Coronavirus: occorre essere razionali e responsabili

L’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus è nota, così come sono note le nuove disposizioni emanate dalle autorità. In momenti come questi, bisognerebbe evitare le polemiche politiche e cercare di collaborare per contenere la diffusione della malattia. Collaborare significa capire alcune cose e impegnarsi attivamente per il bene di tutta la comunità, senza egoismi e isterie collettive.

Contenere la diffusione del virus è indispensabile per evitare che il sistema sanitario nazionale collassi, trascinando con sé la vita di molte persone, a partire da coloro che già soffrono di gravi patologie e che non potrebbero sopravvivere a un eventuale contagio.

Scappare dalle aree “rosse”, affollando stazioni e treni, è un atto sbagliato e potenzialmente gravido di conseguenze negative: si rischia di ammalarsi proprio perché si viaggia stipati come bestie, e si diffonde il contagio velocemente a moltissime altre persone. Restarsene a casa, invece, è una scelta intelligente e razionale, perché riduce notevolmente il rischio di esporre se stessi e gli altri ai danni del virus. Non è un concetto di difficile comprensione, ma pare che a molti sfugga.

E che dire di chi lascia queste nostre aree per andare in vacanza? Ecco qui un caso: due ragazzi italiani sono partiti da Parma per andare in vacanza a Madrid. Per fortuna sono stati beccati e denunciati. Ma chissà quante persone stanno circolando con le medesime intenzioni, le stesse persone che, se si ammaleranno, se la prenderanno con il governo, con Dio e anche con la Fata Turchina, pur di non ammettere a se stesse le proprie responsabilità. Si sa, è sempre colpa degli altri.

Cerchiamo di essere intelligenti: si può vivere bene anche senza partire adesso per le vacanze, partecipare a feste ed eventi e scatenarsi in modo convulso per imperscrutabili ragioni.

Scrivere


Non è facile. Richiede concentrazione, impegno, isolamento, pazienza, sforzo, riflessione. A volte comporta anche frustrazione, perché il risultato finale non è quello desiderato. Eppure, per amore, si fa.

Mai come in questo caso è vero che l’amore vince su tutto. Quando si ha questa passione nel sangue, quando la si avverte dentro di sé in maniera prepotente, si supera qualsiasi ostacolo, qualsiasi fatica, qualsiasi dolore. Per alcuni scrivere è una necessità vitale, come l’aria che si respira e senza la quale sarebbe impossibile andare avanti.

Per alcuni, i fogli bianchi sono sempre un invito al quale è difficile sottrarsi. Trovarli poi d’improvviso, dimenticati in qualche cassetto impolverato e aperto per errore, è un regalo emozionante, quasi un segno del destino: è come se quei fogli avessero atteso a lungo, celandosi volentieri allo sguardo superficiale del mondo, solo per offrirsi a chi li ama davvero.

(In foto il dipinto Bambina che scrive, di Telemaco Signorini)

La lezione


Nessuna fretta: la lentezza è indispensabile per ottenere ottimi risultati. Ma non è una semplice questione d’insegnamento, non si tratta di regalare agli altri, dall’alto del proprio sapere, cristallizzati frammenti di un’inesistente verità. Si vuole soltanto indicare qualche via, suggerire alcuni sentieri inesplorati, mostrare colori celati sotto opprimenti oscurità, far apprezzare albe e tramonti, dare voce al silenzio.

Non vi è alcuna ingenuità sottesa a simili intenzioni, ma un disegno ben preciso accompagnato dal sereno e saggio disincanto della consapevolezza: molti non coglieranno, altri si annoieranno, altri ancora crederanno di vedere ombre là dove il sole è soltanto leggermente pallido. Ma non importa. Importa il tentativo, importa l’impegno, importa che alcune suggestioni raggiungano i pochi disposti a farle proprie.

(In foto il dipinto La lezione, di Silvestro Lega)