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Posts Tagged ‘caldo’

No, oggi  non  riesco  a  scrivere  seriamente. Dopo  aver  sopportato  tanto  caldo  e  dopo  troppe  notti  insonni, preferisco  un  approccio  scanzonato  e  un  po’  superficiale. Quindi, ecco  una  perla  di  saggezza  trovata  sul  web:

Buon  fine  settimana. 🙂

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Vorrei  scrivere  molto, vorrei  scrivere  a  proposito  di  vari  argomenti, ma  preferisco  evitare  di  trasferire  sul  blog  i  miei  attuali  umori  che, dato  il  clima  rovente –  38  gradi  circa -, non  sono  inclini  all’entusiasmo  più  sfrenato.

E  allora  lascio  un’immagine  quieta, rassicurante, serena.

Silvestro  Lega, Tra i fiori del giardino, 1862.

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Dopo  il  lungo  inferno  dell’afa  rovente, d’improvviso  il  cielo  si  è  fatto  scuro; poi, trascorsa  una  strana  attesa  colorata  di  incertezza  e  di  umori  altalenanti, è  comparsa  la  pioggia – lenta, insicura, delicata, quasi  silenziosa.

A  giugno, quando  il  caldo  diventa  un’insensata  oppressione, la  pioggia è  respiro, possibilità  di  vita, sogno, distensione. E  si  guarda  fuori, oltre  le  finestre  spalancate, per  vederla  cadere; si  guarda  fuori come  a  ringraziarla, come  a  darle  il  benvenuto  dopo  troppo  affanno, perché  è  una  vera  amica, calma, pacata, senza  intollerabili  furori. Un’amica  venuta  da  lontano  e  pronta  a  rasserenarci,  senza  pretendere  nulla  in  cambio.

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Siamo  nel  pieno  del  caldo  torrido. Giugno  sembra quasi  sfaldarsi  sotto  il  peso  insostenibile  dell’afa, della  mancanza  di  vento, del  cielo  troppo  bianco  per  essere  gradevole, della  pianura  che  appare  più  squallida  e  insignificante  del  solito. Perché  non  vi  è  alcuna  bellezza  là  dove  manca  la  possibilità  di  respirare.

Allora  tornano  in  mente  le  colline  e  le  montagne, con  i  loro  profili  immobili  e  sereni, con  quel  senso  di  pace  e  di  libertà  che  regalano  in  qualsiasi  momento  del  giorno. E  torna  alla  mente  lo  sguardo  perso  a  contemplare  l’orizzonte  e  poi  il  cielo, quel  cielo  che  non  è  mai  monotono  e  incolore  ma  azzurro  sfolgorante, quel  cielo  che  appare  immenso  ma  senza  infondere  alcun  timore – come  fosse  un  abbraccio  da  un  altro  mondo.

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Pace di luglio

Questa  mattina, dopo  altri  giorni  di  caldo  torrido  e  notti  infernali, piove. Ma  è  quella  pioggia  silenziosa  e  sottile, quasi  impalpabile, adatta  a  certe  giornate  primaverili  miti  eppure  incerte, insicure  e  vagamente  malinconiche. Una  pioggia  del  tutto  fuori  luogo  nel  clima  di  questo  luglio  che  lentamente  volge  al  termine; una  pioggia  inadeguata  a  questa  stagione, una  pioggia  che  probabilmente  aumenterà  l’oppressione  dell’afa  che  non  intende  scomparire. Ogni  tanto, però, entra  un  poco  di  vento  dalle  finestre  aperte – un  vento  cauto, debolissimo, quasi  sfinito, sfinito  dal  caldo  proprio  come  noi.

Ma  il  silenzio  è  quello  delle  giornate  più  belle: è  sabato, è  luglio, tempo  di  vacanze  e  di  fughe  dalle  città. E  allora  si  avverte  un  senso  di  pace. Non  ha  nulla  a  che  vedere  con  quella  profonda  quiete  che  trapassa  l’anima  quando  le  strade  sono  invase  dai  silenzi  d’autunno, e  ci  si  sente  al  centro  di  un  mistero  solenne –  chiamati  a  decifrare  l’ignoto  e  ad  attendere  rivelazioni  impreviste. Adesso, nel  torrido  pomeriggio  di  un  sabato  di  luglio, il  senso  di  pace  è  soprattutto  un’attesa, un  tentativo  di  risparmiare  le  forze, uno  sguardo  che  si  sforza  di  essere benevolo  verso  il  sole  arrogante  e  le  giornate  troppo  lunghe.

cabianca

(Vincenzo  Cabianca, Al  sole, 1866)

 

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Da  alcuni  giorni  è  arrivato  il  caldo, quello  afoso  e  insopportabile. Ed  è  arrivato  anche  luglio, un  mese  che  mi  sembra  sempre  lunghissimo, quasi  infinito, a  causa  delle  giornate  tutte  uguali, tutte  caratterizzate  da  questo  clima  opprimente –  senza  sfumature, senza  pause, senza  ombre  particolari  a  spezzare  la  monotonia  del  cielo  troppo  terso  e  del  sole  che  non  conosce  cedimenti.

Intanto, si  attende  l’inizio  di  una  nuova  settimana, sperando  che  il  clima  sia  un  po’  clemente. Speranza  vana? Probabilmente  sì, ma  tant’è.

l'attesa

Comprendo  di  non  aver  scritto  nulla  d’interessante. Ma  devo  abituarmi  al  clima    estivo  e  quindi  anche  la  mia  scrittura  si  trova  in  una  fase  di  sospensione.

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zola

Sembra  che  la  prossima  settimana  tornerà  l’estate  vera, cioè  il  caldo. Intanto, però, la  sua  terribile  forza  è  stata  spezzata. Questi  ultimi  giorni, fatti  di  notti  fresche  e  di  mattinate  altrettanto  gradevoli, sono  un  intervallo  piacevolissimo. Ma  non  c’è  soltanto  questo. In  alcuni  momenti, si  ha  l’impressione  di  intravedere, sia  pure  in  maniera  estremamente  sfumata, qualche  lievissima  premessa  d’autunno.

Capita  in  certi  momenti  particolari  della  giornata  come, ad  esempio, dopo  pranzo  e  nel  tardo  pomeriggio: la  luce  del  sole  entra  dalle  finestre  in  maniera  obliqua, proprio  come  nelle  stagioni  intermedie, e  assume  un  particolare  tono  giallastro, tipico  degli  inizi  dell’autunno. Certo  è  poco, sicuramente  l’estate  non  si  è  conclusa, ma  vedere  qualche  cauta  sfumatura  che  prelude  all’autunno  è  rassicurante  e  mi  regala  tanto  buon  umore.

Quando, davanti  a  una  finestra  aperta, le  tende  cominciano  a  muoversi  e  il  tardo  pomeriggio  sta  per  dissolversi  nella  sera, si  avverte  un  senso  di  pace  raro – come  fosse  una  carezza  dal  cielo. Allora,  si  ha  la  certezza  che  l’inferno  del  caldo  estivo  è  passato  e  agosto  diventa  un  piacevole  compagno, allegro  senza  arroganza, a  tratti  persino  gentile.

(L’immagine  è  tratta  da: http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/viewtopic.php?t=43756)

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