Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘gioia’

autunno27

È  arrivato  ottobre, enigmatico, sensibile  e  profondo. La  sua  delicata  complessità  sfugge  anche  allo  sguardo  più  attento: davanti  ai  nostri  occhi, ottobre  dispiega  gioia  e  malinconia, lacrime  e  sorrisi, estatiche  lentezze  e  improvvise  accelerazioni.

Il  primo  freddo  pungente  al  mattino, l’indecisione  del  cielo  fra  il  sole  e  l’oscurità, le  ombre  che  si  allungano  durante  il  pomeriggio, l’atmosfera  rarefatta. E  poi  la  nebbia, timida  e  incerta, ad  accarezzare  dolcemente  pensieri,  sentimenti  e  segreti; e  i  viali  calmi, muti  spettatori  della  vita  che  passa  e  scompare  in  fretta. Comincia  lo  spettacolo  delle  foglie  morenti – e  comincia  adagio: foglie  rosse  nei  parchi, lungo  le  strade, nelle  aiuole  che  tutti  ignorano  e  che  invece  sono  lì, anno  dopo  anno, stagione  dopo  stagione.

Talvolta, si  vorrebbe  che  quelle  foglie  parlassero, che  ci  indicassero  la  via, che  ci  suggerissero  il  sentiero  da  percorrere. Tavolta  si  percepisce  invece  qualcosa  di  oscuro, un  presagio  o  forse  il  nulla – la  fantasia  malata  dei  giorni  più  tetri  e  spenti. Eppure, ottobre  racconta  sempre  qualcosa. Magari  inaspettatamente, quando  il  crepuscolo   diventa  un  canto  misterioso  e  lento.

Read Full Post »

Dopo  una  notte  piovosa, notte  di  pioggia  dolce  e  serena, ideale  compagna  del  sonno  autunnale, la  giornata  è  stata  luminosa. Si  tratta  della  luce  di  ottobre: pallida, quieta,  dolcissima – un  incantesimo  di  tenerezza  che  consola  lo  spirito, liberandolo  da  ogni  affanno.

È  in  giornate  come  queste  che  si  vorrebbe  essere  liberi, liberi  di  passeggiare  senza  contare  i  minuti  e  le  ore, perdendosi  fra  i  viali  alberati  che  mostrano  i  primi  segni  del  vero  autunno: qualche  nota  di  rosso  fra  le  tante  foglie  ancora  verdi, qualche  pennellata  di  vaga  malinconia  all’incrocio  di  strade  vecchie, qualche  lieve  suggestione  dell’imminente  sfacelo. Eppure…

Eppure, talvolta  forse  è  saggio  restarsene  chiusi  in  casa, dietro  una  finestra  che  si  apre  sul  mondo  e  sull’autunno  ma  che,  nel  contempo,  ci  protegge  da  un’immersione  troppo  profonda  in  memorie, colori  e  pensieri  che  sarebbe  meglio  sfiorare  soltanto  in  superficie. Ciascuno  di  noi  sa  fino  a  che  punto  può  spingersi  e  quando  deve  fermarsi. C’è  un  momento  in  cui  proseguire  e  uno  in  cui  conviene  arrestarsi.

autunno21

D’altra  parte, l’autunno  è  anche  gioia, gioia  vera  perché  intensa. Non  è  mai – non  potrebbe  esserlo – l’allegria  chiassosa  e  un  po’  volgare  dell’estate; l’autunno  è  la  gioia  del  ritrovare  pienamente  se  stessi  e  la  propria  interiorità. Anche  il  tempo  libero  assume  una  connotazione  diversa: il  desiderio  di  divertirsi, di  giocare, di  scherzare  non  viene  meno, ma  si  tinge  di  colori  diversi, di  vibrazioni  che  regalano  un  senso  nuovo  all’esistenza. Non  ci  si  deve  più  difendere  dall’afa, dall’eccesso  di  calore, dalle  notti  estenuanti  dell’estate; trascorrere  il  tempo  difendendosi  è  una  non-vita. Adesso, invece, si  vive  pienamente, si  vive  davvero, minuto  dopo  minuto.

Certo, quando  la  pioggia  diventa  troppo  insistente  e  l’atmosfera  si  fa  squallida, anche  d’autunno  occorre  difendersi. Ma  è  un  ripiegarsi  colmo  di  preziosi  doni: la  casa  non  è  una  soffocante  prigione, come  d’estate, ma  un  bellissimo  rifugio  misteriosamente  pervaso  da  un  profondo  senso  d’intimità. Le  stanze  sembrano  parlare, persino  gli  oggetti  intorno  appaiono  animati; e  si  ha  la  forza  fisica  e  mentale  per  riflettere, inventare  svaghi, scherzare  con  se  stessi  e  progettare  il  domani.

Read Full Post »

E poi l’autunno

412352_osen_les_listya_kraski-oseni_1920x1200_(www.GdeFon.ru)

Questa  mattina, l’arrivo  dell’autunno  astronomico  ha  rispettato  il  copione  in  maniera perfetta: l’atmosfera  era  grigia,  ma  priva  di  opprimente  e  uniforme  oscurità. Era  la  vaga, incerta, languida  malinconia  che  soltanto  la  prima  fase  dell’autunno  sa  regalare, e  che  costituisce  una  seducente  promessa  per  le  settimane  che  verranno.

Nel  primo  pomeriggio, è  arrivato  il  sole. Ma  è  quello – bellissimo  e  indecifrabile – tipico  della  nuova  stagione, dolce, delicato, sottilmente  austero  ma  senza  alcuna  severità. Inizia  il  periodo  più  affascinante  dell’anno, quello  che  sa  donare  infiniti  suggerimenti  a  chi  voglia  ascoltarli, quello  che  dialoga  ininterrottamente  con  chiunque  desideri  comprendere, sentire, ricordare.

Non  che  sia  facile  ascoltare  l’autunno: talvolta  le  sue  parole  sono  amare, talvolta  indica, con  i  suoi  chiaroscuri, angoli  polverosi  e  nascosti  densi  di  memorie  dolorose. L’autunno  racconta  quello  che  è  stato  e  quello  che  è  con  estrema  chiarezza; ma  lo  fa  con  un  linguaggio  che  non  vuole  ferire  e  che  cerca  tutte  le  possibili  sfumature  per  ammorbidire  i  toni  troppo  cupi.

E  poi  l’autunno  è  anche  gioia  profonda, priva  dell’inconsistenza  dell’estate – una  gioia colma  di  colori  e  di  tante  consapevolezze:  è  la  gioia  dell’intimità  nella  propria  casa, che  assume  nuove  sfumature  quando  la  luce  incerta  del  primo  pomeriggio  attraversa  le  finestre  per  farci  compagnia  senza  alcuna  invadenza; ed  è  la  gioia  delle  sere  che  si  allungano  progressivamente  per  donarci  riposo, divertimento, riflessioni  liete  e  prive  di  amarezza.

L’autunno  è  un  sentiero  che  non  delude  mai  chi  sappia  percorrerlo. Adagio  e  senza  alcun  timore.

Read Full Post »

pioggia

Questa  mattina, febbraio  ha  deciso  di  mostrarci  il  suo  volto  più  oppressivo: pioggia  a  dirotto, un  rovescio  di  lacrime  disperate  in  un’assenza  di  colore  quasi  minacciosa. Allora  torna  in  mente  la  pioggia  di  ottobre, quella  pioggia  lenta, silenziosa  e  costante  che  bagna  le  foglie  gialle  degli  alberi  malinconici  ma  ancora  vivi, stanchi  ma  generosi  di  toni  caldi  e  appassionati, in  quell’ambiguità  di  essere  e  non-essere, di  tristezza  e  di  gioia  che  percorre  l’autunno  velandolo  di  splendente  mistero.

La  pioggia  a  febbraio, invece, è  tetra  oscurità  senza  alcuna  via  di  fuga. Per  fortuna, a  una  certa  ora  è  arrivata   la  neve, bianca, morbida, misteriosa  anch’essa,  sebbene  più  inquietante  rispetto  ai  tanti, insolubili  enigmi  dell’autunno. Ma  poi  la  neve  se  ne  è  andata, scomparsa  e  travolta  da  altra  pioggia, da  un  altro  pianto  disperato  e  privo  di  senso. E  adesso – proprio  in  questo  momento – il  peggio  che  si  possa  vedere: pioggia  mista  a  neve, totale  assenza  di  forma  e  di  significato, gelo  estenuante  e  penosa  attesa. Forse  domani  arriverà davvero  la  neve, forse  riuscirà  a  sconfiggere  la  pioggia. E  così  ci  regalerà  quel  luminoso  silenzio  che  è  il  suo  dono  più  prezioso.

(P.S. Avevo  erroneamente  intitolato  questo  post  Pioggia  a  gennaio. Ho  corretto  l’errore, perché  siamo  a  febbraio. Ma  questo  mese  mi  è  così  antipatico  che  l’avevo  addirittura  ‘rimosso’  dalla  scrittura  del  post).

Read Full Post »

inverno8

Sono  scivolata  con  soddisfazione  nell’atmosfera  invernale, abituandomi  alle  mattine  gelide  e  alla  necessità  di  ripararsi  il  più  possibile. Sono  giorni  intensi, questi, giorni  di  frenetiche  attività  e  d’infiniti  pensieri. Sono  i  giorni  della  devastante  bellezza  invernale, una  bellezza  che  inquieta  e   stordisce  ma, nel  contempo, regala  l’intensa  gioia  legata  alla  ricerca  dell’intimità, delle  stanze  chiuse, del  calore. Si  agisce, si  riflette, si  conosce, si  comprende, si  guarda  indietro  e  si  passa  anche  oltre. Soprattutto, si  attendono  altri  doni: i  doni  dell’inverno, talvolta  ammantati  di  splendore  puro  e  senza  screziature.

Read Full Post »

autumn

Questo  è  un  giorno  meraviglioso  perché  primo, vero  annuncio  d’autunno. Il  cielo  è  grigio  e  monotono  nella  sua  uniformità,  eppure  non  piove;  le  temperature  sono  ancora  molto  miti,   ma  si  avverte  il  mutamento: l’atmosfera  malinconica, l’appassire  dell’estate,  il  sorgere  di  pensieri  diversi  e  di  nuove  attese.

Si  avverte  soprattutto  la  delicatezza  del  passaggio, così  privo  di  asprezze. La  nuova  stagione  arriva  conservando  il  suo  stile  quieto, elegante, alieno  da  qualsiasi  forma  di  esibizionismo: è  la  classe  inconfondibile  dell’ingresso  dell’autunno. Ed  è  gioia  senza   ombre  per  chi  ama  la  dolcezza  che  pervade  certi  toni  anche  quando  l’oscurità  sembra  non  lasciare  speranza,  e   a  prevalere  è  il  pianto  del  cielo  irrimediabilmente  afflitto.  L’autunno  è  ricchezza  infinita  che  richiede  attenzione  e  sensibilità  per  essere  afferrata: è  un  esercizio  di  profondità  ed  è  il  coraggio  di  chi  non  teme  il  proprio  mondo  interiore.

Read Full Post »

giugno

Come  ho  scritto  in  altre  occasioni, molti  anni  fa  ero  solita  trascorrere  il  mese  d’agosto   nella  casa  che  la  mia  famiglia  aveva  in  appennino.  Soltanto  una  volta – non  ricordo  perché – mi  trovai  in  montagna  anche  a  giugno, subito  dopo  la  fine  della  scuola. E  fu  per  me  una  novità  importante.

Era  l’estate  nella  sua  magnificenza, all’inizio  del  suo  percorso:  viva, splendente, entusiasta  nei  suoi  colori  ma  ancora  vagamente  incerta, attraversata  da  un’indefinibile, lievissima, affascinante  timidezza. Le  mattine  erano  un  abbandonarsi  completo  alla  luce, un  correre  per  campi  assolati  ma  anche  attraversati   da  un  vento  che  significava  pace, ristoro, salvezza.  La  gioia  era  estrema: la  città  monotona  e  grigia  non  esisteva  più, i  ritmi  delle  stagioni  precedenti  erano  finalmente  dissolti, trasformati  in  una  memoria  lontana, quasi  un  sogno  dai  contorni  troppo  sfumati  o  un  fantasma  privo  di  qualsiasi  consistenza.

Si  entrava  così  in  un  mondo  di  fiaba, un  mondo  pensato, immaginato, dipinto  con  i  toni   della  fantasia.  Giugno  era  allora  l’amico  più  prezioso, il  sollievo  tanto  atteso  e  finalmente  arrivato, la  via  verso  la   spensieratezza  e  le   gioie  di  una  natura  che  chiedeva  soltanto  di   rendersi  complice,  dispensando  con  inarrestabile  generosità   le  sue  tante  meraviglie.

Read Full Post »

Older Posts »