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Archive for the ‘stagioni’ Category

A febbraio

A febbraio, alcune giornate sono talmente cupe da mutarsi in vane attese, speranze inconsistenti aggrappate a un mondo chiuso in se stesso, rannicchiato nello spazio angusto della sua incomprensibile apatia. In altri momenti, invece, febbraio sembra destarsi dal suo torpore: improvvisamente lieto, talvolta persino vivace, comincia a narrare allegre storie di primavera.

Febbraio è, nello stesso tempo, l’immobilità opprimente della crudeltà invernale e la gaia dolcezza della stagione che verrà. Eppure, nonostante tutto, non riesce a incantare – febbraio no, non riesce a stupire -, perché in fondo è un’anima semplice, un’anima  cui mancano certi improvvisi sussulti, le tante screziature autunnali – e quei silenzi, gli interminabili silenzi di ottobre, che racchiudono segreti e discorsi infiniti.

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Durante l’inverno, alle sei della mattina, il buio avvolge ogni cosa. La città dorme tranquilla, come se non ci fosse un domani, come se fosse destinata a un sonno eterno. E fuori piove. Piove con fredda ostinazione, quasi con cattiveria, o forse soltanto per capriccio. Piove come se non volesse smettere, come se non ci fosse un’altra stagione pronta a lottare contro il gelo e l’oscurità.

Chissà perché talvolta si avverte quasi timore camminando sull’asfalto lucido, nel maestoso silenzio della notte invernale. Ma forse è soltanto un senso di vuoto o un brivido inaspettato. A guidare i passi in questa confusione d’acqua e di oscurità sono le fioche luci dei lampioni, e il verde e il rosso dei semafori. Loro non conoscono sonno – non si assopiscono mai – , ed è un conforto vederli immobili, fissi al loro posto, fari di luce buona nonostante la pioggia e l’umidità del mattino troppo scuro.

Ma non c’è squallore, non c’è alcuna sofferenza. La pioggia continua a correre sull’asfalto, il buio non vuole dissolversi; eppure, in questo remoto angolo di mondo, è un misterioso senso d’intimità a insinuarsi, è un sommesso colloquio con le strade, le case e il silenzio a dominare la scena – un comprendersi improvviso, passato e presente che si abbracciano per dire che nulla è stato vano.

Strano come sia confortante osservare le gocce di pioggia che percorrono questi vetri mentre sfrecciamo via, quasi furtivi, sotto un cielo che non sembra distratto, sotto un cielo forse pentito della sua troppa indifferenza. E mentre fuggiamo nel buio di un mattino che non vuole destarsi, la pioggia diventa neve, bianco regalo d’inverno dopo giorni di sole e poi di nebbia e poi di nuvole inquiete.

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La nebbia

Ieri, per la prima volta, la città è stata invasa da una nebbia molto fitta. Dopo giorni di sole, infatti, il tempo è bruscamente mutato e l’inverno ha rivelato uno dei suoi aspetti più malinconici.

Con l’autobus, alle sei della mattina, ho percorso un tratto di campagna fuori città, e sono rimasta colpita dalla densità della nebbia, che celava quasi completamente i campi scuri. Quando poi è arrivato il giorno, la nebbia non è scomparsa, ma ha continuato a ricoprire strade, case, persone, sfumando contorni e rendendo misterioso ciò che tale non è.

La nebbia autunnale è spesso differente. A volte, è soltanto un velo quasi trasparente, chiamato a impreziosire lo splendore dei colori caldi smorzandoli con grazia, persino con affetto – senza alcun furore. La nebbia autunnale ammorbidisce, accompagna, protegge; la nebbia invernale, invece, s’impone con forza e senza alcun riguardo – insensibile, indifferente, egocentrica.

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La neve e il silenzio

Che l’inverno piaccia a poche persone è cosa nota, e ciò non desta stupore. Un mio amico diceva spesso che, durante l’inverno, gli sarebbe piaciuto andare in letargo e svegliarsi poi a primavera, evitando così di dover combattere contro il gelo, l’oscurità e l’atmosfera tetra. Ma è davvero soltanto questo, l’inverno?

Una finestra e la neve che cade. Per alcuni è uno spettacolo privo di interesse, un dettaglio insignificante, il semplice, banale dispiegarsi di un fenomeno tipicamente invernale; per altri, soffermarsi un poco a osservare la danza ininterrotta di un’intensa nevicata è una parentesi piacevole, e nulla più; per altri ancora, si tratta invece di un evento importante: la neve, il silenzio e gli alberi imbiancati diventano un universo di umori, pensieri e ricordi. Così, anche l’inverno acquista una sua magia, un particolare sapore, un volto più umano.

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Un caro ricordo

Negli ultimi dieci giorni, sono stata trascinata in un vortice di impegni improvvisi, scadenze e contrattempi che mi hanno impedito di scrivere sul blog. Ma oggi ricomincio con gioia, perché non mi piace trascurare questa povera creatura.

La giornata è bellissima, luminosa ma assai fredda. L’inverno ha cancellato ogni traccia della dolcezza autunnale, che ormai si è trasformata in un caro ricordo, una struggente memoria da rivivere nel prezioso scrigno dell’interiorità. Ed è una memoria che riscalda ogni pensiero e che si fonde con altri ricordi, creando nuovi spazi, indicando nuovi sentieri, lasciando emergere la parte migliore di se stessi, compressa dai rigidi schemi del vivere quotidiano.

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I pomeriggi continuano ad accorciarsi, mentre il freddo lambisce le strade e novembre non cela più la sua tristezza. Il lento sfaldarsi dell’autunno, con le sue nebbie, le sue mattine gelide e le sue tante piogge, è un venir meno silenzioso, destinato a sfuggire agli sguardi più distratti: troppo austero e dignitoso per colpire, troppo cauto e riservato per farsi amare. Ma in questi pomeriggi dalla luce rarefatta, in queste sere che giungono in fretta ad attutire voci e pensieri, vi è una bellezza indefinibile, quasi ci si trovasse a un confine: si dissolve una stagione ed è un abbraccio infinito con l’altrove.

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Scorcio d’autunno

Il  freddo  intenso  ha  fatto  la  sua  comparsa: in  appennino  la  neve  è  alta  e  qui  in  pianura  le  mattine  e  le  notti  sono  gelide. Eppure  l’atmosfera  resta  autunnale: quando  le  giornate  sono  quiete  e  luminose, camminare  lungo  i  viali  ancora  ricoperti  di  foglie  dorate  diventa  poesia, una  poesia  calata  nella  banalità  del  quotidiano. Ed  è  questa  la  magia  dell’autunno, quella  magia  che  le  altre  stagioni  non  possono  vantare: l’autunno, generoso, riesce  a  trasformare  persino  la  via  più  insignificante  e  l’angolo  più  oscuro  in  uno  scorcio  indimenticabile.

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