Passaggio in India

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Trama
Adela Quested (Judy Davis) parte dall’Inghilterra per recarsi in India, a Chandrapore. Adela viaggia insieme a Mrs. Moore (Peggy Ashcroft), l’anziana madre del suo fidanzato che in India lavora come magistrato civile.
Affascinate dall’India, le due donne si comportano in maniera molto diversa rispetto agli altri inglesi residenti a Chandrapore, che evitano di coltivare rapporti da pari a pari con gli indigeni. Mrs. Moore e Adela, infatti, stringono amicizia con un intelligente e sensibile medico del luogo, il dottor Aziz, che le invita a una gita alle grotte dei monti Marabar. Purtroppo, in quest’occasione capita però un fatto strano: Adela, che si reca da sola con Aziz a visitare alcune grotte, fugge via improvvisamente accusando il medico di tentata violenza.

Aziz viene messo in prigione nonostante si proclami innocente, mentre a Chandrapore i rapporti fra inglesi e indiani diventano sempre più tesi. Ma quando si arriva al processo avviene un colpo di scena: Adela ritira le accuse, accorgendosi di aver commesso un errore. Tuttavia, ormai nulla potrà più essere come prima.

Commento
Tratto da un noto romanzo di Edward Morgan Forster, A Passage to India (1985) è un film di David Lean.
Abbastanza fedele all’opera originale, a parte alcuni ovvi cambiamenti dovuti a necessità di sceneggiatura, il film si segnala per l‘ottima ricostruzione storica e ambientale dell’India sotto la dominazione britannica e per l’accurata caratterizzazione psicologica dei personaggi, di cui vengono messi sapientemente in luce qualità e difetti.
Da sottolineare la presenza di un bravissimo Alec Guiness nella parte dell’imperscrutabile bramino Godbole.

Proprio come il romanzo, il film pone l’accento sulle inevitabili difficoltà che nascono dall’incontro fra civiltà tanto diverse: la fredda razionalità degli inglesi si scontra con l’ingenuo sentimentalismo degli indiani, creando una barriera che è quasi impossibile infrangere, perché valori, mentalità e culture diverse costituiscono enormi ostacoli per la comprensione reciproca.
A tratti algido ma ben diretto, Passaggio in India è una buona trasposizione del bellissimo romanzo di Forster, di cui consiglio la lettura.
Voto: 8
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Autunno in città (IV)

Ecco altre dieci fotografie. Le prime due risalgono alla metà d’ottobre e sono state fatte in un giorno particolarmente squallido e triste. Le rimanenti otto, invece, sono state scattate lo scorso sabato, 31 ottobre. A differenza di quelle pubblicate qualche giorno fa, sono state fatte di pomeriggio, dopo le sedici, e quindi la luce è diversa: c’è meno “splendore”.
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Finalmente il silenzio

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Finalmente il silenzio. È tardi: le tenebre hanno avvolto la città.
A quest’ora mi piace scostare la tenda della finestra della mia camera e guardare, attraverso le persiane, i lampioni accesi sulla strada scura. Quei lampioni m’infondono pace. Sono il segno che tutto è tornato calmo, che l’affannarsi sconnesso e a volte inutile del giorno ha lasciato il posto a una dignitosa compostezza.

Adesso posso liberare i miei pensieri, adesso posso aprire la porta dell’angusta cella in cui li avevo rinchiusi, in attesa di poterli avere tutti per me.
I lampioni accesi sulla strada vuota illuminano anche la mia mente, le fanno compagnia, discreti e attenti, mentre cerca soluzioni, percorre vie sconosciute e connette colorate immagini a creare fantasie.

Finalmente tutto tace, complice anche il freddo di questa serata inclemente. Sebbene sia molto difficile riposare, almeno il frastuono del giorno è cessato.

(L’immagine è tratta da: http://vitappunti.wordpress.com)

Autunno in città (III)

L’avevo promesso: ecco alcune delle foto che ho scattato lo scorso sabato, ultimo giorno d’ottobre. Per ora ne pubblico sei.
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Fine d’ottobre

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Secondo le previsioni meteorologiche locali, domani l’autunno si presenterà nella sua veste più malinconica: ci aspettano pioggia, umidità e squallore. Dobbiamo sopportare e abituarci, considerando che siamo stati fortunati ad aver avuto un ottobre splendido, soltanto a brevi tratti un po’ capriccioso.
Quando sabato se ne è andato, ottobre ci ha salutato con un sorriso smagliante, regalandoci una giornata indimenticabile grazie a un sole allegro e tiepido. A causa di questa fortunata circostanza, mi sono dedicata a scattare molte foto in due parchi cittadini, cercando di catturare la bellezza degli alberi con le foglie gialle e rosse.

Sono stata contenta di vedere molte altre persone intente a fare fotografie proprio come me: sembra che la magia dei colori autunnali colpisca l’immaginario di tanti.
Ai giardini pubblici ho potuto camminare su un lungo tappeto di foglie tutte gialle, sotto alberi che sembravano completamente dorati; assistere poi alla caduta delle foglie in tempo reale è uno spettacolo che adoro. Ho trascorso uno splendido sabato, dunque, ammirando con calma il volto più bello dell’autunno, e sono contenta di averlo fatto dal momento che ci attendono giornate grigie.
Tutte queste parole solo per dire che appena avrò le foto disponibili ne pubblicherò alcune. :)

Belle e buone

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È la notte più spaventosa dell’anno o almeno dovrebbe esserlo secondo la tradizione. Tale tradizione, però, non ci appartiene ed è stata importata soprattutto per ragioni commerciali.
Secondo il quotidiano La Stampa, dieci milioni di persone, oltre otto milioni di bambini e adolescenti e almeno due milioni di adulti, festeggeranno Halloween, la «notte delle streghe» tra il 31 ottobre e il primo novembre. Una cifra in aumento del 3% rispetto allo scorso anno.
Feste, balli, travestimenti e altro ancora: Halloween è insomma una buona occasione per divertirsi.

Io non festeggio, non mi travesto, non danzo e non m’impegno in nessuna attività simile. Tuttavia ho esposto in casa la mia zucca personale per il semplice fatto che amo le zucche in genere. Amo il loro colore che sa d’autunno e la loro forma rotonda e “panciuta” che invita al buon umore. Le zucche, infatti, m’infondono tanta allegria.
Poi, quando domani ottobre ci saluterà per tornare a farci visita fra un anno, io mangerò i ravioli di zucca che sono una vera squisitezza. :)

(Foto tratta da: http://www.latelanera.com/halloween/ricettehalloween.htm)

Preziosi pensieri

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Certi pensieri sono così, colorati e solitari. Le loro sfumature sono tante: talvolta delicate come i petali delle rose, talvolta accese, quasi di fuoco. Ma nessuno se ne accorge perché certi pensieri sono accuratamente celati.

Non se ne può parlare: gli altri non comprenderebbero. Non si possono comunicare perché rischiano di essere banalizzati e deformati nell’inevitabile scontro con la durezza, la supponenza e il cinismo di troppi.
Certi pensieri delicatissimi e intensi non meritano di essere sciupati, oltraggiati o derisi: occorre proteggerli e difenderli perché sono oggetti preziosi, raffinati e fragili. E gli oggetti preziosi devono essere donati soltanto a chi è in grado di apprezzarli.

Certi pensieri sono come le foglie d’autunno: hanno colori inarrivabili, ma se vengono calpestati perdono il loro splendore e muoiono prima del tempo.
Solo il silenzio e la quiete e la compostezza possono salvarli.

Umarells in fuga

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Via Albinelli, vicino al mercato coperto. Due umarells paffuti stanno chiacchierando seduti sulle loro biciclette, veicoli che ovviamente non abbandonerebbero nemmeno sotto tortura. Siccome hanno l’aria molto umarellica, da umarells doc e non d’importazione, mi avvicino a una vetrina e fingo di guardarla mentre invece, facendo leva sulle mie infinite risorse da investigatrice ruspante e fai-da-te, li ascolto attentamente.
Umarell 1 – Te l’avevo detto, io! Quando si viene al mercato con le mogli, non si riesce a combinare niente. Si finisce solo per litigare.
Umarell 2 – Ma allora cosa devo fare?
Umarell 1 – Devi fare come ho fatto io: devi scappare!
:D

(La foto è tratta da: http://quantinisei.wordpress.com/2009/01/22/)

Dalla finestra

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Avevo dodici anni. Nonostante il mio interesse per le bambole fosse ancora discretamente vivo – ogni tanto pettinavo con passione la Barbie – si stavano però verificando in me sintomi di cambiamento radicale, che nell’arco di breve tempo avrebbero comportato l’abbandono definitivo di certi trastulli.
Uno di questi sintomi si manifestò mentre mi trovavo in vacanza nella casa di montagna. Durante i lunghi pomeriggi che trascorrevo abbandonandomi a ogni sorta di passatempo lecito, non so come adocchiai con interesse un bel ragazzo diciottenne che abitava vicino a casa mia e che veniva in quel paese soltanto d’estate perché residente a Milano.

Presi l’insana abitudine di spiarlo il più possibile attraverso una finestra, da cui potevo osservare il portico di casa sua e vedere quando usciva ed entrava. Naturalmente non ero così sciocca da farmi scorgere: abbassavo le tapparelle della finestra lasciando aperti soltanto alcuni spiragli, e, armata di una pazienza rara, attendevo con ansia che comparisse.
Purtroppo in questa vicenda c’è però un particolare poco romantico e tutt’altro che raffinato: la finestra da cui lo spiavo, infatti, si trovava nel gabinetto, esattamente fra il water e la vasca da bagno. E io stazionavo lì a lungo, augurandomi che a nessun famigliare sorgesse qualche bisogno che richiedesse una visita alla stanza da bagno.

(La foto è tratta da: http://www.faraonepvc.com/Finestra.php)

Tregua d’autunno

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Dopo molta pioggia e il primo vero impressionante squallore d’autunno, fatto di grigio violento e di cielo arrabbiato, il sole ha deciso di mostrarsi e sorriderci.
Ottobre ci regala una tregua, ma occorre ammettere che finora ci ha regalato fin troppo: l’inizio del mese è stato uno splendore di luce e di mitezza, dolce prolungamento di un’estate ormai completamente priva del suo bieco furore. Soltanto pochi giorni fa ottobre ha rivelato il suo volto più duro, ma doveva farlo per ricordarci che questa è un’altra stagione e che la natura reclama i suoi diritti.
Adesso, mentre si appresta ad andarsene, ci offre un momento di squisita serenità.

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OLTRE IL CANCELLO

Saggezza

"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen

Il tempo passa

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Sfumature d’autunno (un mio post)

Il rosso dell’autunno scalda il cuore e i pensieri. Le sfumature della natura che declina percorrono monti, boschi, sentieri. Strane emozioni ci avvolgono: un vago senso di malinconia, prezioso nella sua dolcezza, un desiderio di abbandono, una sensazione di pace. Gli affanni sono scomparsi. Resta il suono del vento ad accompagnare i ricordi.

Rose