Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘casa’

No, non  mi  riferisco  a  shopping  personale, ma  all’aspetto  del  blog. Con  molta  fatica  e  un  poco  di  malinconia, ho  dovuto  abbandonare  tutte  le  splendide  immagini  autunnali  e  ‘vestire’  il  blog – immagini  della  barra  laterale  destra, header  e  sfondo –  con  gli  abiti  adatti  al  periodo  che  stiamo  vivendo. Una  volta  terminate  queste  lunghissime  feste, arriveranno  i  sobri, freddi  colori  invernali, successivamente  quelli  primaverili  e  così  via, come  sempre.

Del  resto, questo  blog  è  dedicato  all’inarrestabile  flusso  delle  stagioni, allo  scorrere  continuo  del  tempo, all’avvicendarsi  di  sfumature, toni  e  sapori  che  si  alternano  nell’arco  dell’anno  e  che, nel  loro  costante  riproporsi, sono  rassicuranti. E  mentre  il  freddo  diventa  sempre  più  intenso  e  i  pomeriggi  sempre  più  brevi, restano  i  caldi  colori  natalizi  a  rallegrarci  e  a  farci  apprezzare  la  quiete  delle  mura  domestiche:

15dcc8aa-6ac0-4797-87f5-885488cbdb31

Annunci

Read Full Post »

Autunno e intimità

autunno31

L’autunno  è  la  stagione  che, più  di  ogni  altra, ci  fa  assaporare  il  gusto  e  il  piacere  dell’intimità. In  questa  stagione, la  casa  assume  sfumature particolari: la  luce  smorzata  che  attraversa  le  finestre  crea  nuove  ombre  nelle  stanze, ombre  arcane  e  sfuggenti. Ma  non  è  la  strana, inquietante  luce  obliqua  di  primavera, quella  luce  che, mentre  il  pomeriggio  muore, sembra  preludere  all’eternità; la  pallida  luce  d’autunno, quando  il  giorno  declina, è  piuttosto  un  invito  a  pensare, a  raccogliersi, ad  ascoltare. Ascoltare  se  stessi, ascoltare  le  parole  che  non  vogliamo  raccontarci, ascoltare  il  silenzio  e  la  sera  che  cala  adagio, nel  quieto  tepore  della  nostra  casa. Mentre  il  mondo, per  fortuna, resta  fuori.

Read Full Post »

cartoline_natale_00039.jpg

Natale  è – o  dovrebbe  essere – calore. Così  io  lo  vedo, così  lo  desidero, così  lo  amo. Non  riesco  a  concepirlo  in  altro  modo. E  a  Natale, mentre  fuori  tutto  è  gelido  e  scuro, in  casa  ho  bisogno  del  rosso,  dell’oro  e  del  verde, un  abbraccio  appassionato  di  colori  che  danno  il  benvenuto  alla  stagione  fredda  senza  lasciarsene  intimorire. Certo, se  arrivasse  anche  la  neve, Natale  sarebbe  perfetto: guardare  i  fiocchi  bianchi  cadere  dal  cielo  mentre, in  casa, trionfano  la  luce  e  il  tepore, sarebbe  fantastico; ma  non  si  può  avere  tutto.

Per  me, Natale  significa  soprattutto  calma, pace, tranquillità. Significa  riscoprire  l’inestimabile  valore  del  tempo: mangiare  bene  e   senza  fretta, evitare  di  correre, riposarsi  un  po’, accogliere  l’inverno  immaginando  i  doni  che  ci  porterà. E  allora  auguri, auguri  a  tutti: che  siano  giorni  di  quiete  e  d’infinita  dolcezza.

 

Read Full Post »

paisajes-otono-L-LnrC0M

Dopo  una  settimana  colma  d’impegni, ieri  mattina  mi  sono  concessa  il  lusso  di  una  passeggiata. Non  lunga – non  ho  mai  troppo  tempo  a  disposizione – ma  comunque  una  bella  passeggiata  d’autunno. Il  cielo  era  grigio, l’umidità  alle  stelle, la  malinconia  persistente: una  tipica  giornata  di  novembre. Per  amarla  o  sopportarla, occorre  avere  un  temperamento  particolare.

Camminare  nel  parco  è  stato  piacevole. Pochissime  persone, infinita  quiete  e  tutti  i  colori  autunnali  dispiegati  davanti  ai  miei  occhi  per  farsi  ammirare: giallo  puro, rosso  intenso, rosso-arancione  chiaro, giallo  screziato  di  rosso  e  arancione, nocciola  sfumato  di  verde, marrone  cupo, marrone  chiaro, toni  sovrapposti, poesia  della  natura  che  si  spegne. E  il  silenzio, solenne  e  cupo  nello  stesso  tempo.

Certo, con  un’atmosfera  simile  è  inevitabile  avvertire  un  vago  senso  di  tristezza. Ma  c’è  una  tale  profondità  in  questo  disfacimento  della  natura, c’è  una  tale  bellezza  in  questa  dissoluzione  lenta  ma  costante, da  rimanerne  sopraffatti. E, così,  si  comprendono  molte  cose. Allora  si  torna  a  casa  volentieri, felici  di  avere  un  rifugio, un  punto  di  riferimento, una  stanza  calda  e  tranquilla  tutta  per  noi.

 

Read Full Post »

Dopo  una  notte  piovosa, notte  di  pioggia  dolce  e  serena, ideale  compagna  del  sonno  autunnale, la  giornata  è  stata  luminosa. Si  tratta  della  luce  di  ottobre: pallida, quieta,  dolcissima – un  incantesimo  di  tenerezza  che  consola  lo  spirito, liberandolo  da  ogni  affanno.

È  in  giornate  come  queste  che  si  vorrebbe  essere  liberi, liberi  di  passeggiare  senza  contare  i  minuti  e  le  ore, perdendosi  fra  i  viali  alberati  che  mostrano  i  primi  segni  del  vero  autunno: qualche  nota  di  rosso  fra  le  tante  foglie  ancora  verdi, qualche  pennellata  di  vaga  malinconia  all’incrocio  di  strade  vecchie, qualche  lieve  suggestione  dell’imminente  sfacelo. Eppure…

Eppure, talvolta  forse  è  saggio  restarsene  chiusi  in  casa, dietro  una  finestra  che  si  apre  sul  mondo  e  sull’autunno  ma  che,  nel  contempo,  ci  protegge  da  un’immersione  troppo  profonda  in  memorie, colori  e  pensieri  che  sarebbe  meglio  sfiorare  soltanto  in  superficie. Ciascuno  di  noi  sa  fino  a  che  punto  può  spingersi  e  quando  deve  fermarsi. C’è  un  momento  in  cui  proseguire  e  uno  in  cui  conviene  arrestarsi.

autunno21

D’altra  parte, l’autunno  è  anche  gioia, gioia  vera  perché  intensa. Non  è  mai – non  potrebbe  esserlo – l’allegria  chiassosa  e  un  po’  volgare  dell’estate; l’autunno  è  la  gioia  del  ritrovare  pienamente  se  stessi  e  la  propria  interiorità. Anche  il  tempo  libero  assume  una  connotazione  diversa: il  desiderio  di  divertirsi, di  giocare, di  scherzare  non  viene  meno, ma  si  tinge  di  colori  diversi, di  vibrazioni  che  regalano  un  senso  nuovo  all’esistenza. Non  ci  si  deve  più  difendere  dall’afa, dall’eccesso  di  calore, dalle  notti  estenuanti  dell’estate; trascorrere  il  tempo  difendendosi  è  una  non-vita. Adesso, invece, si  vive  pienamente, si  vive  davvero, minuto  dopo  minuto.

Certo, quando  la  pioggia  diventa  troppo  insistente  e  l’atmosfera  si  fa  squallida, anche  d’autunno  occorre  difendersi. Ma  è  un  ripiegarsi  colmo  di  preziosi  doni: la  casa  non  è  una  soffocante  prigione, come  d’estate, ma  un  bellissimo  rifugio  misteriosamente  pervaso  da  un  profondo  senso  d’intimità. Le  stanze  sembrano  parlare, persino  gli  oggetti  intorno  appaiono  animati; e  si  ha  la  forza  fisica  e  mentale  per  riflettere, inventare  svaghi, scherzare  con  se  stessi  e  progettare  il  domani.

Read Full Post »

Sera di maggio

giardino

Poi  di  sera  si  rallenta  e  allora, finalmente, ci  si  ricorda  di  se  stessi. Ma  non  è  la  sera  invernale, lunga, cupa  eppure morbida  nell’abbraccio  caldo  della  propria  casa, assunta  a  supremo  luogo  di  rifugio; questa  è  la  sera  di  primavera, quando  il  sole  non  è  ancora  tramontato  ma  sta  per  farlo. È  il  passaggio  misterioso  che  collega  il  giorno  alla  notte,  un’ora  strana, un’indefinibile, arcana  sospensione  priva  di  forma  ma  colma  d’inquietante  intensità. E  quest’intensità  parla, giunge  dritta  al  cuore, s’insinua  nei  recessi  dello  spirito  fino  a  commuoverlo  o  a  sopirlo. Dipende  dai  casi, dipende  dai  momenti, dipende  da  tutto  e  da  niente.

 

 

 

Read Full Post »

y1pmisXQAFC4_zTSxjs-sLP93JrvkuP4P86mLGBvEe-4m9lbjyVKUPWLwjVF7BAAdr1cKkJCmu8TfA

Due  giorni   fa, nel  tardo  pomeriggio, col  cielo  già  scuro  come  la  notte, sono  uscita. C’era  una  nebbia  umida  e  fitta, quella  nebbia  che  sembra  quasi  trasformarsi  in  pioggia – gocce  sottili  di  fastidio  e  lacrime  insistenti  ma  senza  volto. Era  desolazione  pura, senza  alcuna  possibilità  di  cogliere  uno  spiraglio  o   una  timidissima  sfumatura  di  colore. Era  l’inverno  feroce, sgradevole, deciso  a  tutto  pur  di  farsi  detestare. Era  il  desiderio  di  tornare  a  casa  in  fretta, di  chiudersi, di  non  vedere.

Non  era  la   nebbia  di  ottobre, quella  nebbia  che  accompagna, comprende, avvolge, accarezza; quella  nebbia  che, nelle  mattine  ancora  miti, sembra  voler  smorzare  i  toni, attutire  i  rumori, velare  il  mondo  per  renderlo  più  umano. Non  era  la  nebbia  di  ottobre, che  si  insinua  silenziosa  nei  giardini  colmi  di  foglie  gialle, che  parla  di  strani  misteri  e  racconta  favole  antiche. Era  la  nebbia  disperata  di  gennaio, cinica  e  crudele, un  baratro  di  oscurità  e  di  mestizia, un  abisso  di  puro  dolore. Era  la  differenza  fra  due  stagioni  così  vicine  eppure  tanto  lontane.

Read Full Post »

Older Posts »