Mentre novembre scivola via

E  così, in  un’alternanza  di  giorni  luminosi  e  di  giorni  di  pioggia, novembre  sta  scivolando  via   per  dissolversi  nel  freddo  e  nella  nebbia  che  preludono  all’inverno. Nell’immaginario  dei  più, questo  mese  è  l’emblema  dello  squallore  e  della  tristezza, della  vita  che  si  sfalda  senza  celare  la  sua  agonia, incurante  dell’insensibilità  del  mondo, quasi  martire  dell’indifferenza  altrui.

In  realtà, novembre  è  anche  quiete, dolcezza, poesia. Quando  il  cielo  è  sereno  e  il  sole  riesce  a  splendere, si  avverte  un  calore  particolare, una  gioia  talmente  profonda  da  non  poter  essere  raccontata. È  il  momento  del  passato  e  del  presente  che  si  fondono  creando  nuovi, inaspettati  colori, è  il  momento  della  consapevolezza  che  si  trasforma  in  serenità, è  la  pace  che  niente  e  nessuno  può  scalfire.

La  verità  è  che  il  freddo  e  lo  squallore  esterno  possono  brillantemente  convivere  con  la  serenità  interiore.

lega

(La  visita, Silvestro  Lega, 1868)

Scende la sera


Scende la sera lentamente, senza ostentazione. D’autunno i pomeriggi sono brevi, timide attese e intense poesie.
Scende la sera lentamente, ed è uno strano calore.

Scende la sera lentamente, la strada resta muta, l’autunno mormora al cuore: che sia l’inizio o la fine non importa. Resta la consapevolezza, gelida come l’inverno che dovrà arrivare.

Nel tempo


C’è qualcosa di rassicurante nella consapevolezza: si conoscono le cose per ciò che sono, si cammina con saggio disincanto lungo le affollate strade del mondo. E si prendono le opportune pause, si coltivano gli indispensabili silenzi, si evita di parlare quando non ne vale la pena. I regali fatti dal trascorrere del tempo sono davvero preziosi.

(Nell’immagine il dipinto Il libro giallo, di Federico Zandomeneghi)

La lezione


Nessuna fretta: la lentezza è indispensabile per ottenere ottimi risultati. Ma non è una semplice questione d’insegnamento, non si tratta di regalare agli altri, dall’alto del proprio sapere, cristallizzati frammenti di un’inesistente verità. Si vuole soltanto indicare qualche via, suggerire alcuni sentieri inesplorati, mostrare colori celati sotto opprimenti oscurità, far apprezzare albe e tramonti, dare voce al silenzio.

Non vi è alcuna ingenuità sottesa a simili intenzioni, ma un disegno ben preciso accompagnato dal sereno e saggio disincanto della consapevolezza: molti non coglieranno, altri si annoieranno, altri ancora crederanno di vedere ombre là dove il sole è soltanto leggermente pallido. Ma non importa. Importa il tentativo, importa l’impegno, importa che alcune suggestioni raggiungano i pochi disposti a farle proprie.

(In foto il dipinto La lezione, di Silvestro Lega)

Gli anni


Il sole del mattino lungo le strade addormentate, la luce malata, l’autunno sfolgorante, i passi rapidi, le immagini che si susseguono nella mente, passato e presente aggrovigliati. Ma un nodo si è sciolto: quel che contava tanto ora non conta più.
Benedetto il gelo, benedetta la consapevolezza, benedetti gli anni che passano.

Di foglie cadute


Lo chiamerei umore di pioggia e di foglie cadute troppo in fretta.
L’aria è incerta: scompare per riapparire sempre più stanca e poi torna a nascondersi. Si ha l’impressione che il cielo non conosca pietà né misericordia.

Umore di pioggia e di foglie cadute troppo in fretta e di consapevolezze che non lasciano respiro.

Lungo il sentiero

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C’è un sentiero che conduce verso una meta sconosciuta. Non importa il tempo che sarà necessario per percorrerlo: importano il cammino e la pace e i silenzi.
Importa proseguire senza cedere agli affanni, nella consapevolezza che, qualsiasi sia la destinazione finale, non avremmo potuto fare altrimenti. Perché non c’era altro sentiero.