Lettura romantica

lettura romantica

Leggere  tranquilli  all’aperto, in  una  mite  giornata  di  primavera, quando  la  dolcezza  del  sole  e  dell’aria  si  fondono  in  un  abbraccio  silenzioso  per  inondarci  di  tepore, per  accarezzarci, per  regalarci  qualche  sogno – ancora, nonostante  il  disincanto.

Leggere  sereni  all’aperto, senza  temere  lo  scorrere  delle  ore, il  declino  del  pomeriggio, la  sera  che  verrà. Sapendo  che  non  sono  giorni  di  pioggia, questi, non  sono  giorni  di  cielo  irritato  e  dispettoso, di  nuvole  impazzite, di  sospiri  trattenuti  a  stento.

Sono  invece  preziosi  giorni  di  quiete, giorni  di  luce  obliqua  tesa  ad  afferrare  l’infinito – e  a  sussurrare  parole, poesie  e  canti  che  si  credevano  perduti.

(Nell’immagine  il  dipinto  Lettura  romantica, di  Silvestro  Lega)

Nel tempo


C’è qualcosa di rassicurante nella consapevolezza: si conoscono le cose per ciò che sono, si cammina con saggio disincanto lungo le affollate strade del mondo. E si prendono le opportune pause, si coltivano gli indispensabili silenzi, si evita di parlare quando non ne vale la pena. I regali fatti dal trascorrere del tempo sono davvero preziosi.

(Nell’immagine il dipinto Il libro giallo, di Federico Zandomeneghi)

Di saggezza e disincanto


Non si tratta soltanto di esaltare i propri pregi. Vi è una ragione molto più profonda, che cela una saggezza infinita: non si possono mostrare a chiunque le ferite dell’anima, l’inevitabile stanchezza dopo le notti insonni, il disincanto che pervade ogni pensiero.

(Nell’immagine il dipinto L’ultima occhiata, di Federico Zandomeneghi)

La lezione


Nessuna fretta: la lentezza è indispensabile per ottenere ottimi risultati. Ma non è una semplice questione d’insegnamento, non si tratta di regalare agli altri, dall’alto del proprio sapere, cristallizzati frammenti di un’inesistente verità. Si vuole soltanto indicare qualche via, suggerire alcuni sentieri inesplorati, mostrare colori celati sotto opprimenti oscurità, far apprezzare albe e tramonti, dare voce al silenzio.

Non vi è alcuna ingenuità sottesa a simili intenzioni, ma un disegno ben preciso accompagnato dal sereno e saggio disincanto della consapevolezza: molti non coglieranno, altri si annoieranno, altri ancora crederanno di vedere ombre là dove il sole è soltanto leggermente pallido. Ma non importa. Importa il tentativo, importa l’impegno, importa che alcune suggestioni raggiungano i pochi disposti a farle proprie.

(In foto il dipinto La lezione, di Silvestro Lega)