Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘marzo’

Rito di primavera

Ricomincio  a  scrivere  volentieri  dopo  giorni  pieni  di  impegni  e  di  tanta, tanta  stanchezza. E  voglio  ricominciare  in  sintonia  col  clima  sereno  e  luminoso  di  questo  marzo  così  felice, quasi  del  tutto  privo  di  capricci, inaspettatamente  allegro  e  disponibile. Cominciamo  allora  con  una  bella  merenda, importante  rito  pomeridiano  per  chi  può  permetterselo. Se  il  tè  invernale  è  un  momento  di  conforto  e  di  calore  chiamato  a  combattere  l’oscurità  e  l’oppressione  della  stagione  fredda, durante  la  primavera  diventa  invece  una  pausa  leggermente  frivola  e  giocosa, ma  indispensabile  per  scandire  il  ritmo  della  giornata, per  conferirle  un  senso, per  non  renderla  un  piatto  rincorrersi  di  ore  sempre  identiche  a  se  stesse:

In  primavera, i  fiori  prevalgono  in  ogni  occasione, anche  durante  il  rito  del  tè. E  ci  rasserenano  donandoci  tranquillità  e  benessere. In  fondo, alla  primavera  si  chiede  questo: un  po’  di  allegria  e alcuni  momenti  di  quieta  leggerezza. Buon  pomeriggio  a  tutti. 🙂

(L’immagine  è  tratta  da: http://www.pensieriepasticci.ifood.it/2013/02)

 

 

Annunci

Read Full Post »

Quest’anno  la  primavera  è  arrivata  in  fretta, ben  prima  del  solito. In  genere, almeno  qui, marzo  comincia  con  un  umore  grigio  e  incerto, e  spesso  è  freddo, scostante, antipatico. Perciò  sono  stupita  di  fronte  a  questa  luminosità, a  queste  giornate  che  parlano  di  allegria, di  desiderio  di  uscire, di  novità. Siamo  nel  pieno  di  una  rinascita, confortante  e  avvolgente.

La  primavera, si  sa,  è  anche  un  po’  tentatrice: con  i  suoi  cieli  chiari  e  con  le  sue  ombre  pacate  e  rassicuranti, invita  al  sogno, al  cambiamento, alla  libertà. La  primavera, insomma, distrae, seduce  e  ammalia, evocando  l’adolescenza  con  le  sue  bellezze  e  i  suoi  infiniti  timori, con  la  sua  ingenua  allegria  e  le  sue  improvvise  tristezze, con  le  sue  assurde  fantasie  e  la  sua  irriverente  vitalità. Così, tornano  in  mente  le  uscite  con  gli  amici  e  le  amiche, certe  lunghe  telefonate  che  sembravano  non  voler  finire  mai, le  interminabili  conversazioni  del  sabato  pomeriggio, il  quieto, indisturbato  riposo  della  domenica. Certo, era  un’altra  stagione, un  altro  tipo  di  primavera. Però, al  di  là  del  ricordo  di  un  tempo  lontano  che  non  tornerà, resta  ogni  anno  una  speranza: la  speranza  che  la  primavera  sia  lunga  e  dolce  e  comprensiva.

Read Full Post »

A marzo

primavera22

Inizia  marzo, affascinante  mese  di  passaggio  fra  l’austerità  dell’inverno  e  la  dolcezza  della  primavera. Marzo  è  un  bizzarro  sovrapporsi  di  inquiete  possibilità. Colpi  di  testa, qualche  broncio, improvvise  ingenuità, alcune  lacrime, sole, cieli  irrequieti  e  azzurri, tempeste, estatica  serenità: marzo  è  tutto  questo  e  altro  ancora, indefinibile  nella  sua  ricchezza, stravagante  e  audace  come  soltanto  l’estrema  giovinezza  sa  essere.

Mi  sono  sempre  aspettata  qualcosa  di  nuovo  dal  mese  di  marzo. E  non  perché  sia  un  passaggio; anche  settembre  lo  è, ma  il  dissolversi  dell’estate  nei  primi  evanescenti  languori  autunnali  è  quasi  sempre  privo  di  traumi: è  uno  sprofondare  lento  e  impercettibile  e  rassicurante  nell’atmosfera  d’autunno. Marzo, invece, non  ha  la  maturità  di  settembre: gioioso, folle  e  irruente,  ha  il  potere  di  far  sognare  o  d’illudere  perché  è  mutevole, come  una  corsa  senza  posa  verso  un  traguardo  dai  contorni  sfumati  e  incerti.

Marzo  è  l’adolescente  innamorato  dell’esistenza  che  pretende  di  essere  ascoltato. Ma  non  ha  la  profonda  saggezza  di  ottobre, e  allora  i  suoi  racconti, sebbene  ammalianti, non  sempre  conducono  là, dove  vorremmo  o  dovremmo  essere.

Read Full Post »

Piove

pioggia5

Piove. Piove  col  vento  di  marzo, furibondo  e  impietoso. Piove  sulle  strade  vuote  e  stupefatte, piove  sui  muri  stanchi  e  troppo  grigi, piove  negli  angoli  più  cupi  di  vie  sempre  uguali  a  se  stesse. Piove  nei  giardini  addormentati  di  ville  abbandonate  e  silenziose; piove  lungo  gli  argini  dei  fiumi  inquieti, sui  sentieri  di  montagna  troppo  scuri, sulle  colline  timide  e  assorte. Piove  sui  nostri  pensieri, piove  per  darci  il  tempo  di  riflettere, piove  senza  tregua. Piove  da  ore  e  ore, senza  interruzione.

Read Full Post »

003

Ore  16:39. Inizio  a  scrivere  questo  post  felicemente  seduta  alla  mia  scrivania, mentre  la  quieta  luminosità  del  pomeriggio  filtra  attraverso  i  vetri  delle  finestre  chiuse. Il  momento  è  magico: è  quel  prezioso, indecifrabile, delicato  intermezzo  tra  una  stagione  e  l’altra, pervaso  da  una  calma  dolcezza  che  invade  lo  spirito  lasciandolo  sereno  e  stupefatto.

Ore  16:54. All’inizio  di  dicembre, a  quest’ora  era  già  buio. Oltre  i  vetri  delle  finestre, era  una  lunga, estenuante  notte, dispensatrice  d’insondabili  misteri  e  custode  di  tanti  segreti. Era  l’introversione  pura, la  necessità  di  ritirarsi  in  se  stessi, il  desiderio  di tacere  e  raccogliersi, l’amore  per  le  stanze  chiuse. Adesso, la  luce  sicura  ma  non  troppo  intensa  è  invece  un  invito  a  pensare  e, nel  contempo, a  uscire, a  raggiungere  il  mondo, a  prendere  ciò  che  può  offrire.

Ore  17:01. Si  pensa  ai  prati, alle  prime  viole, al  primo  grande  amore, a  fuggire  verso  la  spensieratezza. Ma  poi, da  brave  persone  abituate  a  rispettare  i  propri  doveri  e  a  recitare  la  parte  che  ci  è  stata  assegnata, si  torna  ai  consueti  impegni, al  solito  copione. In  attesa  che  la  primavera  dispieghi  tutti  i  suoi  doni.

Read Full Post »

primavera20

Primo  giorno  di  marzo: stiamo  camminando  verso  la  primavera  e  anche  il  blog  si  adegua  alla  nuova  stagione. Niente  più  immagini  di  neve  e  di  ghiacci, niente  più  toni  algidi, ma  una  ventata  di  freschezza  con  le  vivaci  tinte  primaverili.

Della  primavera  amo  soprattutto  la  fase  iniziale, quando  ormai  è  chiaro  che  l’inverno  è  soltanto  un  ricordo  e  che  ci  attendono  altri  ritmi, altri  colori  e  altri  sogni. Mi  piace  soprattutto  la  fase  iniziale  perché  accompagnata  da  un  po’  di  timidezza: il  verde  dei  prati, l’azzurro  del  cielo  e  i  toni  dei  fiori  non  hanno  ancora  la  sicurezza  un  po’  arrogante  di  maggio, ma  si  mostrano  con  qualche   incertezza  e  qualche  momento  di  lieve, affascinante  malinconia. Quando  si  alternano  nubi  irrequiete  allo  splendore  del  cielo  allegro  e  soddisfatto, quando  d’improvviso  cade  una  pioggia  silenziosa  e  sottile  a  bagnare  le  viole  e  le  più  care  memorie, allora  sì, allora  ci  si  sente  rapiti, addirittura  travolti  dalla  nostalgia  di  un  tempo  remoto  e  dall’ansia  di  vivere  e  accettare  il  presente.

A  volte  si  vorrebbe  correre  via  d’improvviso  e  perdersi  nei  prati, abbandonarsi  al  vento  leggero  e  ascoltare  le  sue  tante  parole, sedersi  sull’erba  e  dimenticare  tutti  i  doveri, proprio  come  quando  eravamo  adolescenti  e  potevamo  permetterci  di  non  pensare  o  di  illuderci  all’infinito. Eppure, nonostante  tutto, quella  magia  talvolta  ritorna; ritorna  sotto  forma  di  un  ricordo, di  un’improvvisa  emozione  o di  un  silenzio  che  racconta  favole  e  tesse  nuove  trame.

Read Full Post »

primavera11

Mi  accorgo  di  aver  scritto  poco  ma  la  ‘colpa’  è  di  febbraio, che  mi  annoia  e  non  mi  ispira. Però  non  mi  piace  restare  inattiva  e  dunque  mi  rimetto  al  lavoro.

Si  avvicina  marzo, mese  controverso  e  ambiguo  come  tutti  i  momenti  di  passaggio. Per  analogia, il  pensiero  corre  subito  a  settembre, che  ci  conduce  da  una  stagione  forte  e  prepotente  come  l’estate  a  un  periodo  delicato  e  struggente  come  l’autunno; marzo  ci  trasporta  invece  dall’implacabile  durezza  dell’inverno  alla  frenetica  e  instabile  gioia  della  primavera. Eppure, settembre  e  marzo  sono  realtà  differenti, che  hanno  ben  poco  in  comune. In  genere, settembre  è  più  mite  e  più  dolce  rispetto  a  marzo: molti  sono  i  giorni  ancora  pieni  di  sole, nonostante  i  primi  segni  di  declino, e  le  piogge  tendono  a  essere  pacate, quasi  a  volerci  accompagnare  con  misurato  garbo  ed  eleganza  verso  la  nuova  stagione.

Marzo, invece, spesso  non  si  preoccupa  di  esibire  belle  maniere: a  volte  si  trascina  per  giorni  e  giorni  in  un  vortice  di  grigio  e  di  freddo  che  sembra  senza  speranza; altre  volte, invece, decide  di  gettarci  addosso  d’improvviso  l’azzurro  e  il  verde  della  primavera  per  poi  precipitare  nuovamente  in  giorni  di  noia  e  di  piatta  oscurità. Tutto  dipende  dal  suo  mutevole  umore, insomma. Adolescente  vitale  e  un  po’  viziato, marzo  non  ha  la  maturità  di  settembre, ma  ci  affascina  ugualmente  per  la  sua  infantile  irruenza  e  per  quell’instancabile  ricerca  di  identità  che  sembra  spesso  risolversi  in  un  completo  fallimento. Quando  però  ci  regala  distese  di  margherite  e  di  viole  sui  prati, tendiamo  a  perdonargli  alcuni  eccessi. Proprio  come  si  perdonano  a  un  ragazzino  che  si  affaccia  ansioso  all’esistenza  senza  averne  compreso  ancora  l’enigmatica  complessità.

E  a  voi  piace  il  mese  di  marzo? Vi  affascina  o  lo  considerate  insignificante?

Read Full Post »

Older Posts »