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Posts Tagged ‘cielo’

Questa  mattina  il  cielo  era  soltanto  uno  sguardo  triste  e  inquieto; poi, quasi  d’improvviso,  è  arrivato  il  sole, il  sole  di  ottobre  con  la  sua  dolcezza – e  quell’atmosfera  che  parla   soltanto  di  quiete  e  di  poesia.

Ora  il  pomeriggio  sta  declinando  e, fra  poco,  la  sera  ammorbidirà  i  contorni  delle  case  e  delle  strade. L’autunno  è  ormai  un  cammino  incessante  verso  ombre  più  scure  e  brividi  più  intensi.

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Oggi  è  stata  una  splendida  giornata  di  ottobre: il  primo  mattino  ha  mostrato  un  volto  freddo  e  cupo, con  un  cielo  scuro  e  severo  che  lasciava  presagire  soltanto  malinconia  e  sgomento; poi, prima  di  mezzogiorno, il  grigio  si  è  dissolto  al  sole, un  sole  pallido  e  incerto, timoroso  e  infinitamente  stanco. Dopo, nel  pomeriggio, la  svolta: la  luce  si  è  fatta  più  intensa  e  le  ore  sono  trascorse  tranquille, pervase  dalla  delicata  serenità  autunnale – smorzata, quieta, rispettosa.

Ottobre  è  questo: un  fluire  di  umori  inaspettati. E  poi  dissonanze, stupori, chiaroscuri.

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Ottobre e silenzio

Sotto  questo  cielo  indefinito  e  stanco – pallida  incertezza  di  grigio  e  di  bianco -,  ottobre  è  il  silenzio, l’austero  silenzio  che  accompagna  ogni  passo. Lungo  i  viali, tra  le  foglie  impassibili  e  il  ricordo  confuso  di  ciò  che  eravamo.

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Arriva  dopo  un’attesa  estenuante, mentre  guardiamo  il  cielo  immobile, impazienti  e  stanchi. Arriva  e  il  suo  canto  è  vita  che  finalmente  torna. E  allora  piove  sui  campi  stremati  dall’afa, piove  sui  fiori  riconoscenti  e  sereni, piove  sulle  case  silenziose  e  stupefatte, piove  sugli  alberi  quieti  e  commossi. Piove, mentre  il  pensiero  corre  al  lento  declino  dell’estate, al  suo  sfaldarsi  adagio  di  fronte  all’avanzare  di  un’altra  stagione, di  un  altro  tempo – e  di  pensieri  più  puri, oltre  l’arcobaleno.

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D’estate, quando il primo pomeriggio è un affanno di luce e di calore, il silenzio è conforto, abbraccio affettuoso e speranza.

Ma in ogni stagione il silenzio è un amico. D’autunno, quando il giorno è un fiore stanco che appassisce adagio, il silenzio diventa  racconto: segreti, emozioni, pensieri sopiti riemergono e invocano attenzione. Il silenzio, allora, è uno stimolo, un suggerimento, un sentiero da percorrere per sapere, per conoscere, per comprendere.

D’inverno, invece, quando l’oscurità sembra una condanna senza fine, il silenzio perde quell’immancabile velo di mistero che l’avvolge durante l’autunno, e diventa impegno, insegnamento, possibilità di resistenza, rigore.

In primavera, quando il cielo è vivace e scherzoso, e la luce trionfa sulle ombre con qualche insicurezza, il silenzio è una pausa  serena, un breve intervallo per riposare, sognare, inventare nuove trame, immaginare l’estate che verrà.

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Dopo  il  lungo  inferno  dell’afa  rovente, d’improvviso  il  cielo  si  è  fatto  scuro; poi, trascorsa  una  strana  attesa  colorata  di  incertezza  e  di  umori  altalenanti, è  comparsa  la  pioggia – lenta, insicura, delicata, quasi  silenziosa.

A  giugno, quando  il  caldo  diventa  un’insensata  oppressione, la  pioggia è  respiro, possibilità  di  vita, sogno, distensione. E  si  guarda  fuori, oltre  le  finestre  spalancate, per  vederla  cadere; si  guarda  fuori come  a  ringraziarla, come  a  darle  il  benvenuto  dopo  troppo  affanno, perché  è  una  vera  amica, calma, pacata, senza  intollerabili  furori. Un’amica  venuta  da  lontano  e  pronta  a  rasserenarci,  senza  pretendere  nulla  in  cambio.

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Siamo  nel  pieno  del  caldo  torrido. Giugno  sembra quasi  sfaldarsi  sotto  il  peso  insostenibile  dell’afa, della  mancanza  di  vento, del  cielo  troppo  bianco  per  essere  gradevole, della  pianura  che  appare  più  squallida  e  insignificante  del  solito. Perché  non  vi  è  alcuna  bellezza  là  dove  manca  la  possibilità  di  respirare.

Allora  tornano  in  mente  le  colline  e  le  montagne, con  i  loro  profili  immobili  e  sereni, con  quel  senso  di  pace  e  di  libertà  che  regalano  in  qualsiasi  momento  del  giorno. E  torna  alla  mente  lo  sguardo  perso  a  contemplare  l’orizzonte  e  poi  il  cielo, quel  cielo  che  non  è  mai  monotono  e  incolore  ma  azzurro  sfolgorante, quel  cielo  che  appare  immenso  ma  senza  infondere  alcun  timore – come  fosse  un  abbraccio  da  un  altro  mondo.

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