Autunno e case in rovina

Esistono case abbandonate, case in disfacimento. A volte le incontriamo lungo strade silenziose ed eleganti, che non sembrano adatte a ospitare dimore in rovina. Ma lo sfacelo vive ovunque, non lo si può rimuovere, è parte dell’esistenza. E capita che d’autunno l’atmosfera sia quella giusta, quella che, più di altre, si adatta a certe ville:

La dolcezza di ottobre è la vita che si oppone alla decadenza, la bellezza che resiste al tempo, la grazia che non si rassegna all’incuria. Fra quelle vecchie mura, lunghe conversazioni e incontri e feste – e il buio dei giorni tristi. In quei giardini passeggiano ancora fantasmi, celati dalle ombre inquiete dell’autunno.

Aprile racconta

Mentre il lungo pomeriggio accoglie le prime ombre della sera, aprile conserva intatta la sua radiosità. Sembra che nulla possa ferirlo, sembra che nulla possa travolgere i suoi sogni – e quella pacatezza che l’avvolge tutto.

I sentieri ci accolgono – loro che sanno, loro che guardano; e aprile ci racconta chi siamo, quel desiderio di lasciarci andare, fermi, rannicchiati a un passo dalla notte.

Ho scattato queste foto lungo il sentiero che collega viale Don Minzoni a via Riva del Garda.

Giovedì

Il giovedì mi ha sempre fatto pensare alle ombre, in qualsiasi stagione, ombre intese come un affievolirsi della luce, il lento inizio del processo che conduce al termine della settimana. Non tutto si è concluso, c’è ancora spazio per azioni e progetti, non è ancora giunto il momento di fermarsi; ma il sipario comincia a calare, lo si voglia o no. E a volte questo pensiero è un conforto.

E allora cosa ci aspetta?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il primo freddo autunnale è una conquista. Svanisce quel calore opprimente che avvolge le giornate durante l’estate, svanisce quella coltre giallastra e soffocante cui si resta appesi persino con i pensieri. E la vita ricomincia: i primi pasti caldi, le ombre della sera, le coperte sulle lenzuola, oggetti d’uso comune recuperati in fretta, con avidità, freneticamente, perché è tutto vero, non ci stiamo illudendo, la stagione è un’altra.

E allora cosa ci aspetta? Cosa vorremmo che ci regalasse l’autunno? Quali rivelazioni ci attendiamo da lui? Sarà un autunno tranquillo, senza scosse, fondato soltanto sull’introspezione? O porterà con sé inattesi mutamenti, trasformazioni radicali? Quali sono i nostri sogni d’autunno?

Giovedì

Ogni giorno ha un suo tono particolare, una sfumatura che ne circoscrive il senso. Il giovedì è per me un giorno umbratile, ossia letteralmente ricco di ombre interiori. Un giorno che mi lascia perplessa, ma senza affaticarmi, un giorno che non mi rallegra ma neppure mi affanna.

E poi questo tempo incerto, questo vento che arriva inaspettato, questo cielo che non trova pace, mi rassicurano del fatto che l’estate, quella vera, quella che ti soffoca anche l’anima, non è ancora arrivata.

Buon giovedì.

Sera di aprile

Due ore fa il freddo, nel parco, era quello autunnale, nonostante gli alberi ricoperti di foglie, e il verde brillante tutt’intorno, e il rosa superbo di certi fiori in lontananza.

Ma adesso piove, piove a dirotto, e, nell’oscurità della sera, gli alberi sono soltanto ombre nere immobili: il verde è scomparso, la primavera non esiste più, aprile si è sfaldato sotto il peso opprimente del suo dolore. Resta la luce malata dei lampioni, stanca e indifferente, e il timore – quello sì – di non poter vedere.

A novembre

L’autunno  assume  ora  un  tono  solenne, sebbene  privo  dell’opprimente  severità  invernale. Le  incantevoli  armonie  di  ottobre, raro  equilibrio  di  serenità  e  di  tristezza, vengono  meno  per  lasciare  spazio  a  ombre  più  scure, a  nebbie  più  dense, a  cieli  più  tetri.

I  pomeriggi  si  accorciano  di  giorno  in  giorno, le  foglie  cadono  incessantemente, le  piogge  diventano  quasi  ossessive. L’autunno, ormai,  non  può  più  celare  la  sua  lentissima  agonia:  è  il  momento, questo, di  un  profondo  desiderio  di  raccoglimento. E, mentre  scende  la  sera, a  invaderci  è  soltanto  un  indescrivibile  senso  di  pace.

Ora l’autunno

Questa  mattina  il  cielo  era  soltanto  uno  sguardo  triste  e  inquieto; poi, quasi  d’improvviso,  è  arrivato  il  sole, il  sole  di  ottobre  con  la  sua  dolcezza – e  quell’atmosfera  che  parla   soltanto  di  quiete  e  di  poesia.

Ora  il  pomeriggio  sta  declinando  e, fra  poco,  la  sera  ammorbidirà  i  contorni  delle  case  e  delle  strade. L’autunno  è  ormai  un  cammino  incessante  verso  ombre  più  scure  e  brividi  più  intensi.