Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘cielo’

A  pensarci  bene, la  primavera  si  riduce  a  un  indomabile, prepotente, implacabile  desiderio  di  evadere, di  perdersi  fra  prati  verdi  e  fiori  colorati  dopo  la  monotona, piatta  oscurità  invernale: è  il  desiderio  di  lasciarsi  alle  spalle  ogni  catena  e  ogni  stanca  ripetizione  per  correre  verso  il  nuovo, verso  il  sole, verso  la  luce.

La  primavera  è  un  aprirsi  al  mondo, ammesso  che  si  desideri  farlo  o  che  se  ne  abbia  davvero  la  possibilità, quella  possibilità  che  non  sempre  ci  appartiene. Un  aprirsi  al  mondo  che  diventa  sogno  o  impotenza  o,  ancora  una  volta,  ripetizione. E  allora  si  vorrebbe  che  la  primavera  fosse  magia  pura, che  il  suo  vento  leggero  recasse  messaggi, parole, divertimento, allegria – tutto  in  maniera  inaspettata, casuale, come  fosse  un  dono  del  cielo  e  perciò  infinitamente  caro.

Certo  è  che  le  mezze  stagioni, con  le  loro  incertezze, le  loro  delicatezze  e  le  loro  tante  screziature, hanno  il  pregio  di  non  opprimere, di  non  irritare  e  di  saper  sorprendere. Magari  con  poco.

Read Full Post »

Chi  ama  l’estate  è  felice  della  serenità  che  spesso  accompagna  i  primi  giorni  di  settembre, del  permanere  del  caldo, del  verde  intenso  che  sembra  voler  restare  all’infinito. In  fondo, i  primi  giorni  di  questo  mese  sono  soltanto  un’estate leggermente  smorzata, un  poco  stanca  dopo  tanti  eccessi, forse  pentita  della  sua  arroganza.

Ma  poi, mentre  procede, settembre  a  poco  a  poco  svela  l’inarrestabile  declino  del  sole, della  luce, del  verde  intenso. I  colori  iniziano  a  mutare  adagio, in  maniera  impercettibile; persino  noi  mutiamo, al  principio  quasi  senza  rendercene  conto. E  quando  arriva  la  prima, vera  pioggia – quella  che  dura  quasi  un  giorno  intero, se  non  di  più-, comprendiamo  che  qualcosa  si  è  spezzato, fuori  e  dentro  di  noi. Ma  è  una  benedizione: è  un  dolcissimo  richiamo  alla  serietà  dopo  la  frivolezza, un  richiamo  fatto  con  garbo  perché  settembre  non  sa  offendere, perché  settembre  è  cortese.

Settembre  conserva  qualcosa  della  leggerezza  dell’estate, ma  senza  la  sua  irritante  superficialità. La  spensieratezza  che  sembra  accompagnare  alcune  giornate  di  settembre  non  è  altro  che  il  volto  gentile  di  un  mese  che, per  quanto  possibile,  vuole  rendere  indolore  il  passaggio  a  un’altra  stagione. E  i  suoi  malumori  conservano  sempre  una  grazia  che  riesce  a  renderceli  cari. Anche  quando  la  pioggia  è  fitta  e  il  cielo  scuro  soffre  osservando  i  nostri  dolori.

accumoli

(Accumoli, provincia  di  Rieti)

Read Full Post »

Il cielo stanco

Fermo  il  cielo  bianco – asfittico, irresoluto, stanco. Stremati  i  muri  delle  case  vuote,  chiuse, in  attesa. Stremati  i  campi, povere  anime  indifese  al  sole; immobili  i  monti,  taciturni  e  quasi  felici, ubriachi  di  luce, sazi  di  agosto.

Talvolta, quando  in  città  il  pomeriggio  prosegue  con  lentezza  esasperante, a  invaderci  è  soltanto  una  quiete  senza  colore, senza  alcun  tono  degno  di  nota. Ma  è  pur  sempre  qualcosa.

abetone

(La  foto  è  tratta  da: http://www.turismo.intoscana.it/allthingstuscany/aroundtuscany/tuscan-travel-dreams/)

 

Read Full Post »

primavera pioggia

Persino  a  primavera  capita  che  il  cielo  non  voglia  sorridere: d’improvviso,  aprile  dimentica  la  sua  consueta  cordialità  per  incupirsi  e  chiudersi  in  se  stesso, muto  e  tetro  nella  sua  inaspettata  malinconia. Ma  non  si  tratta  dell’oscurità  dei  giorni  d’autunno, quella  che  induce  a  ripiegarsi  e  ad  accettare  il  misterioso  sfacelo  della  vita. Ad  aprile, il  grigio  non  è  mai  così  profondo  da  imporsi  sugli  altri  colori, i  colori  delle  fantasie  più  intime  evocate  da  questa  luce  obliqua  che  sembra  trapassare  l’anima – trapassarla  e  condurla  là,  dove  non  esistono  né  grigi  né  confini.

Read Full Post »

primavera26

In  questi  giorni, aprile  continua  a  dispiegare  tutte  le  sue  incertezze: è  una  primavera  ancora  cauta  e  timida, la  sua, una  primavera  indecisa  perché  appena  arrivata. Così, permane  quell’atmosfera  magica  in  cui  i  grigi  chiari  del  cielo  s’incontrano  con  un  azzurro  ancora  confuso  e  pigro, che  sonnecchia  contento  in  attesa  di  un  placido risveglio.

E  dopo  saranno  campi  invasi  da  tanti  colori, campi  assetati  di  sole  e  di  vento  a  ogni  ora  del  giorno. Niente  potrà  turbarli, neppure  gli  intermezzi  di  pioggia  e  di  fango, perché  continueranno  a  splendere, a  esibirsi, a  farsi  ammirare  e, soprattutto,  a  consolarci. Con  semplicità  e  modestia, senza  chiedere  nulla  in  cambio.

 

Read Full Post »

A marzo

primavera22

Inizia  marzo, affascinante  mese  di  passaggio  fra  l’austerità  dell’inverno  e  la  dolcezza  della  primavera. Marzo  è  un  bizzarro  sovrapporsi  di  inquiete  possibilità. Colpi  di  testa, qualche  broncio, improvvise  ingenuità, alcune  lacrime, sole, cieli  irrequieti  e  azzurri, tempeste, estatica  serenità: marzo  è  tutto  questo  e  altro  ancora, indefinibile  nella  sua  ricchezza, stravagante  e  audace  come  soltanto  l’estrema  giovinezza  sa  essere.

Mi  sono  sempre  aspettata  qualcosa  di  nuovo  dal  mese  di  marzo. E  non  perché  sia  un  passaggio; anche  settembre  lo  è, ma  il  dissolversi  dell’estate  nei  primi  evanescenti  languori  autunnali  è  quasi  sempre  privo  di  traumi: è  uno  sprofondare  lento  e  impercettibile  e  rassicurante  nell’atmosfera  d’autunno. Marzo, invece, non  ha  la  maturità  di  settembre: gioioso, folle  e  irruente,  ha  il  potere  di  far  sognare  o  d’illudere  perché  è  mutevole, come  una  corsa  senza  posa  verso  un  traguardo  dai  contorni  sfumati  e  incerti.

Marzo  è  l’adolescente  innamorato  dell’esistenza  che  pretende  di  essere  ascoltato. Ma  non  ha  la  profonda  saggezza  di  ottobre, e  allora  i  suoi  racconti, sebbene  ammalianti, non  sempre  conducono  là, dove  vorremmo  o  dovremmo  essere.

Read Full Post »

autunno22

A  ottobre, le  giornate  cupe  non  sanno  di  pianto  e  disperazione, ma  di  delicata, sfumata, pallida  malinconia, struggente  quanto  basta  per  regalarci  l’anima  più  vera  dell’autunno, ma  senza  alcun  nero  d’inchiostro  a  procurare  dolore.

Ci  si  sente  calmi  e  persino  allegri  per  l’austerità  priva  di  superbia  che  caratterizza  giornate  come  questa. Ottobre  racconta  favole  colme  di  antica  saggezza  e  stralci  di  poesie  che  pochi  sanno  ascoltare; ottobre  parla  allo  spirito, irretito  da  una  magia  fatta  di  sguardi  sognanti  dietro  persiane  semichiuse, di  foglie  che  iniziano  a  cadere  adagio, di  suggestioni  senza  nome.

Intanto, il  cielo  resta  muto.

Read Full Post »

Older Posts »