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Posts Tagged ‘giorno’

Sera di ottobre

Il  giorno  si  spegne  a  poco  a  poco, il  pomeriggio  sfuma  adagio  nell’oscurità. Le  sere  di  ottobre  giungono  con  pacatezza, cogliendoci  quasi  di  sorpresa  con  la  grazia  del  loro  incedere  silenzioso. In  quei  momenti, mentre  le  ombre  sfiorano  i  vetri  delle  finestre  e  si  addormentano  nelle  stanze  mute, sembra  che  sia  ottobre  ad  avvolgerci, per  donarci  parte  della  sua  magia – e  quel  suo  sguardo  profondo, enigmatico, comprensivo.

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Noi e l’autunno

L’autunno  è  vita, nonostante  tutto. L’autunno  è  vita  nonostante  il  lento  sfacelo  della  natura, nonostante  il  declino  rapido  del  giorno, nonostante  il  fitto  incupirsi  delle  ombre.

L’autunno  è  un  maestro:  insegna  a  chiudere  porte, a  circoscrivere  i  propri  pensieri, a  limitare  le  proprie  parole; l’autunno  insegna  il  valore  della  discrezione, il  rispetto  per  se  stessi, la  bellezza  dei  ricordi.

L’autunno  è  un  privilegio, perché  non  tutti  riescono  ad  afferrarne  le  meravigliose  trame; non  tutti  possono  avvertirne  i  tanti  discorsi  sussurrati  mentre  fuori  piove, mentre  il  vento  freddo  trascina  via  le  foglie, mentre  la  nebbia  del  mattino  addolcisce  ogni  pensiero.

L’autunno  è  mistero, perché  il  rosso, il  giallo  e  il  marrone  trionfano  assumendo  sfumature  indecifrabili – un  enigma  senza  soluzione,  che  non  pretende  di  essere  risolto  ma  soltanto  amato, accolto, rispettato.

L’autunno  siamo  noi  quando, dopo  infiniti  percorsi, restiamo  fermi  e  sereni  ad  ascoltare  il  maestoso  silenzio  che  avvolge  le  giornate –  e  poi  le  voci, le  tante  voci  di  chi  sembra  assente  e  invece  è  sempre  qui, tra  le  foglie  che  cadono  adagio, nell’atmosfera  rarefatta  delle  mattine  incolori, nelle  stanze  accarezzate  dalla  luce  malata  del  sole, un  sole  stanco  ma  comprensivo.

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primavera29

Il  fastidio  che  ho  sempre  avvertito  nei  confronti  di  febbraio  deriva, almeno  in  parte, dall’evidente  allungarsi  del  giorno  accompagnato  però  dal  grigio  insignificante  e  opaco  dell’inverno. A  febbraio, infatti, quando  alle  17:30  del  pomeriggio  a  dominare  è  ancora  la  luce, i  brevi  pomeriggi  di  fine  autunno costituiscono  ancora  una  memoria  ricorrente, ed  è  impossibile  evitare  di  paragonarli  a  quelli  presenti: se  le  tante  ore  di  buio  del  tardo  autunno  sono  un  complemento  indispensabile  del  declino della  natura, l’attuale  dilatarsi  del  giorno, mentre  l’atmosfera  è  gelida  e  incolore, se  non  addirittura  cupa, rende  squallido  questo  strano  mese  invernale.

Tuttavia, negli  ultimi  due  giorni  febbraio  sta  mostrando  il  suo  volto  più  mite: il  sole  e  la  luce, deboli  ma  costanti, sembrano  un  presagio  di  primavera, tanto  che  ci  si  sente  pervasi  da  una  vitalità  che  il  gelo  invernale  aveva  smorzato  o  ridotto  al  silenzio. Ma  quanto  durerà? L’inverno  ha  davvero  deciso  di  comportarsi  con  dolcezza? Difficile  pensarlo. Probabilmente, ricomincerà  presto  a  esibire  i  suoi  tanti  malumori, fatti  di  pioggia, freddo, arroganza  e  indistinguibili  toni  scuri. Così, si  oscilla  fra  il  rimpianto  nei confronti  della complessa, sfuggente, raffinata  atmosfera  autunnale  e  il  desiderio  della  capricciosa  e  immatura  freschezza delle  tonalità  primaverili.

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Sera di maggio

giardino

Poi  di  sera  si  rallenta  e  allora, finalmente, ci  si  ricorda  di  se  stessi. Ma  non  è  la  sera  invernale, lunga, cupa  eppure morbida  nell’abbraccio  caldo  della  propria  casa, assunta  a  supremo  luogo  di  rifugio; questa  è  la  sera  di  primavera, quando  il  sole  non  è  ancora  tramontato  ma  sta  per  farlo. È  il  passaggio  misterioso  che  collega  il  giorno  alla  notte,  un’ora  strana, un’indefinibile, arcana  sospensione  priva  di  forma  ma  colma  d’inquietante  intensità. E  quest’intensità  parla, giunge  dritta  al  cuore, s’insinua  nei  recessi  dello  spirito  fino  a  commuoverlo  o  a  sopirlo. Dipende  dai  casi, dipende  dai  momenti, dipende  da  tutto  e  da  niente.

 

 

 

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autumn

Questo  è  un  giorno  meraviglioso  perché  primo, vero  annuncio  d’autunno. Il  cielo  è  grigio  e  monotono  nella  sua  uniformità,  eppure  non  piove;  le  temperature  sono  ancora  molto  miti,   ma  si  avverte  il  mutamento: l’atmosfera  malinconica, l’appassire  dell’estate,  il  sorgere  di  pensieri  diversi  e  di  nuove  attese.

Si  avverte  soprattutto  la  delicatezza  del  passaggio, così  privo  di  asprezze. La  nuova  stagione  arriva  conservando  il  suo  stile  quieto, elegante, alieno  da  qualsiasi  forma  di  esibizionismo: è  la  classe  inconfondibile  dell’ingresso  dell’autunno. Ed  è  gioia  senza   ombre  per  chi  ama  la  dolcezza  che  pervade  certi  toni  anche  quando  l’oscurità  sembra  non  lasciare  speranza,  e   a  prevalere  è  il  pianto  del  cielo  irrimediabilmente  afflitto.  L’autunno  è  ricchezza  infinita  che  richiede  attenzione  e  sensibilità  per  essere  afferrata: è  un  esercizio  di  profondità  ed  è  il  coraggio  di  chi  non  teme  il  proprio  mondo  interiore.

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tramonto

Durante  la  tarda  primavera, a  volte, quando  le  giornate  sono  miti, prima  del  tramonto  del  sole   dalle  finestre  aperte  entra  un  vento  piacevole  e  improvviso, come  fosse  l’arrivo  di  un  amico  desideroso  di  conversare  o  di  fare  compagnia.  È  il  momento  del  delicato  passaggio  dalla  fine  del  lunghissimo  pomeriggio  alla  sera: certe  voci  cominciano  a  svanire, la  strada  appare  più  silenziosa  e   si  avverte  allora  con  particolare  intensità  la  lenta, estenuante  agonia  del  giorno, la  fine  di  ciò  che  è  stato, lo  smorzarsi  delle  emozioni  più  violente.  Sono  rapidi  frammenti  di  eterno  sottratti  al  continuo  fluire; sono  preziosi  attimi  di  verità.

 

(La  foto  è  tratta  da: http://primaverainborgogna.blogspot.it/2011/05/10-righe-da-pagina-151.html)

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malinconia

Serata  umida, di  lampioni  accesi  e  vago  profumo  autunnale. Il  freddo  smorzato  e  stanco, le  ombre  timorose  e  incerte – maggio  col  volto  triste  e  confuso. La  primavera   in  affanno;  poi  la  notte,  opprimente  intervallo  in  attesa  del  giorno, della  luce, della  speranza.

(Nell’immagine, il  dipinto  Malinconia, di  Federico  Zandomeneghi)

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