La lezione


Nessuna fretta: la lentezza è indispensabile per ottenere ottimi risultati. Ma non è una semplice questione d’insegnamento, non si tratta di regalare agli altri, dall’alto del proprio sapere, cristallizzati frammenti di un’inesistente verità. Si vuole soltanto indicare qualche via, suggerire alcuni sentieri inesplorati, mostrare colori celati sotto opprimenti oscurità, far apprezzare albe e tramonti, dare voce al silenzio.

Non vi è alcuna ingenuità sottesa a simili intenzioni, ma un disegno ben preciso accompagnato dal sereno e saggio disincanto della consapevolezza: molti non coglieranno, altri si annoieranno, altri ancora crederanno di vedere ombre là dove il sole è soltanto leggermente pallido. Ma non importa. Importa il tentativo, importa l’impegno, importa che alcune suggestioni raggiungano i pochi disposti a farle proprie.

(In foto il dipinto La lezione, di Silvestro Lega)

  1. Credo che l’intento pedagogico per lo più sfugga a chi legge ed è convinto che ci siano solo descrizioni di stati d’animo personali. C’è molto da apprendere in verità e nel senso che hai scritto tu, senza voler “insegnare” in senso stretto ma stimolando riflessioni e autonomia di giudizio e di comportamento. Indicare vie, appunto.

  2. Diceva Socrate a chi veniva da lui spinto dalla fama della sua grande saggezza : “Amico mio, io solo questo sò con certezza : di non sapere” !
    E quella sua “convinta consapevolezza” lo spinse sempre a ‘voler conoscere’ sempre di più, mai arrestandosi con l’ orgoglio di aver concluso il suo percorso .
    Scoprì in tal modo che, in ognuno di noi, c’ è un universo immenso da scoprire, da conoscere, da navigare : l’ universo dell’ anima !
    E’ attraverso la riflessione della nostra anima, Lady @Romina, che ci confrontiamo con noi stessi e con gli altri .
    Noi, che lo si voglia oppur nò, emaniamo piccole luci, come finestre illuminate di una casa seminascosta dalla notte . Passa un viandante smarrito, e quel lume fioco che spezza il buio dell’ oscurità e dell’ ansia, lo rincuora e ne sostiene la ripresa del passo indicandogli un poco la via .
    L’ abitante della casa non lo sà, nè voleva insegnare qualcosa al viandante, eppure quella sua piccola luce non fù vana !

    • Cavaliere, vedo che hai capito al volo a chi mi sono ispirata: al buon Socrate. Del resto, questa è la mia materia.

      Bisogna poi cercare d’incoraggiare chi scrive e chi insegna pensando che tali professioni siano vane. Mi ripeto volentieri a costo di essere noiosa: vale la pena sforzarsi anche se in tanti casi si fallirà l’obiettivo.

      • Vado a pezzi e a bocconi causa mancanza di tempo. Mi spiego meglio perché nel commento precedente sono stata criptica. A volte chi svolge lavori intellettuali si sente deluso di fronte all’indifferenza, ai pregiudizi, al disprezzo nei confronti della cultura e alle ricorrenti mistificazioni di tanti. Ecco, nonostante queste difficoltà con le quali è inevitabile scontrarsi, forse vale la pena proseguire comunque.

        Edit: ancora complimenti al Cavaliere perché ha “riconosciuto” sotto poche enigmatiche parole il personaggio che ha ispirato il post.
        🙂

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