Suggestioni

lega

Ho  pubblicato  l’immagine  di  questo  bellissimo  dipinto  altre  volte: si  tratta  di  La  visita, un’opera  del  pittore  macchiaiolo  Silvestro  Lega (1826-1895)  che  io  amo  molto. La  ripubblico  oggi  perché  particolarmente  suggestiva  in  una  giornata  fredda  e  grigia  come  questa. Nel  dipinto, infatti, l’atmosfera  è  desolata  e  squallida  a  causa  del  clima, ma  tale  desolazione  è  felicemente  spezzata  dal  gesto  d’affetto  delle  due  donne  davanti  alla  casa. Come  a  dire: non  importano  il  gelo  e  la  tristezza  della  stagione  invernale  se  siamo  noi  a  infondere  calore  alla  nostra  esistenza, attraverso  gesti, azioni  e pensieri. Del  resto, l’inverno  stimola  a  cercare  riparo  e  quindi  favorisce  l’intimità, il  pensiero  profondo, lo  sguardo  prolungato  e  acuto  su  cose  e  persone.

Ma  dopo  l’inverno, si  sa, arriva  la  primavera, inevitabile  preludio  all’estate:

ragazza

Si  cammina  fra  il  verde  di  cespugli  esultanti  per  il  sole  e  l’inquieto  azzurro  del  cielo; si  cammina, poi  ci  si  ferma  e  si  pensa: si  guarda  un  punto  oltre  l’orizzonte, si  osserva  con  attenzione, si  vuole  capire, ci  si  rifiuta  di  distogliere  gli  occhi. Forse  si  attende  qualcuno  o  qualcosa, o  forse  ci  si  trova  di  fronte  a  una  scena  che  suscita  la  nostra  curiosità. Ma  resta  il  fatto  che  si  guarda  con  serietà. In  altre  parole: anche  se  la  stagione  invita  a  disperdersi, si  resta  presenti  a  se  stessi, si  rimane  vigili, padroni  di  sé  e  della  propria  esistenza. Il  dipinto è  Ragazza  con  l’ombrello, opera  di  Federico  Zandomeneghi, altro  noto  macchiaiolo.

Oggi

Ho  scritto  l’ultimo  post  una  settimana  fa: è  trascorso  davvero  troppo  tempo, almeno  per  me. Ciò  è  avvenuto  non  per  mancanza, ma  per  sovrabbondanza  di  idee  e  di  pensieri. Avrei  potuto  scrivere  quasi  un  post  al  giorno; eppure, l’eccesso  di  suggestioni, di  temi  e  di  riflessioni  che  avrei  voluto  affrontare  si  è  risolto  in  un  nulla  di  fatto. Capita  anche  questo  a  chi  scrive  molto.

Non  posso  abbellire  l’eccessivo  squallore  di  questa  giornata  tetra, umida  e  piovosa. Mi  mancano  le  parole: non  riesco  a  trovare  luce  dove  non  c’è, non  riesco  a  vedere  oltre, perché  oggi  il  mio  sguardo  è  qui, tutto  impigliato  nella  rete  della  logica, della  fredda  razionalità, della  realtà. Perciò  non  posso  regalare  sogni  o  illusioni. Oggi  posso  solo  mostrare  questi  colori, che  mi  raccontano  storie  e  favole  lontane:

sbrana

(Paesaggio, di  Antonio  Sbrana)

 

La lezione


Nessuna fretta: la lentezza è indispensabile per ottenere ottimi risultati. Ma non è una semplice questione d’insegnamento, non si tratta di regalare agli altri, dall’alto del proprio sapere, cristallizzati frammenti di un’inesistente verità. Si vuole soltanto indicare qualche via, suggerire alcuni sentieri inesplorati, mostrare colori celati sotto opprimenti oscurità, far apprezzare albe e tramonti, dare voce al silenzio.

Non vi è alcuna ingenuità sottesa a simili intenzioni, ma un disegno ben preciso accompagnato dal sereno e saggio disincanto della consapevolezza: molti non coglieranno, altri si annoieranno, altri ancora crederanno di vedere ombre là dove il sole è soltanto leggermente pallido. Ma non importa. Importa il tentativo, importa l’impegno, importa che alcune suggestioni raggiungano i pochi disposti a farle proprie.

(In foto il dipinto La lezione, di Silvestro Lega)

Nel roseto

villapisaniroseto.jpg
Camminare lentamente, accompagnati da pensieri lievi, e non avvertire altro se non il profumo delle rose, dolce ma intenso. Lasciar trascorrere il tempo dimenticando cose e persone, e fermarsi a guardare i petali che silenziosamente cadono ad accompagnare il cammino.
Un’eterna primavera in questo spazio d’ombra e di luce.