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Archive for the ‘fantasie’ Category

Luce di maggio

Chiara, ferma  e  talvolta  indecisa, lievemente  turbata – ma  solo  per  un  attimo, solo  per  un  frammento  di  questo  tempo  infinito. E  poi  la  pace, il  complicato  mosaico  dei  pensieri, i  segreti  dell’anima  che  vacilla,  mentre  il  pomeriggio  scorre, freme, vive  a  dispetto  di  tutto  e  di  tutti.

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Richiami

Si  alza  il  vento, silenzioso, cauto. Il  cielo  appare  inquieto, vago, quasi  in  affanno. Sembra  che  il  tempo, misteriosamente, si  sia  fermato  almeno  un  istante. Adesso, a  dominare  è  l’attesa,  in  questa  atmosfera  evanescente, di  azzurro  opaco  diluito  e  stanco.

Sono  sbiaditi  frammenti  d’eternità – muti, furtivi. Mentre il  vento  agita  le  tende  e  parla, quasi  fosse  un  richiamo  da  un  altro  mondo.

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E poi la sera

autunno30

Riflessi di giorni  lontani –  stralci  di  oro  e  di  azzurro. Il  pomeriggio  intona  un  canto  sommesso,  dissolvendosi  nell’oscurità  fredda  e  disfatta. Scompaiono  le  foglie, desolati  frammenti  sotto  la  pioggia  stanca – e  poi  la  sera  e  i  volti  deformi  celati  dietro  il  fragile  velo  dei  ricordi.

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autunno27

È  arrivato  ottobre, enigmatico, sensibile  e  profondo. La  sua  delicata  complessità  sfugge  anche  allo  sguardo  più  attento: davanti  ai  nostri  occhi, ottobre  dispiega  gioia  e  malinconia, lacrime  e  sorrisi, estatiche  lentezze  e  improvvise  accelerazioni.

Il  primo  freddo  pungente  al  mattino, l’indecisione  del  cielo  fra  il  sole  e  l’oscurità, le  ombre  che  si  allungano  durante  il  pomeriggio, l’atmosfera  rarefatta. E  poi  la  nebbia, timida  e  incerta, ad  accarezzare  dolcemente  pensieri,  sentimenti  e  segreti; e  i  viali  calmi, muti  spettatori  della  vita  che  passa  e  scompare  in  fretta. Comincia  lo  spettacolo  delle  foglie  morenti – e  comincia  adagio: foglie  rosse  nei  parchi, lungo  le  strade, nelle  aiuole  che  tutti  ignorano  e  che  invece  sono  lì, anno  dopo  anno, stagione  dopo  stagione.

Talvolta, si  vorrebbe  che  quelle  foglie  parlassero, che  ci  indicassero  la  via, che  ci  suggerissero  il  sentiero  da  percorrere. Tavolta  si  percepisce  invece  qualcosa  di  oscuro, un  presagio  o  forse  il  nulla – la  fantasia  malata  dei  giorni  più  tetri  e  spenti. Eppure, ottobre  racconta  sempre  qualcosa. Magari  inaspettatamente, quando  il  crepuscolo   diventa  un  canto  misterioso  e  lento.

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Il cielo stanco

Fermo  il  cielo  bianco – asfittico, irresoluto, stanco. Stremati  i  muri  delle  case  vuote,  chiuse, in  attesa. Stremati  i  campi, povere  anime  indifese  al  sole; immobili  i  monti,  taciturni  e  quasi  felici, ubriachi  di  luce, sazi  di  agosto.

Talvolta, quando  in  città  il  pomeriggio  prosegue  con  lentezza  esasperante, a  invaderci  è  soltanto  una  quiete  senza  colore, senza  alcun  tono  degno  di  nota. Ma  è  pur  sempre  qualcosa.

abetone

(La  foto  è  tratta  da: http://www.turismo.intoscana.it/allthingstuscany/aroundtuscany/tuscan-travel-dreams/)

 

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Da una finestra

tende

Nonostante  giugno  segni  l’inizio  dell’estate  meteorologica, quest’anno  la  luce, l’atmosfera  e  il  clima  sono  ancora  quelli  tipici  della  tarda  primavera. Così, capita  che, nel  tardo  pomeriggio, mentre  ci  si  avvia  verso  l’ora  di  cena, la  luminosità  della  mia  stanza  appaia  smorzata. E,  se  apro  una  finestra, il  vento  muove  le  tende  ed  entra  in  casa  quasi  furtivo.

Le  tende  che  danzano  al  vento – una  meraviglia  di  primavera. Si  può  obiettare  che  in  tutte  le  stagioni  il  vento  muove  le  tende  delle  nostre  finestre, quando  queste  sono  aperte. Ed  è  vero. Ma  in  primavera  ciò  assume  una  connotazione  del  tutto  peculiare:  mentre  il  lunghissimo  pomeriggio  si  sfalda  adagio  nella  sera, è  la  luce  a  fare  la  differenza, quella  luce  chiara  e  ferma  ma  obliqua,  e  perciò  densa  di  mistero. Una  luce  serena  anche  quando  il  cielo  sembra  incerto; una  luce  serena  eppure  modesta  e  cauta  e  pensierosa.

Così, quando  il  vento  compare  d’improvviso  da  una  finestra  aperta  e  le  tende  cominciano  ad  agitarsi, si  resta  muti, come  in  attesa  di  qualcosa  o  di  qualcuno  che  non  si  sa  nominare, che  non  si  può  neppure  immaginare. E  gioia, dolore, speranza, malinconia, sgomento  si  fondono  in  un  abbraccio  che  lascia  quasi  senza  respiro. Perché  quella  strana  luce  chiara  che  si  unisce  alle  ombre  è  un  presagio  che  non  si  può  interpretare, ma  che  parla  all’interiorità  con  un  linguaggio  incomprensibile – un  linguaggio  arcano  che  non  appartiene  a  questo  mondo.

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primavera30

19:26. Poter  scrivere  ora, mentre  il  pomeriggio  se  ne  va  adagio, è  un  privilegio. In  questi  giorni, la  primavera  prosegue  con  le  sue  incertezze, malandata  e  ritrosa,  regalandoci  altri  momenti  di  quieta  sospensione – quei  meravigliosi  passaggi  verso  la  sera  che  sembrano  volerci  incantare, sedurre, ammaliare  con  garbo, avvolgendoci  in  un  abbraccio  silenzioso.

E  allora  le  ombre  sono  parole  sommesse, rivelazioni inaspettate, frammenti  di  ricordi, mentre  d’improvviso  tornano  altre  stagioni, altre  dolcissime  primavere – forse  mai  esistite, forse  impossibili  eppure  vive, intense, quasi  di  carne  e  di  sangue  nella  loro   stupefacente  bellezza.

Si  scivola  così  nella  sera  e  poi  nella  notte  senza  alcun  timore.

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