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Riemergo

Inizio  a  scrivere, compongo  alcune  frasi  e  poi  mi  fermo  e  cancello. Riparto, riprendo  a  scrivere, cambio  argomento, procedo  per  alcune  righe  e  poi  mi  fermo  e  cancello  di  nuovo. Ricomincio  per  la  terza  volta  ma  purtroppo  il  copione  resta  il  medesimo: scrivo, mi  fermo  e  cancello. Sono  cose  che  capitano. Riemergo  da  una  settimana  molto  difficile, attraversata  da  malanni  e  stanchezza,  e  forse  non  sono  abbastanza  lucida. Allora  è  più  saggio  desistere  e  magari  dedicarsi  a  qualche  piccolo  piacere  tipicamente  invernale:

tazza

A  presto. 🙂

L’inverno e la pioggia

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D’inverno, la  pioggia  può  rivelarsi  molto  sgradevole, un’ulteriore  oppressione  che  si  aggiunge  al  buio  di  giorni  spesso  cupi. In  questi  mesi  così  gelidi  e  privi  di  sfumature, manca  la  quieta, arcana, delicata  poesia  autunnale. Durante  l’autunno, la  pioggia  assume  volti  diversi  a  seconda  dei  momenti: a  volte  è  leggera  e  silenziosa – timida  presenza  che  non  vuole  disturbare -, a  volte  è  intensa  ma  fortemente  evocativa  grazie  allo  sfacelo  delle  foglie  colorate  sui  marciapiedi, lungo  le  strade, nelle  aiuole  più  insignificanti, negli  angoli  meno  accessibili, nei  vicoli  dimenticati  e  stanchi. Così, la  pioggia  autunnale  diventa  un  canto, un’emozione  indefinita, un  sussulto  nell’anima, persino  una  speranza. Ma  non  potrebbe  essere  altrimenti, perché  l’autunno  è  un  compagno  fedele  e  rispettoso, che  sa  amare  e  perciò  non  è  mai  arrogante.

D’inverno, invece, la  pioggia  è  un’assenza: assenza  di  compassione, assenza  di  delicatezza, assenza  di  sensibilità. E  allora  non  resta  altro  che  chiudersi  in  casa  e  attendere  che  finisca. Non  ci  sono  sfumature  di  colori  da  osservare, strane  connessioni  da  comprendere, segreti  da  infrangere. D’inverno  è  tutto  molto  più  semplice: bisogna  difendersi, bisogna  proteggersi, bisogna  ripararsi. Aspettando  che  il  groviglio  di  pioggia  e  di  gelo  e  di  oscurità  svanisca.

 

Concorso a premi

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Chi  sono  le  persone  nell’immagine? Scegliere  una  delle  opzioni  previste:

  1. Gruppo  di  giovani  in  preda  a  una  devastante  tempesta  ormonale
  2. Gruppo  di  giovani  vittime  di  un  fortissimo  trauma  psichico  dopo  aver  visto  una  puntata  di  Pomeriggio 5  condotto  da  Barbara  D’Urso
  3. Ammutinamento  dei  giornalisti  del  TgLa7  contro  il  Direttore  Enrico  Mentana, colpevole  di  volerli  coinvolgere  nell’ennesima  maratona  televisiva  della  durata  di  120  ore  consecutive
  4. I  Sigue Sigue  Sputnik, una  sobria  band  musicale  degli  anni  Ottanta

Per  chi  indovina, un  meraviglioso  premio: una vacanza  di  una  settimana  nel  mese  di  agosto  al  Lido  delle  Sabbie  Mobili, con  ombrellone  e  sdraio  in  trentesima  fila  sulla  spiaggia. Splendida  vista  sull’autostrada.

 

I dieci anni del blog

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Esattamente  dieci  anni  fa, cioè  il  12  gennaio  del  2007,  iniziai  la  mia  avventura  con  questo  blog  scrivendo  un  brevissimo, scarno  post  di  presentazione. All’epoca  gestivo  anche  un  altro  spazio, un  blog  dedicato  all’attualità  politico-sociale  aperto  nell’agosto  del  2006; così, Oltre  il  cancello  doveva  essere, nelle  mie  intenzioni, un  piccolissimo  luogo  di  svago, un’isola  di  quiete  senza  alcuna  pretesa, le  pagine  cui  avrei  affidato  pensieri  lievi, a  volte  persino  frivoli, in  contrasto  con  la  serietà  del  mio  blog  principale.

Ma  nel  gennaio  del  2009  chiusi  definitivamente  il  blog  incentrato  sull’attualità  e  decisi  di  dedicarmi  soltanto  a  questo. Scelsi, cioè, lo  svago, il  disimpegno, la  quiete, la  fantasia, la  bellezza, la  serenità. In  un  certo  senso, scelsi  il  distacco  dal  mondo. E  non  me  ne  sono  pentita.

Come  ho  detto  altre  volte, questo  blog  ha  l’unico  scopo  di  intrattenere  i  lettori, regalando  un  po’  di  divertimento, alcune  emozioni, qualche  spunto  di  riflessione, belle  immagini, bei  colori. Ho  scritto  con  continuità  per  dieci, lunghi  anni; perciò, chi  legge  probabilmente  può  pensare  che  io  non  abbia  mai  attraversato  periodi  di  crisi, momenti  di  stanchezza  in  cui  avrei  voluto  chiudere  quest’esperienza. In  realtà, varie  volte  sono  stata  sul  punto  di  interrompere  tutto; ma  poi  non  l’ho  fatto  perché  sono  molto  affezionata  a  questa  mia  creatura,  e  alla  cura  con  cui  ho  cercato  di  trattarla  nonostante  il  poco  tempo  a  disposizione.

Adesso, riandando  con  la  mente  a  quel  lontano  gennaio  del  2007, ricordo  con  strana  precisione  i  sentimenti  che  provai  allora, mentre  mi  accingevo  a  cominciare  questo  percorso. Ricordo  la  gioia, l’entusiasmo, il  divertimento  con  cui  scrissi  i  primi  post, sentendomi  leggera  e  spensierata  mentre  affrontavo  argomenti  così  lievi, così  impalpabili, per  qualcuno  forse  inutili. Era  inverno, era  freddo, era  gennaio  e  io  mi  divertivo  moltissimo  a  scrivere  di  feste, di  neve  e  di  Holly  Hobbie  ignorando  come  sarebbe  andata  a  finire. Insomma, non  avrei  mai  pensato  che  dieci  anni  dopo  sarei  stata  qui  a  rievocare  quei  momenti. Ma  di  questo  devo  ringraziare  tutti  coloro  che  hanno  letto, in  silenzio  o  commentando, le  tante, tantissime  parole  che  ho  scritto  nel  corso  degli  anni. Se  sono  ancora  qui  è  anche  merito  di  tutti  i  singoli  lettori  che  mi  hanno  accompagnata  in  questo  lungo  cammino. 🙂

Oltre  il  cancello, allora, resta  aperto: questo  giardino  è  disponibile  ad  accogliere  chiunque  voglia  perdersi  fra  i  suoi  viali, i  suoi  prati, le  sue  siepi, i  suoi  angoli  bui  e  i  suoi  fiori. Mentre  le  stagioni  passano  una  dopo  l’altra.

Fine settimana

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In  fondo, se  consideriamo  che  ieri  è  stata  l’Epifania, possiamo  pensare  che  questo  fine  settimana  sia  una  sorta  di  prolungamento  delle  festività  natalizie. Allora,  l’immagine  con  le  tazze  così  decorate  è  ancora  adatta  all’occasione. Buon  riposo, buon  divertimento, buon  tutto.

A gennaio

L’anno  è  cominciato  luminoso  e  soleggiato  ma  freddo. E  il  gelo  dovrebbe  aumentare  domani  e  dopodomani, quando  arriverà  l’Epifania. Non  c’è  da  stupirsi: siamo  a  gennaio, severissimo  mese  d’inverno, impietoso  e  anche  un  po’  sadico. Ma  questo  è, prendere  o  lasciare.

E  allora, che  inverno  sia: che  venga  il  grigio  scuro  ad  appannare  i  contorni  delle  strade, delle  case  e  delle  persone; che  venga  la  nebbia  fitta  ad  abbracciare  le  strette  vie  del  centro, per  celarle, proteggerle, renderle  evanescenti; che  venga  la  neve  a  nascondere  angoli, spigoli, pensieri  e  fantasie. Perché  l’inverno  è  il  trionfo  della  casa, delle  mura  domestiche, delle  stanze  calde  e  confortanti:

stanza

Talvolta, mentre  fuori  piove  e  la  giornata  sembra  troppo  scura, in  una  stanza  chiusa  possono  assalirci  ansie  e  tormenti  o  si  può  stare  in  attesa:

sospiri

Altre  volte, invece, si  può  conversare  serenamente:

conversazione

Poi  magari  squilla  il  telefono  e  dobbiamo  rispondere:

lettera

Oppure  usiamo  il  computer  per  comunicare  via  internet:

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In  una  stanza, mentre  fuori  piove  oppure  nevica, si  può  pensare  a  tante  cose, ci  si  può  sbizzarrire  con  l’immaginazione  e  si  possono  anche  fare  molti  progetti. Ma  in  quest’ultimo  caso  è  bene  non  essere  troppo  avventati, troppo  impulsivi  e  imprudenti, perché  si  rischia  di  commettere  gravi  errori:

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In  sintesi: casa, stanze, finestre  chiuse, luci  accese, intimità, silenzio, serietà, ordine, sobrietà. L’inverno  ci  chiede  di  essere  maturi  e  austeri,  in  attesa  di  poter  tornare  adolescenti  e  un  po’  capricciosi  quando  arriverà  la  primavera.

 

Verso il nuovo anno

Questi  ultimi  giorni  del  2016  sono  freddi  ma  estremamente  luminosi: qui  il  sole  ha  dominato  nonostante  la  stagione, determinando  così  un’atmosfera  diversa  da  quella  che  mi  attendevo  e  che  è  tipica  di  questo  periodo. In  genere, le  giornate  che  separano  il  Natale  dall’inizio  del  nuovo  anno  sono  grigie  se  non  estremamente  cupe, oltre  che  silenziose – quel  silenzio  che  segna  il  riposo  prima  di  nuove  feste  e  nuovi  eccessi. E  silenzio  e  oscurità, mentre  l’anno  si  sta  dissolvendo, hanno  il  merito  di  contribuire  a  creare  un’atmosfera  particolare, quasi  uno  stato  di  sospensione  che  non  ha  eguali  in  altri  momenti  e  in  altre  stagioni.

Ma  questo  sole  insistente – questa  luce  fredda  ma  costante – non  parla  di  sospensione, di  magica  attesa, di  misteriosa  ambiguità  durante  l’inevitabile  passaggio. Il  sole, che  tutto  illumina  e  rallegra, spoglia  le  strade, gli  oggetti  e  le  persone  di  quel  velo  che  rende  arcano  e  attraente  persino  ciò  che  attraente  non  è. E  allora  quella  vertigine  dell’anima  che  sempre  avverto  mentre  l’anno  fugge  via, adesso  è  assente.

Intanto, però, vorrei  augurare  Buon  Anno  a  tutti  coloro  che  faranno  una  passeggiata  su  questo  blog. Ciò  che  auguro, al  di  sopra  di  ogni  cosa, è  che  ciascuno  possa  trovare  la  propria  strada  se  l’ha  smarrita  o  ritiene  di  non  averla  ancora  incontrata. Trovare  la  propria  strada  significa  anche  comprendere  bene, in  profondità, ciò  che  si  desidera  veramente  e  ciò  di  cui  bisogna  liberarsi. I  passaggi, infatti, a  volte  richiedono  coraggio  e  tagli  netti: non  basta  imboccare  un  sentiero  e  percorrerlo  sperando  di  raggiungere  una  meta; a  volte,  occorre  liberarsi  da  fardelli  inutili  e opprimenti  per  poter  procedere  meglio  nel  proprio  cammino.

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E  poi  sì, che  il  nuovo  anno  sia  scintillante, pieno  di  sorprese, di  bei  pensieri, di  ottimismo  e  di  capacità  di  andare  avanti. 🙂