Lunedì e solstizio: si ricomincia

Si fatica, di lunedì, si fatica a riprendere il solito ritmo, soprattutto d’estate. Ma occorre ricominciare, non bisogna fermarsi, la realtà preme senza ammettere deroghe o improvvisazioni, e anche il blog richiede qualche attenzione. Riprendo dunque a scrivere con calma, come si addice a un caldissimo lunedì estivo – e pensare che questo è persino il solstizio. 🍹🌝🔥

Mi limito ad alcune foto. D’estate via Solieri è verdissima, un angolo cittadino sconosciuto ai più e a soli cinque minuti a piedi dal centro storico:

Lo stesso scorcio a gennaio, con una nebbia molto leggera:

E poi il parco sotto casa mia. Adesso:

A primavera:

D’inverno:

Anticiclone africano e consigli preziosi

Prima di tutto sappiatelo, senza nascondervi dietro illusioni e ingenue speranze: sta arrivando l’anticiclone africano e nessuno potrà fermarlo. Bisogna mettersi il cuore in pace.

Però questo dramma presenta anche alcuni risvolti comici: i consigli sconcertanti che, ogni anno, i giornali ci propinano allo scopo apparente di aiutarci a tollerare il caldo afoso. Ieri sera, ad esempio, ho letto questo sul Resto del Carlino:

Cosa fare, dunque? Il sito di Arpae ci ricorda […] consigli pratici per limitare la sensazione di disagio (bere molta acquaevitare gli alcolicinon uscire tra le 12 e le 17 e prediligere abiti leggeri e di colore chiaro […].

In effetti le città pullulano di persone che, d’estate, fanno lo sciopero della sete e indossano con gioia cappotti, guanti e sciarpe; perciò sì, apprezziamo certe perle di saggezza. 😆

Luglio fra noi

 

 

 

 

 

Salutiamo l’arrivo di luglio, il mese del caldo afoso e del sole ininterrotto, con un’immagine che evoca freschezza, possibilità di respiro, svago. E poi l’acqua irrefrenabile, che non conosce pause, che continua a scorrere qualunque cosa accada, è un potente simbolo del flusso del divenire, del mutamento incessante che travolge ogni cosa, dell’infinito.

 

Tra i fiori del giardino

Vorrei  scrivere  molto, vorrei  scrivere  a  proposito  di  vari  argomenti, ma  preferisco  evitare  di  trasferire  sul  blog  i  miei  attuali  umori  che, dato  il  clima  rovente –  38  gradi  circa -, non  sono  inclini  all’entusiasmo  più  sfrenato.

E  allora  lascio  un’immagine  quieta, rassicurante, serena.

Silvestro  Lega, Tra i fiori del giardino, 1862.

Giugno e la pioggia

Dopo  il  lungo  inferno  dell’afa  rovente, d’improvviso  il  cielo  si  è  fatto  scuro; poi, trascorsa  una  strana  attesa  colorata  di  incertezza  e  di  umori  altalenanti, è  comparsa  la  pioggia – lenta, insicura, delicata, quasi  silenziosa.

A  giugno, quando  il  caldo  diventa  un’insensata  oppressione, la  pioggia è  respiro, possibilità  di  vita, sogno, distensione. E  si  guarda  fuori, oltre  le  finestre  spalancate, per  vederla  cadere; si  guarda  fuori come  a  ringraziarla, come  a  darle  il  benvenuto  dopo  troppo  affanno, perché  è  una  vera  amica, calma, pacata, senza  intollerabili  furori. Un’amica  venuta  da  lontano  e  pronta  a  rasserenarci,  senza  pretendere  nulla  in  cambio.