Sereno d’inverno


Oltre i vetri appannati, un panorama spettrale. Eppure, l’oscurità della notte, crudele e minacciosa, non riesce a scalfire la serenità di queste ore. Attendiamo senza brividi la nebbia: invaderà le strade e il giorno di festa, parlandoci di gioie e di vecchie emozioni.

Il freddo non può nulla stanotte. C’è un sogno che avvolge e incanta, e poi infinite stelle oltre il cielo nero.

Alla fine di gennaio


Ho trascorso circa tre quarti d’ora a cercare immagini di dipinti ottocenteschi, perdendomi fra colori e atmosfere ma senza decidermi. In realtà avevo quasi scelto, quando una voce interiore, saggia e cortese, mi ha consigliato di fermarmi. Arriva sempre un momento in cui occorre fermarsi per riordinare le idee, recuperare la necessaria lucidità e attendere che le ombre, almeno quelle più cupe, svaniscano.

Queste giornate di fine gennaio sono sempre freddissime. Tuttavia, sembra che il gelo non impedisca ad alcuni di uscire a quest’ora: dalla strada, infatti, arrivano grida e risate. Il divertimento del venerdì sera prosegue nonostante l’inverno e il copione è sempre lo stesso. Assistendo al ripetersi dei medesimi riti, sulla medesima via e stagione dopo stagione, si ha l’impressione che nulla cambi mai. Eppure qualcosa dovrà mutare.

Gennaio se ne sta andando, terribile come sempre, col suo volto severo e gli occhi duri di chi non riesce a provare alcuna pietà. Ma quasi non l’ho vissuto perché l’ho sentito fuggire via in fretta, e l’ho guardato con freddo distacco, addirittura con una punta di disprezzo. Ormai neppure gennaio riesce a colpirmi. Questa è la prova che gli anni non sono trascorsi invano.

Qualche pensiero


Il pensiero sorge inevitabilmente perché, lo scorso dodici gennaio, questo blog ha compiuto quattro anni. Ma, siccome non amo le ricorrenze, non ho intenzione di soffermarmi sulla storia e l’evoluzione di Oltre il cancello.

Naturalmente sono anche una lettrice. Fra i vari blog che leggo più assiduamente ci sono, ad esempio, quelli di Sabby e di Valentina, per citarne soltanto due. Ad attirarmi, in questi blog come in altri, è il loro essere dei diari on line in cui le autrici parlano di se stesse e della loro quotidianità, delle loro scelte e dei loro pensieri più immediati. Questo fa sì che sia facile identificarsi in quanto viene letto, o che si traggano interessanti spunti di riflessione su questioni concrete, di vita vissuta.

Talvolta mi è capitato di parlare con persone che non comprendono le ragioni di questo esporsi sui blog: pensano che sia una sorta di mettersi in piazza, o ritengono che scrivere pubblicamente sia solo e sempre uno sfogo personale dovuto a chissà quali motivi. Sono opinioni legittime, soprattutto perché spesso dovute alla non-conoscenza del variegato mondo di internet. Ma la realtà – e noi che siamo qui lo sappiamo – è ben diversa e molto più complessa.
Quando si sceglie di aprire un blog, non ci si mette in piazza nel senso più negativo dell’espressione, o almeno non è questa l’intenzione, ma si condivide, cioè si sceglie di far partecipi altre persone, di pensieri, riflessioni e piccolissime parti della nostra esistenza. Ci si può domandare: perché farlo? Perché condividere? Perché è normale che, avendo un nuovo strumento di comunicazione di cui disporre, le persone più curiose s’avventurino a usarlo, ciascuno nel modo che preferisce, e perché, per chi ama scrivere ed è abituato a farlo, avere un blog è un fatto quasi fisiologico o una tentazione cui è difficile resistere.

Pertanto sì, continuerò a scrivere, sperando di essere qui ancora fra un anno. Così come spero che saranno ancora qui tutti i blogger che amo visitare. 🙂

I fiori e la stanza


Che la giornata sia serena o piovosa non importa, perché la pace che invade la stanza è assoluta e nulla potrà turbarla. Qui, mentre dalla strada non giungono voci, c’è tutto il tempo per disporre i fiori. Hanno colori diversi e toni contrastanti; alcuni sono delicati e quasi temono di farsi guardare, altri sembrano persino irriverenti nella loro indomabile vitalità. Ma, al di là delle differenze, stanno bene insieme e, una volta messi nel vaso, parlano di sentimenti, d’emozioni e di pensieri infiniti.

(In foto il dipinto Fanciulla che dispone i fiori, di Federico Zandomeneghi)

Una passeggiata particolare


Non è come attraversare un prato a primavera, mentre il cielo sorride e i fiori sembrano parlare al vento; non è neppure come percorrere un sentiero quando l’autunno esibisce il meglio di sé e ci colpisce al cuore. Eppure è una passeggiata, una passeggiata su internet. Nel mio caso è caratterizzata da alcune abitudini ormai quasi irrinunciabili: c’è il blog da controllare, curare e migliorare, il solito forum in cui discutere dei casi di cronaca che m’interessano, i quotidiani on line da leggere, altri blog da visitare. E tutto ciò è accaduto per pura curiosità: desideravo studiare questo nuovo mezzo di comunicazione, capirne il funzionamento e le potenzialità; per farlo, ho dovuto ricorrere al metodo più adeguato, ossia all’esperienza. Mentre si fa, si apprende.

Ormai so cosa mi piace e cosa mi lascia indifferente, cosa mi attira e cosa respingo con forza. Ho scelto il mio sentiero, insomma, dopo averne visitati tanti al solo scopo di capire, e mi piace perché l’ho tracciato io poco alla volta, tessera dopo tessera, come se stessi formando un mosaico. Così, nonostante gli impegni e gli svaghi della vita reale, e spesso a dispetto della stanchezza, mi trovo quasi ogni giorno a compiere questa passeggiata tanto particolare. Magari non posso camminare lungo l’intero sentiero, però percorro sempre qualche metro.

(In foto, I papaveri di Claude Monet)

Stranezze in bacheca


Ho ricevuto questo messaggio, ho riso molto e perciò lo pubblico. 😀 In fondo, ci regala anche un buon insegnamento: attenti a ciò che scriviamo e soprattutto a come lo scriviamo, perché l’effetto finale può essere molto stravagante.
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Annunci letti sulle bacheche delle parrocchie. E tutti veri.

– Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un’area attrezzata per i bambini!

-Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme. Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.

– Il gruppo di recupero della fiducia in se stessi si riunisce Giovedì sera alle 7. Per cortesia usate le porte sul retro.

– Venerdì sera alle 7 i bambini dell’oratorio presenteranno l’Amleto di Shakespeare nel salone della chiesa. La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia.

-Care signore non dimenticate la vendita di beneficenza! È un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti.

– Tema della catechesi di oggi:”Gesù cammina sulle acque”. Catechesi di domani:”In cerca di Gesù”.

– Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l’estate, con i ringraziamenti di tutta la parrocchia.

– Ricordate nella preghiera tutti quanti sono stanchi e sfiduciati della nostra parrocchia.

– Il torneo di basket delle parrocchie prosegue con la partita di mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di sconfiggere il Cristo Re!

– Il costo per la partecipazione al convegno su “Preghiera e digiuno” è comprensivo dei pasti.

– Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far ricordare.

– Il parroco accenderà la sua candela da quella dell’altare. Il diacono accenderà la sua candela da quella del parroco e voltandosi accenderà uno a uno tutti i fedeli della prima fila.

Pausa caffè


S’insinua con leggerezza in una scura giornata d’inverno e la rende piacevole. Caldo intermezzo all’inizio del pomeriggio, accende la fantasia ed evoca scene in contrasto con il grigio opaco del cielo sofferente: compaiono prati verdi, colline pigre accarezzate dal sole di primavera, roseti in fiore. Compare persino l’estate, a tratti, con i suoi eccessi sfacciati e le sue maliziose lusinghe.
Saper scegliere le proprie pause è un’arte che s’impara col tempo e che, una volta appresa, diventa la fonte privilegiata sulla via della serenità.