Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘giornate’

Ottobre  è  l’intenso  grigio  di  giornate  malinconiche  eppure  serene, giornate  spente  eppure  vitali – stupefacenti  nella  loro  placida  solennità.

Ottobre  è  la  pioggia  che  invita  alla  saggezza, la  saggezza  di  stanze  chiuse, di  mura  spesse  e  di  case  vecchie – e  la  dignità  d’interminabili  silenzi.

Ottobre  è  il  sole  lieve  di  giorni  chiari  e  senza  affanni, giorni  di  foglie  colorate  lungo  le  strade  assorte  e  mute, giorni  di  quiete  e  di  ricordi,  di  memorie  che  trapassano  il  cuore – mentre  la  sera cala  misteriosa  a  custodirle.

Ottobre  è  uno  scrigno, un  oggetto  polveroso  chiuso  a  lungo  in  una  soffitta  buia. Ma  arriva  un  giorno, un  giorno  particolare; arriva  un  giorno  in  cui  si  sale  in  quella  soffitta  e  si  cerca  quello  scrigno,  per  aprirlo, per  comprenderlo, per  coglierne  ogni  segreto. E  allora  si  scopre  un  tesoro, un  insieme  di  oggetti  di  squisita  fattura – e  poi  lettere, vecchie  cartoline, qualche  foto  ingiallita, il  passato  che  ritorna  e  che  invoca  attenzione.

Ottobre  è  la  verità, la  verità  che  emerge  adagio, con  garbo, con  infinita  grazia – per  non  ferire.

Read Full Post »

Esitante, silenziosa, calma, malinconica: è  la  pioggia  di  certe  giornate  di  aprile, giornate  che  sembrano  ripiegate  su  se  stesse, indefinite, incompiute; giornate  che  sono  e  non  sono, che  esistono  e  non  esistono – ferme, irresolute, forse  un  po’  stanche. Ed  è  strana  l’assenza  di  voci  o  il  loro  spegnersi  a  poco  a  poco, come  se  l’atmosfera  riuscisse  a  imporre  lo  smorzarsi  di  ogni  eccesso. Così, si  è  improvvisamente  riconsegnati  a  quei  momenti  di  sospensione  che  soltanto  le  mezze  stagioni  sanno  regalarci: tregue  fatte  di  omissioni, di  pensieri  profondi  e  di  irripetibili  alchimie; tregue  che, a  poco  a  poco, senza  clamore, lasciano  emergere importanti  verità.

Read Full Post »

autunno23

Ho  appena  terminato  di  fare  l’albero  di  Natale – quello  grande –  e  di  disporre  in  casa  altri  vari addobbi. Mi  manca  ancora  l’albero  più  piccolo, ma  rimando  quest’incombenza  all’otto  dicembre.

Eh  sì, siamo  arrivati  a  dicembre, al  primo  mese  d’inverno. Il  freddo  è  pungente, ma  l’atmosfera  è  ancora  autunnale: è  l’autunno  che  sta  morendo  adagio  e  che, mentre  si  congeda, dispiega  ancora  i  suoi  tanti  doni. Come  sempre, è  stato  troppo  breve; come  sempre, ci  sembra  di  non  averlo  vissuto  in  pieno, di  aver  perso  qualcosa  mentre  le  giornate  fuggivano  via  una  dietro  l’altra, sempre  più  diafane  e  malate, sempre  più  stanche  e  pensose.

Il  passaggio  al  Natale – perché  dicembre  non  è  altro  che  una  lunga, estenuante  preparazione  al  Natale – è  un  po’  faticoso, almeno  per  me, perché  è  un  trapasso  dalla  calma, elegante  sobrietà  dell’autunno  agli  eccessi  di  un  periodo  festivo  che  sembra  non  dover  terminare  mai. Ho  sempre  pensato  che  sia  opportuno  difendersi  da  tutto  questo  trambusto, ossia  viverlo  nel  miglior  modo  possibile  senza  però  caderne  vittime, senza  lasciarsene  travolgere.

Ma  intanto  cominciamo  ad  abituarci  all’inverno.

Read Full Post »

boscoautunno

Ogni  stagione  ha  un  proprio, inconfondibile  silenzio. D’inverno, il  silenzio  assume  coloriture  inquietanti: è  il  nulla  delle  strade  vuote  a  causa  del  gelo  e  dei  passi  rapidi  per  cercare  un  riparo. Durante  la  primavera, il  silenzio  è  un  intervallo  ricco  di  aspettative, un  breve  momento  di  pace  in  attesa  della  luce  e  delle  ingenue  esplosioni  di  entusiasmo  della  vita  che  ritorna. D’estate, il  silenzio  è  l’intermezzo  che  precede  la  festa  e  il  riposo  prima  dell’allegria  o  delle  chiacchiere  vuote  e  inconsistenti. E  non  è  mai  lungo, tetro  e  saggio  come  quello  invernale.

Durante  l’autunno, invece, il  silenzio  è  un  richiamo  solenne – educato, serio  ma  privo  di  severità. Non  s’impone  come  quello  invernale, ma  s’insinua  adagio  nelle  stanze, lungo  le  strade  e  perfino  dentro  di  noi. S’insinua  adagio  come  l’incerta  oscurità  di  alcune  giornate  di  ottobre, quando  il  grigio  del  cielo  è  presagio  di  freddo, di  pioggia, di  nuove  malinconie.

Il  silenzio  d’autunno  è  tutto  ciò  che  non  abbiamo  mai  raccontato  ad  anima  viva: memorie, segreti, frammenti  d’incontenibili  passioni, vane  attese, speranze  infinite. Il  silenzio  d’autunno  siamo  noi  quando, mentre  lenta  scende  la  sera  e  fuori  piove, decidiamo  di  ricominciare.

Read Full Post »

Chi  ama  l’estate  è  felice  della  serenità  che  spesso  accompagna  i  primi  giorni  di  settembre, del  permanere  del  caldo, del  verde  intenso  che  sembra  voler  restare  all’infinito. In  fondo, i  primi  giorni  di  questo  mese  sono  soltanto  un’estate leggermente  smorzata, un  poco  stanca  dopo  tanti  eccessi, forse  pentita  della  sua  arroganza.

Ma  poi, mentre  procede, settembre  a  poco  a  poco  svela  l’inarrestabile  declino  del  sole, della  luce, del  verde  intenso. I  colori  iniziano  a  mutare  adagio, in  maniera  impercettibile; persino  noi  mutiamo, al  principio  quasi  senza  rendercene  conto. E  quando  arriva  la  prima, vera  pioggia – quella  che  dura  quasi  un  giorno  intero, se  non  di  più-, comprendiamo  che  qualcosa  si  è  spezzato, fuori  e  dentro  di  noi. Ma  è  una  benedizione: è  un  dolcissimo  richiamo  alla  serietà  dopo  la  frivolezza, un  richiamo  fatto  con  garbo  perché  settembre  non  sa  offendere, perché  settembre  è  cortese.

Settembre  conserva  qualcosa  della  leggerezza  dell’estate, ma  senza  la  sua  irritante  superficialità. La  spensieratezza  che  sembra  accompagnare  alcune  giornate  di  settembre  non  è  altro  che  il  volto  gentile  di  un  mese  che, per  quanto  possibile,  vuole  rendere  indolore  il  passaggio  a  un’altra  stagione. E  i  suoi  malumori  conservano  sempre  una  grazia  che  riesce  a  renderceli  cari. Anche  quando  la  pioggia  è  fitta  e  il  cielo  scuro  soffre  osservando  i  nostri  dolori.

accumoli

(Accumoli, provincia  di  Rieti)

Read Full Post »

paolina

Il  pomeriggio  è  stato  tetro, di  un  grigio  non  troppo  cupo  ma  spento. Insignificante. Ed  è  impossibile cogliere  atmosfere  particolari  quando  persino  l’aria  sembra  mancare. Esistono  giornate  così, prive  di  colori, di  sapori, di  odori – giornate  senza  toni, senza  improvvisi  sussulti, senza  variazioni  degne  di  nota.

E  allora  non  si  può  inventare  nulla. Si  può  soltanto  ascoltare  lo  spegnersi  lento  delle  voci, mentre  la  sera  si  dissolve,  cauta  e  un  poco  incerta,  nell’oscurità  della  notte.

 

(Nell’immagine, un  particolare  di  Paolina  Clelia  Silvia  Bondi,  di  Vittorio  Matteo  Corcos, 1909)

 

Read Full Post »

autunno22

A  ottobre, le  giornate  cupe  non  sanno  di  pianto  e  disperazione, ma  di  delicata, sfumata, pallida  malinconia, struggente  quanto  basta  per  regalarci  l’anima  più  vera  dell’autunno, ma  senza  alcun  nero  d’inchiostro  a  procurare  dolore.

Ci  si  sente  calmi  e  persino  allegri  per  l’austerità  priva  di  superbia  che  caratterizza  giornate  come  questa. Ottobre  racconta  favole  colme  di  antica  saggezza  e  stralci  di  poesie  che  pochi  sanno  ascoltare; ottobre  parla  allo  spirito, irretito  da  una  magia  fatta  di  sguardi  sognanti  dietro  persiane  semichiuse, di  foglie  che  iniziano  a  cadere  adagio, di  suggestioni  senza  nome.

Intanto, il  cielo  resta  muto.

Read Full Post »

Older Posts »