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Luce di maggio

Chiara, ferma  e  talvolta  indecisa, lievemente  turbata – ma  solo  per  un  attimo, solo  per  un  frammento  di  questo  tempo  infinito. E  poi  la  pace, il  complicato  mosaico  dei  pensieri, i  segreti  dell’anima  che  vacilla,  mentre  il  pomeriggio  scorre, freme, vive  a  dispetto  di  tutto  e  di  tutti.

Brevissimo intermezzo

L’ultimo  post  che  ho  scritto  risale  alla  scorsa  domenica. Ma  il  mio  silenzio  di  questi  ultimi  giorni  non  è  tanto  dovuto  all’assenza  di  tempo, quanto  piuttosto  all’emergere  di  molti  pensieri, di  un  flusso  continuo  di  riflessioni, immagini, suggestioni  che  non  ho  voluto  trasferire  per  iscritto. In  sintesi, capita  che, quando  si  ha  troppo  da  dire, si  scelga  di  tacere.

In  attesa  della  nuova  settimana  che  sta  per  cominciare  e  che  mi  vedrà  all’opera  anche  su  questo  blog, auguro  a  tutti  una  buona  domenica.

 

Ieri  alcune  persone  mi  hanno  detto: se  vedo  certe  foto  su  Instagram  o  affini  mi  viene  da  ridere  e  da  fare  battutacce, mentre  se  le  vedo  su  un  blog  non  ho  la  medesima  reazione. Perché? La  domanda  è  interessante  e  allora  vale  la  pena  tentare  una  spiegazione.

Scorrendo  vari  profili  su  Instagram (e  non  solo),  mi  colpisce  l’omogeneità  di  certi  contenuti: tra  le  immagini  più  frequenti  vi  sono  quelle  che  ritraggono  cibi, vestiti, scarpe  e luoghi  di  vacanza. E  sono  tante, tantissime  le  immagini  di  questo  tipo: esistono  interi  profili  basati  soltanto  su  questo  tipo  di  fotografie. Ad  esempio, mi  capita  molto  spesso  di  vedere  persone  che  si  fotografano  i  piedi  per  mostrare  le  scarpe  che  indossano, pantofole  comprese. Naturalmente simili  immagini  si  possono  trovare  anche  nei  blog; però  l’effetto  che  producono  sul  lettore  è  quasi  sempre  o  molto  spesso  assai  diverso.

Di  fronte  alle  fotografie  di  una  persona  a  noi  estranea  che  pubblica  in  continuazione  ciò  che  mangia  ogni  giorno  o  le  immagini  delle  sue  vacanze  o  quelle  delle  sue  scarpe,  la  prima  reazione  che  si  può  avere  è  banalissima, scontata  e  prevedibile: cosa  me  ne  importa  di  ciò  che  mangi  tu? Cosa  me  ne  importa  di  vedere  il  tuo  Rolex? Che  me  ne  frega  del  pinzimonio  che  hai  mangiato  la  sera  di  Natale?

Come  ho  scritto  sopra, anche  sui  blog  si  pubblicano  fotografie  del  genere. Ma  vi  sono  alcune  differenze  importanti. A  parte  i  casi  di  blog  gestiti  in  maniera  estremamente  superficiale, le  immagini  sono  spesso  accompagnate  da  testi, magari  brevi  o  brevissimi, ma  di  senso  compiuto; in  altre  parole, nei  blog  le  immagini  più  disimpegnate  e  ‘allegre’  sono  spesso  un’occasione  per  scrivere  un  pensiero, per  poter  sorridere, per  spezzare  un’atmosfera  troppo  seria, per  prendere  in  giro  se  stessi  e  per  tanti  altri  motivi. E  se  anche, in  alcuni  casi,  alle  immagini  manca  il  testo  di  accompagnamento, resta  il  fatto  che, in  un  blog  ben  gestito,  si  trovano  sempre  foto  di  vario  tipo: Tizio  può  sì  pubblicare  le  fotografie  delle  sue  vacanze, ma  poi  pubblica  anche  post  e  immagini  di  altro  genere.

In  sintesi, nei  blog  le  immagini  sono  inserite  in  un  contesto  complesso, tale  da  conferire  loro  un  significato  che oltrepassa  l’immediatezza  del  puro  dato  visivo. Invece, le  fotografie  pubblicate  soltanto  con  qualche  tag – come  avviene  nei  social –  sono  immagini  definitivamente  cristallizzate  nel  loro  significato  letterale.  Ecco  che  allora  un  profilo  colmo  di  foto  di  scarpe  e  di  cene –  più  o  meno  sontuose  o  squallide – può  dare  luogo  a  commenti  ironici. Se  vedo  Tizia  che  pubblica  a  raffica  le  fotografie  di  tutte  le  scarpe  che  è  solita  indossare  o  dei  tanti  toast  che  mangia  a  pranzo, fatico  a  trovare  un  significato  che  vada  oltre  ciò  che  mi  è  davanti: in  questo  caso, cioè, una  scarpa  è  soltanto  una  scarpa, un  toast  è  soltanto  un  toast, niente  di  più  e  niente  di  meno. Perciò  a  volte, vedendo  alcuni  profili  del  genere,  scappano  frasi  di  questo  tipo: cosa  interessa  all’umanità  dei  toast  che  mangi  a  pranzo?

Che  poi  le  fotografie  raccontino  molto  della  personalità  di  chi  le  pubblica  e  possano  sempre  rimandare  anche  ad  altro, è  ovvio. E  qui  si  potrebbe  aprire  un  discorso  molto  articolato. Senza  contare  che, di  fronte  alle  migliaia  di  foto  di  scarpe, vestiti  e  cibi  che  popolano  i  social,  si  potrebbe  anche  riflettere  a  lungo  sui  valori  preponderanti  dell’attuale  momento  storico  e  sulla  cultura  di  massa. Ma  tralascio  questi  temi. Io  qui  mi  sono  limitata  a  spiegare  il  motivo  principale  e  più  immediato  per  cui, a  mio  parere, sui  social  network  determinate  foto  possono  suscitare  battute  ironiche, oltre  che  accuse, a  volte  giuste  e  a  volte  sbagliate, di  mero  esibizionismo.

Richiami

Si  alza  il  vento, silenzioso, cauto. Il  cielo  appare  inquieto, vago, quasi  in  affanno. Sembra  che  il  tempo, misteriosamente, si  sia  fermato  almeno  un  istante. Adesso, a  dominare  è  l’attesa,  in  questa  atmosfera  evanescente, di  azzurro  opaco  diluito  e  stanco.

Sono  sbiaditi  frammenti  d’eternità – muti, furtivi. Mentre il  vento  agita  le  tende  e  parla, quasi  fosse  un  richiamo  da  un  altro  mondo.

La  delicata  pioggia  di  aprile  è  un  tocco  di  grazia  che  si  aggiunge  alla  fresca  bellezza di  questa  stagione. È  una  pioggia  che  non  invade,  ma  che  si  limita  ad  accompagnare, evocare, suggerire, accogliere. Basta  accostarsi  a  una  finestra, guardare  fuori  e  rendersi  conto  della  verità  che  ci  racconta, della  quiete  che  ci  regala, della  serenità  che  riesce  a  trasmettere  nonostante  il  cielo  incolore.

Concretezza, moderazione, autoironia: qualità  utili  per  vivere  bene  e  per  evitare  di  danneggiare  troppo  il  nostro  prossimo. Ci  si  rifletta  profondamente, perché  ne  vale  la  pena.

Sul  piano  paesaggistico  ed  estetico, le  colline  sono  uno  splendido  esempio  di  moderazione. Buona  domenica  a  tutti.

Buona Pasqua