono  sfumature  di  colori  da  osservare, strane  connessioni  da  comprendere, segreti  da  infrangere. D’inverno  è  tutto  molto  più  semplice: bisogna  difendersi, bisogna  proteggersi, bisogna  ripararsi. Aspettando  che  il  groviglio  di  pioggia  e  di  gelo  e  di  oscurità  svanisca.

 

Annunci

Read Full Post »

E poi la sera

autunno30

Riflessi di giorni  lontani –  stralci  di  oro  e  di  azzurro. Il  pomeriggio  intona  un  canto  sommesso,  dissolvendosi  nell’oscurità  fredda  e  disfatta. Scompaiono  le  foglie, desolati  frammenti  sotto  la  pioggia  stanca – e  poi  la  sera  e  i  volti  deformi  celati  dietro  il  fragile  velo  dei  ricordi.

Read Full Post »

Ottobre  sta  per  dissolversi  nel  freddo  di  questa  lunga  serata  buia. Col  ritorno  all’ora  solare, è  iniziato  il  periodo  dei  pomeriggi  brevi  e  misteriosi, enigmatici  nel  loro  fluire  rapido  mentre  il  sole  impallidisce  ogni  giorno  di  più, le  ombre  avanzano  impietosamente  e  l’oscurità  diventa  un’abitudine.

È  la  seconda  parte  dell’autunno, quella  che  richiede  una  predisposizione  particolare  per  essere  amata  e  compresa. È l’autunno  profondo, quello  delle  fitte  nebbie, dei  cieli  disperati  e  stanchi, dell’umidità  che  non  concede  tregua, delle  memorire  più  scolorite, degli  alberi  sempre  più  spogli, di  cumuli  di  foglie  a  ogni  angolo  di  strada. È  l’autunno  di  chi  ha  il  coraggio  di  pensare, di  chi  non  cede  alla  tristezza, di  chi  sa  inventarsi  l’esistenza  a  dispetto  dell’atmosfera  tetra.

autumn2

Read Full Post »

le_foglie_autunno

Questo  post  è  “in  divenire”: sarà  aggiornato  a  poco  a  poco, come  un  diario. Il  diario  di  una  giornata  di  ottobre  scura  e  malinconica.

Ore 15:32. Poco  fa  il  cielo  è  diventato  così  scuro  da  incutere  timore, se  non  vero, autentico  terrore: è  difficile  vedere  una  giornata  d’ottobre  tanto  cupa  e  disperata. Ma  questa  improvvisa  oscurità  è  stata  il  segnale  di  un  temporale  imminente. E  infatti  adesso  piove  a  dirotto, piove  come  se  non  dovesse  smettere  mai  più, piove  mentre  i  tuoni  accompagnano  il  rumore  delle  gocce  che  cadono  fitte. Ottobre  sta  piangendo.

Ore 16:41. Piove  intensamente  anche  se  i  tuoni  non  si  avvertono  più. Adesso  l’estate  è  davvero  un  ricordo  molto  lontano. La  strada  non  è  soltanto  cupa: è  straziata  dal  tempo, straziata  dal  grigio  scuro  che  si  è  riversato  su  di  noi  d’improvviso. Ma  è  ancora  giorno  e  il  pomeriggio  scorre  quieto  nonostante  tutto.

Ore 17:41. Apprezzare  una  giornata  come  questa  è  uno  sforzo  non  da  poco, persino  per  me  che  porto  l’autunno  nel  cuore. Però  mi  sento  serena, qui, nella  mia  stanza  illuminata,  mentre  fuori  il  cielo  continua  a  soffrire  e  a  piangere  lacrime  disperate.

Ore 19:20. Continua  a  piovere  e  l’atmosfera  è  decisamente  malinconica, se  si  ha  l’ardire  di  guardare  fuori  dalla  finestra. Ma  preferisco  evitare  e  concentrarmi  sull’interno, che  è  molto  più  piacevole  e  gaio.

Ore 22:02. Finalmente  un  po’  di  pace  e  di  riposo. Continuo  a  sentire  la  voce  della  pioggia, delicata, suggestiva, triste. La  notte  sarà  lunga.

Read Full Post »

boscoautunno

Ogni  stagione  ha  un  proprio, inconfondibile  silenzio. D’inverno, il  silenzio  assume  coloriture  inquietanti: è  il  nulla  delle  strade  vuote  a  causa  del  gelo  e  dei  passi  rapidi  per  cercare  un  riparo. Durante  la  primavera, il  silenzio  è  un  intervallo  ricco  di  aspettative, un  breve  momento  di  pace  in  attesa  della  luce  e  delle  ingenue  esplosioni  di  entusiasmo  della  vita  che  ritorna. D’estate, il  silenzio  è  l’intermezzo  che  precede  la  festa  e  il  riposo  prima  dell’allegria  o  delle  chiacchiere  vuote  e  inconsistenti. E  non  è  mai  lungo, tetro  e  saggio  come  quello  invernale.

Durante  l’autunno, invece, il  silenzio  è  un  richiamo  solenne – educato, serio  ma  privo  di  severità. Non  s’impone  come  quello  invernale, ma  s’insinua  adagio  nelle  stanze, lungo  le  strade  e  perfino  dentro  di  noi. S’insinua  adagio  come  l’incerta  oscurità  di  alcune  giornate  di  ottobre, quando  il  grigio  del  cielo  è  presagio  di  freddo, di  pioggia, di  nuove  malinconie.

Il  silenzio  d’autunno  è  tutto  ciò  che  non  abbiamo  mai  raccontato  ad  anima  viva: memorie, segreti, frammenti  d’incontenibili  passioni, vane  attese, speranze  infinite. Il  silenzio  d’autunno  siamo  noi  quando, mentre  lenta  scende  la  sera  e  fuori  piove, decidiamo  di  ricominciare.

Read Full Post »

01180023

Sono  le  16:56. Nonostante  le  persiane  aperte, ho  dovuto  accendere  la  luce. Non  è  cosa  da  poco; al  contrario, è  un  segno  importante: con  il  ritorno  dell’ora  solare  e  con  il  grigio  diffuso  di  questa  giornata  spenta, si  avverte  che  stiamo  procedendo  verso  la  seconda  fase  dell’autunno, quella  in  cui  lo  sfacelo  della  natura, le  brume  e  l’oscurità  smorzano  ogni  illusione  di  luce.

Inizia  l’autunno  più  intenso, quello  profondamente  malinconico, l’autunno  ricco  di  enigmi  ma  anche  capace  d’inaspettati  sorrisi. Intanto, ottobre  ci  prepara  a  quello  che  accadrà; e  lo  fa  con  cautela, quasi  con  pudore. Ci  mostra  il  prevalere  delle  ombre  sulla  luce, ci  immerge  a  poco  a  poco  in  un’atmosfera  a  tratti  incolore  e  ci  indica  le  vie  per  resistere  al  gelo  che  verrà: pace  fra  le  mura  domestiche, lento  ritiro  nel  caldo  confortevole  di  una  stanza  allegra, placide  conversazioni  mentre  fuori  piove. Nell’insieme, permane  quel  senso  di  dolcezza  che  sempre  accompagna  l’autunno, anche  nelle  giornate  stanche  e  cupe.

Read Full Post »

y1pmisXQAFC4_zTSxjs-sLP93JrvkuP4P86mLGBvEe-4m9lbjyVKUPWLwjVF7BAAdr1cKkJCmu8TfA

Due  giorni   fa, nel  tardo  pomeriggio, col  cielo  già  scuro  come  la  notte, sono  uscita. C’era  una  nebbia  umida  e  fitta, quella  nebbia  che  sembra  quasi  trasformarsi  in  pioggia – gocce  sottili  di  fastidio  e  lacrime  insistenti  ma  senza  volto. Era  desolazione  pura, senza  alcuna  possibilità  di  cogliere  uno  spiraglio  o   una  timidissima  sfumatura  di  colore. Era  l’inverno  feroce, sgradevole, deciso  a  tutto  pur  di  farsi  detestare. Era  il  desiderio  di  tornare  a  casa  in  fretta, di  chiudersi, di  non  vedere.

Non  era  la   nebbia  di  ottobre, quella  nebbia  che  accompagna, comprende, avvolge, accarezza; quella  nebbia  che, nelle  mattine  ancora  miti, sembra  voler  smorzare  i  toni, attutire  i  rumori, velare  il  mondo  per  renderlo  più  umano. Non  era  la  nebbia  di  ottobre, che  si  insinua  silenziosa  nei  giardini  colmi  di  foglie  gialle, che  parla  di  strani  misteri  e  racconta  favole  antiche. Era  la  nebbia  disperata  di  gennaio, cinica  e  crudele, un  baratro  di  oscurità  e  di  mestizia, un  abisso  di  puro  dolore. Era  la  differenza  fra  due  stagioni  così  vicine  eppure  tanto  lontane.

Read Full Post »

Older Posts »