Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘bellezza’

E  finalmente, nella  tarda  mattinata  di  questo  primo  sabato  di  settembre, la  pioggia  è  arrivata  davvero, decisa  e  incerta  al  tempo  stesso, a  tratti  molto  intensa, a  tratti  debole  e  insicura. Ma  il  cielo  è  rimasto  triste  e  confuso, senza  poter  tornare  a  splendere  d’azzurro. Questo  umore  titubante, questa  pioggia,  che  cade  e  poi  si  ferma  e  poi  ricomincia  a  scendere,  è  un  primo,  sbiadito  messaggio  d’autunno.

Si  torna  allora  a  vivere, perché  comincia  a  dissolversi  l’intollerabile  arroganza  della  stagione  estiva  per  lasciare  spazio all’alternarsi  di  luci  e  di  ombre, alla  dolcezza  del  tempo  grigio  ma  privo  di  cattiveria, alla  bellezza  dei  toni  smorzati  e  opachi, alla  serenità  che  sempre  accompagna  il  procedere  calmo, rispettoso  e  lento  dell’autunno. Una  stagione  che  non  pretende  di  annientare, sottomettere, intimorire, ma  che  vuole  soltanto  accompagnare, dialogare  e  sorprendere.

Annunci

Read Full Post »

paisajes-otono-l-lnrc0m

Questa  mattina, ho  colto  l’occasione  del  giorno  festivo  per  fare  una  tipica  passeggiata  di  ottobre, ossia  per  immergermi  completamente  nell’atmosfera  autunnale. E  sono  stata  molto  fortunata  proprio  perché  l’atmosfera  era  grigia, leggermente  piovigginosa, malinconica  ma  quieta.

Il  segreto  del  fascino  di  ottobre  è  tutto  lì, nella  sua  strana  calma  e  nella  sua  ambiguità: le  foglie  cadono  ma  lentamente, con  quieto  garbo; le  foglie  sono  gialle  ma  anche  verdi  e  gli  alberi  non  sono   ancora  spogli. Ottobre  è  la  metamorfosi  che  non  freme  per  esibirsi, la  bellezza  accompagnata  dalla  modestia, la  profondità  priva  di  orgoglio: ottobre  offre  senza  pretendere  nulla  in  cambio; ottobre  arriva  e  dispiega  i  suoi  regali  per  chiunque  voglia  accettarli, ma  senza  costringere  nessuno  a  dedicare  loro  attenzione. E  infatti  il  parco, questa  mattina, era  un  enigma  di  colori  e  silenzio. A  tratti, sembrava  di  camminare  in  un  altro  mondo, in  un  Altrove  misterioso, accogliente  e  comprensivo.

Con  la  sua  pacatezza, la  sua  elegante  austerità, la  sua  rara  saggezza, ottobre  insegna  a  pensare, a  ricordare, a  distinguere, a  interpretare  luci  e  ombre, a  osservare  quello  che  sfugge  ai  più. Ottobre  è  una  porta  che  si  apre  sull’infinito.

Read Full Post »

autunno34

Un’incontenibile  esplosione  di  vita: arancione, giallo, marrone  caldo, viola, rosso. Sono  colori  che  parlano  di  allegria, di  entusiasmo, di  risate. Ma  l’autunno  è  anche  questo, un  insieme  di  toni, di  umori, di  sapori  la  cui  straordinaria  bellezza  riposa  sulla  varietà. L’autunno  è  generoso  perché  ci  regala  un’infinità  di  sfumature, di  luci, di  ombre, di  odori  che  non  possono  essere  racchiusi  negli  angusti  limiti  di  una  frase, sia  pure  ben  scritta. E  ottobre  è  la  poesia  che  dispiega  tale  varietà  davanti  ai  nostri  occhi, invitandoci  a  leggerla, a  interpretarla, a  coglierne  il  senso  più  remoto.

Raffinato, sensibile  e  sereno, ottobre  sussurra  dolci  parole – talvolta  incomprensibili, talvolta  bizzarre, talvolta  di  una  chiarezza  disarmante. È  un  privilegio  riuscire  ogni  anno  ad  ascoltarlo,  cogliendone  la  misteriosa  grandezza. E  cogliendola  sempre  con  estremo  stupore, sempre  come  se  fosse  la  prima  volta.

Read Full Post »

lega

Silvestro  Lega, Paesaggio del Gabbro, 1890

Read Full Post »

237058_les_-derevya_-osen_-zakat_-polyana_-lavochka__1920x1200_(www.GdeFon.ru)

Oggi  è  la  prima, vera  giornata  d’autunno: l’atmosfera  intorno  è  grigia  e  spenta  ma  senza  l’oppressione  di  una  tristezza  priva  di  speranza; nel  frattempo,  la  pioggia  cade  lieve, silenziosa  e  costante.

È  lo  sprofondare  dolcissimo  e  lento  nella  nuova  stagione – serenamente, senza  scosse, senza  lacrime  o  rancori. Allora,  si  pensa  a  ciò  che  verrà, alla  bellezza  rarefatta  dei  giorni  che  ci  attendono, alle  brume, ai  brividi  sempre  più  intensi. Questo  è  soltanto  il principio, un  adagio  misterioso  che  incatena, seduce, accoglie  e  lusinga. È  il  tempo  per  chi  ama  i  chiaroscuri, per  chi  non  teme  la  complessità, per  chi  non  si  ferma  mai  soltanto  alle  apparenze, per  chi  guarda  sempre  oltre  e  per  chi  ha  compreso  ogni  cosa  – ma  la  custodisce  nel  prezioso  scrigno  del  silenzio.

Read Full Post »

Signora nel parco-1871_JPG

Un’immagine  che  infonde  un  senso  di  quiete  raro  in   un’epoca  permeata  dai  miti  della  velocità  e  dell’efficienza-a-tutti-i-costi. Ma  l’estate  è  anche  questa:  un’occasione  per  fermarsi  ogni  tanto  o  uno  spazio   da  colmare  con  pensieri  poco  invadenti  e  lievi, quasi  impalpabili  nella  loro  superficialità.

Guardare  in  lontananza,  immersi  nella  bellezza  di  un  paesaggio  che  non  teme  il  trascorrere  delle  stagioni, perché  sempre  destinato  a  rinascere; guardare  in  lontanza  senza  preoccuparsi  se  il  tempo  scorre, se  taluni  gridano, se  qualcuno  insiste  a  chiamarci. Guardare  in  lontanza  per  lasciarsi  trasportare  dal  susseguirsi  di  sensazioni  ed  emozioni. E  respirare, sentirsi  vivi  senza  dover  parlare  al  mondo, senza  dover  accontentare  qualcuno, senza  doversi   raccontare.  Muti, in  pace  con  se  stessi  qualsiasi  cosa  accada.

 

(Nell’immagine   il  dipinto  Signora  nel  parco, di  Federico  Zandomeneghi)

Read Full Post »

Oggi, il  primo  pomeriggio  è  un  groviglio  di  grigio  cupo  e  di  pioggia  sottile  ma  intensa. Una  vera  giornata  di  novembre, invasa  da  una  tetra  malinconia  che  induce  inevitabilmente  ai  ricordi. L’anno  non  è  ancora  terminato, ma  dicembre  si  avvicina  e  le  settimane  sembrano  fuggire  con  un  ritmo  che  ci  lascia  frastornati. Così, emerge  qualche  memoria  legata  alle  stagioni  che  si  sono  susseguite  in  questo  2013. Mi  torna  in  mente  lo  scorso  gennaio  con  la  sua  prima  neve:

Stagioni 2013 002

Ho  scattato  questa  fotografia  in  un  pomeriggio  freddissimo. Oscurità, desolazione, strade  vuote: l’inverno  è  anche  questo, ma  è  un  privilegio  saperlo  vivere  e  comprendere. Quando  svanisce,  lasciando  spazio  alla  timida, ingenua  ma  irruente  primavera, tutto  cambia:

Stagioni 2013 005

Quest’anno  aprile, che  a  volte  riserva  sorprese  meravigliose, è  stato  quasi  sempre  grigio, asfittico, lievemente  malinconico, tanto  che  ho  fotografato  questi  glicini  a  maggio, in  ritardo  rispetto  al  consueto  ritmo  di  primavera. Della  primavera, soprattutto  verso  la  fine  di  maggio, amo  il  tardo  pomeriggio  che,  con  la  sua  lunga  durata  e  accarezzato  da  un  clima  ancora  mite, si  stempera  nella  sera  adagio, fondendosi  con  essa  in  un  gioco  di  luci  e  ombre  così  intenso  da  creare  un’atmosfera  impregnata  di  gioia  e, nel  contempo, di  un  forte  senso  d’intimità. Per  questo, una  domenica, verso  le  diciotto  e  trenta, ho  voluto  fotografare  la  luce  in  una  stanza:

Stagioni 2013 012

Fotografare  la  città  d’estate  non  m’interessa, perché  l’afa  la  rende  squallida  e  volgare. Tutto  muta, però,  con  l’arrivo  dell’autunno, che  riesce  a  rendere  attraenti  anche  gli  angoli  più  banali. Quel  miracolo  della  natura  che  è  ottobre  non  fa  altro  che  regalare  bellezza  con  una  generosità  commovente:

Stagioni 2013 018

Stagioni 2013 020

A  ottobre  non  occorre  cercare  strade  particolari  o  luoghi  inusitati: la  poesia  è  lì, completamente  dispiegata  davanti  ai  nostri  occhi. Richiede  soltanto  la  capacità  di  coglierla  e  di  farla  propria, la  disponibilità  a  lasciarsene  invadere  senza  opporre  barriere  o  sciocche  diffidenze. Poi  arriva  novembre, e  l’autunno  accentua  la  sua  splendida, arcana, coinvolgente  malinconia:

Stagioni 2013 024

La  scorsa  domenica, in  una  mattina  colma  di  oscurità  e  di  una  tristezza  quieta, quasi  evanescente: i  semafori  rossi, poche  persone  lungo  il  viale, il  profumo  del  tempo  perduto. Sono  gli  stessi  alberi  di  tanti  anni  fa, in  apparenza  immobili  ma  in  realtà  attenti  osservatori  dell’esistenza  che  scorre, delle  stagioni  che  nascono  e  muoiono, dei  nostri  passi  frettolosi  o  stanchi.

Read Full Post »

Older Posts »