Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘nebbia’

L’anno  è  cominciato  luminoso  e  soleggiato  ma  freddo. E  il  gelo  dovrebbe  aumentare  domani  e  dopodomani, quando  arriverà  l’Epifania. Non  c’è  da  stupirsi: siamo  a  gennaio, severissimo  mese  d’inverno, impietoso  e  anche  un  po’  sadico. Ma  questo  è, prendere  o  lasciare.

E  allora, che  inverno  sia: che  venga  il  grigio  scuro  ad  appannare  i  contorni  delle  strade, delle  case  e  delle  persone; che  venga  la  nebbia  fitta  ad  abbracciare  le  strette  vie  del  centro, per  celarle, proteggerle, renderle  evanescenti; che  venga  la  neve  a  nascondere  angoli, spigoli, pensieri  e  fantasie. Perché  l’inverno  è  il  trionfo  della  casa, delle  mura  domestiche, delle  stanze  calde  e  confortanti:

stanza

Talvolta, mentre  fuori  piove  e  la  giornata  sembra  troppo  scura, in  una  stanza  chiusa  possono  assalirci  ansie  e  tormenti  o  si  può  stare  in  attesa:

sospiri

Altre  volte, invece, si  può  conversare  serenamente:

conversazione

Poi  magari  squilla  il  telefono  e  dobbiamo  rispondere:

lettera

Oppure  usiamo  il  computer  per  comunicare  via  internet:

letterabelvedereconversazione

In  una  stanza, mentre  fuori  piove  oppure  nevica, si  può  pensare  a  tante  cose, ci  si  può  sbizzarrire  con  l’immaginazione  e  si  possono  anche  fare  molti  progetti. Ma  in  quest’ultimo  caso  è  bene  non  essere  troppo  avventati, troppo  impulsivi  e  imprudenti, perché  si  rischia  di  commettere  gravi  errori:

pensieroleggerezzav

In  sintesi: casa, stanze, finestre  chiuse, luci  accese, intimità, silenzio, serietà, ordine, sobrietà. L’inverno  ci  chiede  di  essere  maturi  e  austeri,  in  attesa  di  poter  tornare  adolescenti  e  un  po’  capricciosi  quando  arriverà  la  primavera.

 

Read Full Post »

E  così  anche  agosto  se  ne  sta  andando. Però, almeno  qui, sembra  di  trovarsi  ancora  a  luglio. Oggi  le  temperature  sono  molto  alte  e  l’umidità  non  dà  tregua, tanto  che, mentre  sto  scrivendo, le  persiane  della  mia  stanza  sono  chiuse. Ma  resta  il  fatto  che  l’ultimo  mese  d’estate  sta  scivolando  via, mentre  le  giornate  continuano  ad  accorciarsi  regalandoci  il  segnale  di  un  passaggio  inevitabile.

Non  è  facile  cogliere  quel  delicato, sfuggente  declino  che  ci  accompagna  adagio  verso  la  stagione  delle  foglie  morte – la  stagione  più  misteriosa  e  commovente  dell’anno. Ma  alcuni  di  noi  sanno  osservare, quasi  sempre  in  silenzio, le  suggestioni  più  remote  che  annunciano  l’autunno. E  allora  si  immagina  ciò  che  sarà: il  progressivo  contrarsi  dei  pomeriggi, la  luce  del  giorno  sempre  più  fioca  eppure  generosa, i  viali  dignitosi  e  muti  mentre  le  foglie  se  ne  vanno  senza  alcun  lamento. E  poi  il  vento, la  pioggia, la  nebbia, i  ricordi.

amatrice

(Amatrice  durante  l’autunno. L’immagine  è  tratta  da: siviaggia.it)

Read Full Post »

y1pmisXQAFC4_zTSxjs-sLP93JrvkuP4P86mLGBvEe-4m9lbjyVKUPWLwjVF7BAAdr1cKkJCmu8TfA

Due  giorni   fa, nel  tardo  pomeriggio, col  cielo  già  scuro  come  la  notte, sono  uscita. C’era  una  nebbia  umida  e  fitta, quella  nebbia  che  sembra  quasi  trasformarsi  in  pioggia – gocce  sottili  di  fastidio  e  lacrime  insistenti  ma  senza  volto. Era  desolazione  pura, senza  alcuna  possibilità  di  cogliere  uno  spiraglio  o   una  timidissima  sfumatura  di  colore. Era  l’inverno  feroce, sgradevole, deciso  a  tutto  pur  di  farsi  detestare. Era  il  desiderio  di  tornare  a  casa  in  fretta, di  chiudersi, di  non  vedere.

Non  era  la   nebbia  di  ottobre, quella  nebbia  che  accompagna, comprende, avvolge, accarezza; quella  nebbia  che, nelle  mattine  ancora  miti, sembra  voler  smorzare  i  toni, attutire  i  rumori, velare  il  mondo  per  renderlo  più  umano. Non  era  la  nebbia  di  ottobre, che  si  insinua  silenziosa  nei  giardini  colmi  di  foglie  gialle, che  parla  di  strani  misteri  e  racconta  favole  antiche. Era  la  nebbia  disperata  di  gennaio, cinica  e  crudele, un  baratro  di  oscurità  e  di  mestizia, un  abisso  di  puro  dolore. Era  la  differenza  fra  due  stagioni  così  vicine  eppure  tanto  lontane.

Read Full Post »

autunno 5

Quando  penso  a  novembre, la  prima  cosa  che  mi  viene  in  mente  è  la  nebbia, leggera, discreta, un  velo  quasi  impalpabile  che  addolcisce  spigoli  e  linee  troppo  dure. E  poi  penso  ai  giorni  di  sole  e  a  quelli  di  pioggia, perché   a  novembre  non  manca  mai  nulla: l’aria  fredda,  il  costante, commovente  sfacelo  di  alberi  e  foglie, la  delicata  luminosità  di  certe  mattine  prive  d’inquietudine, lo  sfinimento  di  alcune   giornate  piovose  e  tetre, che  però favoriscono  riflessioni  e  sogni  pacati.

Se  ottobre  è  un  insieme  di  ambigue  screziature  che  chiedono  sommessamente  di  essere  comprese, novembre  è  un  amico  maturo  che  parla  col  cuore  ma  non  cela  il  dolore, che  mostra  oscurità  e   squallore  senza  inventare  pietose  bugie. Novembre  è  l’autunno  ormai  maturo, che  ha  perso  ogni  illusione   ma  che  non  rinuncia  all’esistenza. E  nelle  giornate  più  cupe, quando  sembra  che  non  vi  sia  nulla  oltre  una  triste  confusione  di  pioggia  e  di  fango, mormora  parole  sagge  a  chiunque  voglia  ascoltarle.

Read Full Post »

foglie colorate, grande albero, giardino, autunno, foglie secche 161739

Ed  è  il  primo  giorno, il  primo  giorno  d’autunno. Il  sole  splende  di  allegria,  ma  è  un’altra  stagione – intensa, vibrante, arcana.

È  lo  scivolare  adagio, con  sottile  compiacimento, verso  pomeriggi  ancora  luminosi  ma  incerti, densi  di  memorie  e  d’indecifrabili  sospiri – pomeriggi  fragili  e  insicuri,  ma  orgogliosamente  vivi. È  il  procedere  sinuoso  verso  le  ombre  senza  provare  alcun  timore, senza  desiderare  altro  se  non  fondersi  con  l’aria  fredda  e  malinconica, con  le  foglie  smarrite  al  vento, col  cielo  che  diventa  metallo. È  il  pensiero  limpido  e  fermo  di  quel  che  eravamo, di  ciò  che  non  è  più, dello  spegnersi  lento  e  poi  rinascere  nonostante  la  nebbia.

Read Full Post »

Ieri  c’è  stata  la  tradizionale  fiera  di  S. Antonio, appuntamento  irrinunciabile  per  la  città  che  lo  vive  con  piacere  e  con  un  pizzico  d’entusiasmo. La  giornata  era  freddissima  e  attraversata  da  un’umidità  pungente  a  tratti  insopportabile; ma, nonostante  ciò, non  ho  mancato  all’appuntamento,  soprattutto  perché  la  fiera  si  svolge  in  centro  storico, cioè  nel  mio  quartiere. A  partire  dalle  diciassette  del  pomeriggio, ho  percorso  in  lungo  e  in  largo  le  vie  piene  di  bancarelle, peraltro  sempre  le  stesse  ogni  anno e  sempre  poste   nei  medesimi  luoghi, tanto  che, se  si  è  in  cerca  di  qualcosa, si  sa  a  priori  dove  dirigersi. Ma  questa  fiera  è  soltanto  la  premessa  per  quella  del  31  gennaio, in  cui  la  città  festeggia  il  suo  santo  patrono: il  31  gennaio  a  Modena  non  si  lavora  e  si  va  alla  tradizionale  fiera, che  è  una  replica  di  quella  del  17  gennaio, forse  con  qualche  bancarella  in  più. A  volte, il  31  gennaio  ci  regala  un  bel  sole  invernale, altre  volte  ci  fa  precipitare  nel  grigio  più  squallido  e  spento, altre  volte  ci  porta  la  neve. Chissà  cosa  accadrà  quest’anno!

A  dire il  vero, un  po’  di  neve  mi  piacerebbe, magari  in  un  fine  settimana, quando  non  si  è  obbligati  a  uscire  in  fretta  da  casa: una  bella  fioccata  costante  e  decisa, accompagnata  da  quel  silenzio  ovattato  che  sempre  caratterizza  le  giornate  nevose, e  che  suscita  un  senso  di  pace  raro,  quasi  proiettandoci  in  un’altra  dimensione. Senza  neve, l’inverno  non  è  davvero  tale, almeno  secondo  me.

Nel  gennaio  del  2009  abbiamo  avuto  una  nevicata  meravigliosa.  Ricordo  che  uscii  durante  la  tormenta  per  fotografare  la  città, che  sembrava  placidamente  addormentata  sotto  quel  manto  candido:

neve11

Ma  per  ora  l’inverno  c’intrattiene  con  nebbia  e  con  pioggia. E  noi  che facciamo? Ovvio: ci  accontentiamo. 🙂

 

Read Full Post »

Oggi  è  stata  una  domenica  piena  di  lavoro, perché  ho  dovuto  preparare  i  miei  alberi  di  Natale  e  sistemare  altri  numerosi  addobbi. Morale: tutta  la  giornata  è  scivolata  via  così  e  adesso  mi  sento  stanchissima. Però  sono  felice  di  aver  terminato.

stagione_autunno_foglie

C’è  qualcosa  di  più  misterioso  e  struggente  dell’ultima  fase  dell’autunno? Il  sole  di  queste  giornate  ci  consente  di  ammirare  ancora, nonostante  l’arrivo  di  dicembre, bellissimi  paesaggi  autunnali: non  tutti  gli  alberi  sono  spogli  e, in  certe  strade, lungo  certe  vie  appartate – forse  persino  dimenticate – sembra  di  trovarsi  ancora  a  novembre.

Tanti  colori – verde  marrone  rosso  giallo –  e  infinite  screziature; poi  dissolvenze  nella  nebbia  del  mattino, e  visioni, stralci  di  memorie, passi  tranquilli  su  tappeti  di  foglie  morbide, quelle  foglie  che  attutiscono  la  durezza  dell’asfalto, quelle  foglie  che  alleggeriscono  l’esistenza, quelle  foglie  che  non  ci  abbandonano. Fedeli, leali, affettuose.

In  lontananza  un’ombra, la  fantasia  che  non  teme  di  volare  in  alto, il  desiderio  di  oltrepassare  ogni  barriera.

Read Full Post »

Older Posts »