Passaggio


Ci si augura che in ogni casa vi sia abbastanza luce; si spera che il silenzio sia lo specchio fedele d’un momento di pace.
Nessuna giornata trascorre invano, nessun passaggio è privo di senso. Neppure il cielo scuro, che accompagnerà l’arrivo di gennaio, potrà cancellare tracce di rosa e di speranze.
Quando tornerà la primavera, non saranno soltanto i fiori a parlarci di vita e a suscitare incanti.

Buon anno a tutti. 🙂

Pausa d’inverno


Una magia strana pervade questi giorni di passaggio fra Natale e Capodanno: sono giorni sospesi, svagati e talvolta lenti; sono giorni di pensieri rarefatti e stanchi, sono una pausa necessaria e un’occasione di speranza.

Nonostante l’aria gelida, il sole accompagna questo pomeriggio di silenzio e di muta attesa. Sarà la nebbia a invadere le strade per cancellare ogni traccia della realtà.

Buon Natale


Rosso, oro, verde. E splendore, splendore infinito. Tutti vorremmo che Natale fosse così: un trionfo d’armonia, di pace e di calore. Tutti vorremmo che il fuoco nel caminetto non smettesse mai di ardere; tutti vorremmo che questi doni, impacchettati con tanta cura, fossero sogni finalmente realizzati o sorprese insperate. Ma per ora, più realisticamente, ci auguriamo di poter trascorrere qualche giorno sereno.

Buon Natale a tutti! 🙂

Sul tempo


Quando gli impegni si susseguono a ritmo vertiginoso, capita che il tempo scivoli via così in fretta da divorare intere giornate lasciandoci frastornati.
Si guarda allora con lieta meraviglia a certe immagini d’un mondo ormai remoto: qui il tempo sembra trascorrere lentamente, senza sussulti, senza prevaricare. Qui il tempo dispensa doni preziosi: la possibilità di parlare serenamente, di ascoltare e persino di osservare il tramonto.
Qui il tempo non è un nemico astioso contro il quale intraprendere una faticosa battaglia, ma un compagno discreto e affettuoso. Un compagno che rispetta e capisce.

(In foto il dipinto La conversazione sulla terrazza, di Odoardo Borrani)

La lezione


Nessuna fretta: la lentezza è indispensabile per ottenere ottimi risultati. Ma non è una semplice questione d’insegnamento, non si tratta di regalare agli altri, dall’alto del proprio sapere, cristallizzati frammenti di un’inesistente verità. Si vuole soltanto indicare qualche via, suggerire alcuni sentieri inesplorati, mostrare colori celati sotto opprimenti oscurità, far apprezzare albe e tramonti, dare voce al silenzio.

Non vi è alcuna ingenuità sottesa a simili intenzioni, ma un disegno ben preciso accompagnato dal sereno e saggio disincanto della consapevolezza: molti non coglieranno, altri si annoieranno, altri ancora crederanno di vedere ombre là dove il sole è soltanto leggermente pallido. Ma non importa. Importa il tentativo, importa l’impegno, importa che alcune suggestioni raggiungano i pochi disposti a farle proprie.

(In foto il dipinto La lezione, di Silvestro Lega)

La visita in villa


Occorre una serena giornata di sole tiepido per poter ammirare il paesaggio intorno. Poi occorre tempo: fretta e ansia, infatti, sono bandite per lasciare spazio alla contemplazione e all’ascolto. Le ombre sono poche e non c’è alcun bisogno di chiudere la porta.
Quando calerà la sera, l’oscurità sarà un velo prezioso ad accompagnare il riposo.

(In foto il dipinto La visita in villa, di Silvestro Lega, 1864)

Festa e fantasia


C’è il trenino instancabile che percorre le vie del centro con meticolosa regolarità e ci sono i mercatini: niente di spettacolare, ma senz’altro sufficiente a regalare un po’ di colore al mese di dicembre.
Abitare in centro storico, in una di queste case tutte attaccate le une alle altre, è un privilegio nel periodo natalizio perché, nonostante il clima rigidissimo e le giornate brevi, non ci si sente mai soli: basta guardare attraverso i vetri d’una finestra per vedere luci e persone e negozi aperti.

L’immagine che apre questo post mostra però una realtà del tutto differente: un incanto sospeso in una dimensione senza tempo, un sogno e una fantasia segreta. La casa splende di luce e arde di calore, nessuna stanza è costretta al buio e il cielo è addirittura percorso da delicati toni di rosa: sono tutti ottimi presagi, sono segni di speranza, sono doni lasciati a chiunque sappia coglierli.

Discorsi liberi e senz’altro inutili


Freddo, neve, gelo, lunghe ore di buio. Date queste condizioni climatiche, un pensierino alla possibilità di andare in letargo, magari risvegliandosi a primavera freschi come rose appena sbocciate, sorge spontaneo. Ma a noi miseri esseri umani, impegnati a recitare come possiamo nel gran teatro dell’esistenza, circondati da carabattole inutili e impegnati in sfiancanti lotte per la sopravvivenza, il letargo invernale è vietato. Al massimo ci sono concesse alcune ore di sonno notturno, sempre che si abbia però la fortuna di riuscire a dormire bene.

D’inverno, il letto diventa particolarmente prezioso perché si trasforma in un oggetto “protettivo”: le coperte morbide e calde, e i piumoni gonfi e avvolgenti che lo ricoprono, assomigliano ad abbracci affettuosi e a carezze instancabili. Bello, tutto bello, non c’è che dire. Ma se iniziamo a pensare a determinati pigiami con cui a volte affrontiamo il riposo notturno, l’atmosfera appena descritta rischia di svanire come neve al sole, per lasciare spazio a incubi o a scene degne di un film comico.
Devo essere sincera? Siccome oggi sono incline ad affrontare argomenti seri e molto profondi, mi è tornata in mente la scena d’una serie televisiva in cui un brav’uomo, davvero intelligente, coraggioso e dotato di ottime qualità morali (l’uomo dei nostri sogni, insomma), osava entrare nel letto, accanto alla giovane sposa perdutamente innamorata, con un’inguardabile “tutona” alla Superpippo, lasciando attonite noi povere spettatrici.

Dopo una lunghissima sequenza di post seri e a tratti pesanti, ci voleva pure questo: il letto, il letargo, le carabattole e la “tutona”. Ma prometto che tornerò quanto prima a un livello un po’ dignitoso.

Fango sotto la neve


È un gran privilegio riuscire a vedere oltre, riuscire a scorgere l’inganno celato dietro parole apparentemente concilianti, e il desiderio di attaccare nascosto dal finto velluto di toni tranquilli e sottomessi.
L’avversario ha il torto di ritenersi molto scaltro, tanto da non rendersi conto che a fronteggiarlo è una donna che sa leggere bene nelle fitte pieghe dei suoi pensieri contorti, del suo continuo attribuire agli altri le sue paure, le sue invidie patologiche, i suoi molti complessi, i suoi mostri interiori. Non si è neppure accorto di aver lasciato troppi indizi, piccolissime tracce che non ha saputo nascondere a causa del furore irrazionale da cui era agitato. Ma sono tracce che rivelano molto del suo reale stato interiore e dei suoi piani.

Il sentiero appare bello, un incanto di bianco che sembra invitare a una lenta passeggiata. Ma sotto nasconde fango limaccioso, e sopra alcune orme fanno capire che non è intatto.

Chiacchiere d’inverno


No, non sono scomparsa. La colpa di qualche giorno di silenzio è solo dei preparativi per le feste. Dopo dodici anni d’onorato e fedele servizio, infatti, il mio bell’albero di Natale ha deciso di morire – poverino, ha perso un grosso ramo – e così ho dovuto acquistarne uno nuovo. Non riuscendo ad accontentarmi facilmente, ho cercato con attenzione e alla fine ho trovato quello che desideravo: un albero altissimo – due metri e dieci centimetri – e di un bellissimo colore verde intenso, nonché pieno di rami. Ieri ho impiegato più di un’ora solo per unire bene tutti i pezzi e aprire i rami, e oggi ho dovuto addobbarlo ma non ho ancora finito.

Descrivere il freddo pungente e l’atmosfera cupa di questo sabato pomeriggio è quasi impossibile. Sono le sedici e quarantacinque, sta calando l’oscurità e i lampioni sulla strada sono già accesi. Il gelo è insopportabile e, se si è obbligati a uscire, si fa di tutto per rientrare in fretta a casa. Ecco che allora la scelta degli addobbi natalizi è legata, almeno per quanto mi riguarda, alle condizioni atmosferiche: come colori prediligo il rosso e l’oro, perché infondono una piacevole sensazione di calore in contrasto con il furore grigio dell’esterno. La verità è che le feste natalizie sono anche un modo per salutare l’inverno che arriva e prepararsi ad affrontarlo al meglio, opponendo ai suoi toni cupi la dolcezza e la serenità che derivano dal vivere in ambienti in cui predominano i colori caldi.