Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘notte’

primavera30

19:26. Poter  scrivere  ora, mentre  il  pomeriggio  se  ne  va  adagio, è  un  privilegio. In  questi  giorni, la  primavera  prosegue  con  le  sue  incertezze, malandata  e  ritrosa,  regalandoci  altri  momenti  di  quieta  sospensione – quei  meravigliosi  passaggi  verso  la  sera  che  sembrano  volerci  incantare, sedurre, ammaliare  con  garbo, avvolgendoci  in  un  abbraccio  silenzioso.

E  allora  le  ombre  sono  parole  sommesse, rivelazioni inaspettate, frammenti  di  ricordi, mentre  d’improvviso  tornano  altre  stagioni, altre  dolcissime  primavere – forse  mai  esistite, forse  impossibili  eppure  vive, intense, quasi  di  carne  e  di  sangue  nella  loro   stupefacente  bellezza.

Si  scivola  così  nella  sera  e  poi  nella  notte  senza  alcun  timore.

Read Full Post »

paolina

Il  pomeriggio  è  stato  tetro, di  un  grigio  non  troppo  cupo  ma  spento. Insignificante. Ed  è  impossibile cogliere  atmosfere  particolari  quando  persino  l’aria  sembra  mancare. Esistono  giornate  così, prive  di  colori, di  sapori, di  odori – giornate  senza  toni, senza  improvvisi  sussulti, senza  variazioni  degne  di  nota.

E  allora  non  si  può  inventare  nulla. Si  può  soltanto  ascoltare  lo  spegnersi  lento  delle  voci, mentre  la  sera  si  dissolve,  cauta  e  un  poco  incerta,  nell’oscurità  della  notte.

 

(Nell’immagine, un  particolare  di  Paolina  Clelia  Silvia  Bondi,  di  Vittorio  Matteo  Corcos, 1909)

 

Read Full Post »

Autunno24

Sono  le  18:58  e  la  mia  giornata  si  chiude  qui, nel  senso  che  metterò  da  parte  i  doveri  quotidiani  per  abbandonarmi  fra  le  morbide  braccia  di  questa  incantevole  serata  di  ottobre. Certo, devo  ancora  sbrigare  alcune  incombenze  domestiche, ma  lo  farò  senza  alcuna  fretta, perché  questa  serata  prelude  al  fine  settimana. Rallentare  è  allora  un  dovere  verso  se  stessi. Intanto, oltre  i  vetri  delle  finestre, l’oscurità  ha  già  invaso  la  strada: stiamo  lentamente  scivolando  nella  calma  austerità  di  una  notte  d’autunno – calda, intensa, colorata.

Sono  le  19:42. Sto  pensando  che  domani  probabilmente  preparerò  una  torta  e  sarà  la  prima  di  questa  stagione. Il  bello  dell’autunno  consiste  anche  nel  fatto  che  si  possono  gustare  sapori  diversi  rispetto  all’estate.

Sono  le  20:16. Mentre  sto  scrivendo, sento  un  cane  che  abbaia  fuori, in  strada. Poi  basta, i  rumori  si  spengono. E  ‘si  avverte’  la  sera, la  si  sente  come  se  fosse  entrata  nei  meandri  più  nascosti  dello  spirito: è  il  segno  che  occorre  fermarsi, pensare, gioire, svagarsi. La  settimana  è  finita: i  soliti  passi, i  soliti  affanni  e  il  solito  schema  di  vita  s’interrompono. Inizia  il  tempo-per-noi. Sempre  qualora  lo  si  sappia  afferrare  e  gestire.

Sono  le  21:50. Ascolto  il  silenzio  e  immagino  le  foglie  cadere  nel  buio  lentamente, una  dopo  l’altra, senza  fermarsi: è  un’agonia  priva  di  clamori, la  vita  che  si  spegne  senza  disturbare, senza  offendere, senza  ferire. È  l’infinita  eleganza  di  ottobre, la  squisita  raffinatezza  di  chi  non  invade, non  pretende, non  ostenta: ottobre  è sensibilità  profonda, sguardo  luminoso  anche  quando  piove, serenità  che  si  eleva  al  di  sopra  di  tutte  le  miserie  umane.

Read Full Post »

Sera di maggio

giardino

Poi  di  sera  si  rallenta  e  allora, finalmente, ci  si  ricorda  di  se  stessi. Ma  non  è  la  sera  invernale, lunga, cupa  eppure morbida  nell’abbraccio  caldo  della  propria  casa, assunta  a  supremo  luogo  di  rifugio; questa  è  la  sera  di  primavera, quando  il  sole  non  è  ancora  tramontato  ma  sta  per  farlo. È  il  passaggio  misterioso  che  collega  il  giorno  alla  notte,  un’ora  strana, un’indefinibile, arcana  sospensione  priva  di  forma  ma  colma  d’inquietante  intensità. E  quest’intensità  parla, giunge  dritta  al  cuore, s’insinua  nei  recessi  dello  spirito  fino  a  commuoverlo  o  a  sopirlo. Dipende  dai  casi, dipende  dai  momenti, dipende  da  tutto  e  da  niente.

 

 

 

Read Full Post »

malinconia

Serata  umida, di  lampioni  accesi  e  vago  profumo  autunnale. Il  freddo  smorzato  e  stanco, le  ombre  timorose  e  incerte – maggio  col  volto  triste  e  confuso. La  primavera   in  affanno;  poi  la  notte,  opprimente  intervallo  in  attesa  del  giorno, della  luce, della  speranza.

(Nell’immagine, il  dipinto  Malinconia, di  Federico  Zandomeneghi)

Read Full Post »

sfondi-desktop-autunno-06

Sono  stati  giorni  bizzarri, un  rincorrersi  di  sole  e  di  pioggia  a  dipingere  una  stagione  indefinibile, un  assurdo  groviglio  di  primavera  e  d’autunno  al  quale  è  impossibile  dare  un  nome.

Ieri, dopo  la  luminosità  del  mattino, l’oscurità  improvvisa: non  si  è  trattato  del  monotono, insistente, uniforme  grigiore  di  tante  giornate  invernali, ma  di  quel  repentino  mutamento  d’atmosfera  tipico  del  periodo  primaverile, quando  la  luce  scompare  in  un  attimo  travolta  con  prepotenza  dal  malumore  del  tempo  e  colora  il  pomeriggio  di  nero, come  capita  durante  certi  acquazzoni. Ma  l’opprimente, insidiosa  umidità  e  il  freddo  della  notte  sono  tratti  tipici  dell’autunno, e  allora  febbraio  diventa  un  caos, si  trasforma  in  un  mese  privo  d’identità  o  forse  soltanto  desideroso  d’inventarsi  una  nuova  stagione: primavera-autunno  o   autunno-primavera, abbraccio  d’umori  e  toni  differenti, incomprensibile  scontro  di  diverse  ambiguità.

I  capricci  primaverili  insieme  all’enigmatica  profondità  dell’autunno  impongono  una  riflessione, un  ripensamento, uno  sguardo  diverso: si  avverte  il  desiderio  di  chiudersi  in  casa  a  lungo  e  poi  di  uscire  e  poi  di  dormire. Ci  si  sente  giovanissimi  e  incredibilmente  vecchi  a  un  tempo, si  vorrebbe  correre  ma  anche  fermarsi, si  vorrebbe  gridare  di  gioia  ma  anche  tacere. Talvolta  si  sogna  l’oblio, ogni  tanto  la  fantasia  afferra  prati  in  fiore; ma  scende  la  notte, le  voci  si  attutiscono  e  i  pensieri  restano  avvolti  dalla  prudenza  del  silenzio.

Read Full Post »

In  questi  giorni  di  festa  ho  evitato  di  scrivere  perché  mi  sono  sentita  molto  stanca. Ma  adesso  si  ricomincia: anno  nuovo, impegni, impegni, impegni  e  la  necessità  di  riprendere  il  solito  ritmo  anche  sul  blog.

Gennaio  col  sole  non  è  una  novità. Questo  mese  di  freddo  intenso, privo  di  mezze  misure  e  complicato, ci  dona  sempre  momenti  luminosi. Certo, si  tratta  di  una  luce  che  quasi  non  riesce  a  entrare  nelle  stanze, ma  è  normale  che  sia  così: è  la  luce  invernale, obliqua, severa, senza  dolcezze.

giardino

E  poi  un  giardino  d’inverno  sotto  la  neve: il  silenzio  irreale, l’attesa, lo  smarrimento, il  desiderio  di  correre  via, di  chiudersi  in  casa, di  dormire. Eppure,  c’è  tanta  allegria  a  gennaio  ora  che  sono  adulta. Se  durante  l’infanzia  lo  consideravo  un  mese  insopportabile, adesso  lo  trovo  persino  simpatico  perché  mi  regala  una  notevole  capacità  di  concentrazione.

Ore  23:17. Sono  chiusa  nella  mia  camera  e, mentre  scrivo, assaggio  un’ottima  cioccolata  in  tazza. Non  si  sente  alcun  rumore  provenire  dalla  strada, il  silenzio  è  totale. Questi  momenti  di  pace  assoluta  sono  una  benedizione  e  una  necessità, qualcosa  di  cui  è  impossibile  fare  a  meno. Buona  serata, buona  notte, ma  anche  buongiorno  a  chi  passerà  da  queste  parti  domani  mattina. 🙂

 

 

 

Read Full Post »

Older Posts »