Vento d’estate

vento

È  l’ora  indefinita  e  stanca  che, d’estate, precede  la  sera. Si  alza  il  vento, si  muovono  le  tende  davanti  alle  finestre  spalancate, una  pallida  sfumatura  di  giallo  interrompe  il  flusso  della  luce  trasparente.  Così  il  tempo  diventa  altro, mentre  le  mura  intorno  svaniscono,  la  giornata  è  scivolata  via  per  sempre  e  il  silenzio  è  un  respiro  affannoso  e  lento.

Le  tende  che  danzano  al  vento, il  tempo  che  ormai  non  è  più –  come  se  dovesse  arrivare  qualcosa,  come  se  tutto  d’improvviso  dovesse  mutare. E  si  abbandona  ogni  difesa, ci  si  lascia  trasportare, ci  si  affida  al  passato  e  al  presente, confusi  nella  luce  che  trema  d’un  brivido  strano: compaiono  prati  e  infiniti  tramonti  e  vivaci  colori  di  tanti  anni  fa; ritornano  campi  e  magie  d’altri  tempi  e  insperati  colori  di  tanti  anni  fa.

Le  tende  che  danzano  al  vento, l’estate  che  inventa  illusioni, il  tempo  che  intreccia  ricordi.

 

Luce a settembre

Inizia  settembre, uno  dei  mesi  più  dolci  dell’anno. La  sua  bellezza   è  un’armonia  di  piccole  cose, che  sono  poi  le  più  grandi  e  affascinanti:  alcune  ombre  che  accompagnano  le  mattine  e  i  pomeriggi, le  prime  lunghe  piogge  che  cancellano  l’estate, i  tanti  intermezzi  miti   che  regalano il  desiderio  di  uscire, di  guardare  il  cielo  e  i  tramonti, di  lasciarsi  coccolare  dal  sole  finalmente  tiepido.

Oggi  la  giornata  è  instabile  e  l’aria  decisamente  fresca. Ma  non  manca  la  luce, quella  speciale  luce  di  settembre  che  arriva  dritta  al  cuore  con  la  sua  timidezza  e  discrezione: è  la  luce  più  bella  e  più  intensa, quella  che  prelude  alle  lunghe, profonde  riflessioni  di  pomeriggi  autunnali  azzurri  e  grigi, enigmatici  e  quieti, spenti  eppure  vivi. Quella  che  prelude  a  un’altra  stagione.

A settembre


Cambia la luce, lentamente, senza ostentazione, con grazia quasi sovrumana. Settembre, si sa, non è vanitoso: fa il suo ingresso con l’invidiabile calma di chi non conosce furori e folli passioni e insopportabili dolori.

I giardini sono tiepidi e dorati, le giornate s’accorciano, i tramonti sono vertigini di ricordi. Quando la pioggia avrà bagnato le strade, il passaggio sarà finalmente compiuto.

La lezione


Nessuna fretta: la lentezza è indispensabile per ottenere ottimi risultati. Ma non è una semplice questione d’insegnamento, non si tratta di regalare agli altri, dall’alto del proprio sapere, cristallizzati frammenti di un’inesistente verità. Si vuole soltanto indicare qualche via, suggerire alcuni sentieri inesplorati, mostrare colori celati sotto opprimenti oscurità, far apprezzare albe e tramonti, dare voce al silenzio.

Non vi è alcuna ingenuità sottesa a simili intenzioni, ma un disegno ben preciso accompagnato dal sereno e saggio disincanto della consapevolezza: molti non coglieranno, altri si annoieranno, altri ancora crederanno di vedere ombre là dove il sole è soltanto leggermente pallido. Ma non importa. Importa il tentativo, importa l’impegno, importa che alcune suggestioni raggiungano i pochi disposti a farle proprie.

(In foto il dipinto La lezione, di Silvestro Lega)