Il condominio

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Dopo  una  giornata  piovosa  e  scura, è  calata  la  sera, spettrale, avvolgente, misteriosa. Immersa  in  questa  atmosfera  quasi  irreale, è  inevitabile  per  me   lasciarmi  trasportare  dal  silenzio  e  dall’enigmatica  serenità  che  soltanto  l’autunno  sa  regalare. D’improvviso  arrivano  frammenti  di  memorie  da  un  tempo  lontano, forse  ridestati  dal  volto  malinconico  di  ottobre. Come  fantasmi  decisi  a  comparire  per  chissà  quale  ragione.

E  così  rivedo  un  altro  grigio  e  un  ottobre  di  molti  anni  fa: sono  in  giardino, mi  guardo  intorno  intristita  dall’atmosfera  cupa – ho  soltanto  sei  anni, preferisco  l’estate – e, dal  portone  del  palazzo, esce  il  professore. Mi  sorride  come  sempre  e  cammina  svelto, con  la  testa  un  po’  reclinata  da  un  lato; esce  dal  cancello, sale  in  macchina, se  ne  va. Ogni  volta  che  lo  vedo, è  sempre  la  stessa  cosa: il  sorriso, l’aria  mite, il  passo  svelto. Ma  poi  arriva  un  giorno  particolare, un  giorno  in  cui  qualcuno  annuncia  che  il  professore  non  tornerà  più: è  morto  in  un  incidente  stradale, su  in  appennino. Sua  moglie  è  finita  all’ospedale, ma  i  medici  dicono  che  se  la  caverà. Il  sorriso  del  professore, invece, è  svanito  per  sempre.

Rivedo  la  signora  M., vedova, che  vive  al  terzo  piano. Tranquilla, gentile,  anche  lei  sempre  sorridente, sempre  serena  nonostante  tutto. Un’esistenza  semplice, la  sua, che  i  più  superficiali  definirebbero  banale, e  che  invece  ha  lo  splendore  di  un  mondo  d’affetti  intorno. Non  l’ho  mai  vista  arrabbiata, non  l’ho  mai  sentita  alzare  la  voce.

Al  quarto  piano, invece,  c’è  la  terribile  signora  F. Terribile  è  un  termine  eccessivo: con  noi  vicini  di  casa  è  buona  sebbene, in  apparenza, un  po’  scorbutica  e  con  un  tono  di  voce  da  maresciallo  dei  carabinieri  abituato  a  impartire  ordini. Ma  è  terribile  per  ciò  che  ha  fatto  a  suo  figlio. Lei  non  lo  ama: lo  adora, letteralmente. E  per  lui  è  un  guaio, un  guaio  grosso. Spesso  alcuni  inquilini  del  palazzo  le  dicono  di  smetterla, di  lasciarlo  libero, di  non  soffocarlo  così; le  dicono  che  lo  sta  rovinando, che  dovrebbe  lasciarlo  libero  di  fidanzarsi, di  sposarsi. Ma  a  lei  non  importa, lei  non  ascolta  nessuno  perché  ne  è  innamorata, innamorata  pazza. E  non  lo  chiama  neppure  per  nome: lo  chiama  maestro. Il  fatto  che  sia  diventato  maestro, per  lei  che  proviene  da  una  famiglia  poverissima, è  motivo  di  grande  orgoglio. Quando  lui  arriva  a  casa, nel  tardo  pomeriggio, lo  aspetta  sempre  in  giardino  come  una  fidanzata  ansiosa,  e, se  qualcuno  di  noi  si  trova  nei  paraggi, grida  tutta  entusiasta: “Sta  arrivando  il  maestro, sta  arrivando  il  maestro! Allontanatevi, devo  aprire  il  cancello!”. Lui  scende  dalla  macchina  con  l’aria  seria  e  rassegnata; a  volte, mentre  la  madre  si  avvicina  per  accarezzarlo, la  respinge  e  si  arrabbia. Ma  non  ha  la  possibilità  di  andarsene  da  casa,  e,  del  resto,  è  ormai  talmente  depresso  da  non  riuscire  a  reagire.

Un  giorno, a  Carnevale, me  ne  sto  in  giardino  trastullandomi  col  mio  bel  vestito  da  damina. C’è  il  sole, la  giornata  è  stranamente  mite  nonostante  sia  febbraio. D’improvviso  arriva  la  signora  F.  insieme  al  figlio  e, con  voce  perentoria, mi  dice: “Vieni, vieni  con  noi! Il  maestro  ci  porta  alla  sua  scuola  dove  c’è  lo  spettacolo  di  Carnevale!”. Io, timida,  farfuglio  una  risposta: “Non  so…devo  dirlo  a  mia  madre.”. Lei  strilla  prepotente: “Ma  no! Vieni  via, tanto  facciamo  presto, non  c’è  bisogno  di  avvertire  nessuno!”. Io, impaurita  dal  tono  della  sua  voce, salgo  in  macchina  muta. La  signora  F. mi  ha  annichilita.

La  signora  C., invece, è  quella  che, se  potesse, in  casa  volerebbe. Solo  che  non  ha  le  ali  in  dotazione, quindi  non  può  farlo. Maniaca  dell’ordine  e  dei  pavimenti  lucidi, obbliga  il  marito  a  mangiare  sul  lavandino  della  piccola  cucina, per  non  sporcare  la  sala  da  pranzo, e  non  si  siede  mai  in  salotto, proprio  mai: ha  detto  che  quello  è  lì  solo  per  bellezza. Si  guarda ma  non  si  tocca, proprio  come  si  fa  con  gli  oggetti preziosi. La  signora  C. ha  un  nipote  molto  simpatico, un  bambino  buono, privo  di  malizie  ed  educato. Quando  viene  da  sua  nonna, giochiamo  insieme  in  giardino. Una  volta, in  primavera, andiamo  alle  giostre, insieme  a  mia  madre  e  alla  signora  C. Siamo  piccoli, pieni  di  brio  e  ci  scateniamo  come  furie, dando  filo  da  torcere  alle  nostre  povere  accompagnatrici. Quanti  ricordi!

Ma  ci  sono  altre  persone  nel  palazzo  della  mia  infanzia, e, se  volessi, non  finirei  più  di  scriverne. Per  ora  mi  fermo  qui. Però  non  posso  fare  a  meno  di  dire  che, spesso, mi  torna  in  mente  il  professore, probabilmente per la sua fine così improvvisa. E  non  so  perché, non  ne  capisco  le  ragioni: compare  d’improvviso, davanti  ai  miei  occhi, e  sorride  camminando  velocemente, sempre  con  la  testa  un  po’  reclinata. Sorride  come  se  non  se  ne  fosse  mai  andato  o  come  se  dovesse  tornare. Quanto  al  maestro, ho  saputo  che, molti  anni  fa, ha  messo  sua  madre  in  una  casa  di  riposo  ed  è  diventato  diacono.

  1. Rieccoti coi tuoi ricordi cara Romina 🙂 .
    E’ sempre molto piacevole leggerti.

    Anche qui la giornata è grigia e la nebbia,caso raro da queste parti, “agli irti colli piovigginando sale “.
    Non ci sono però il maestrale che urla ed il mare che biancheggia.
    In compenso si sente l’aspro odor dei vini che rallegra veramente l’animo.
    La dolcezza di ottobre,il profumo del mosto che inizia a fermentare nelle vecchie e capaci botti,raccolta l’uva abbondante pochi giorni fa. 🙂
    ( Tiziana,assaggiando il dolce mosto ho pensato a te 🙂 )
    Non è mai stato portatore di uggia e meno ancora di tristezza il mese di ottobre.
    Forse quest’anno mi porta un po’ di nostalgia l’impossibilità di scorrazzare per i passi delle stupende Alpi con la mia amata moto (mese ideale ottobre !)
    Circa tre mesi fa un brutto incidente (in moto;ho fatto tutto da solo ) mi ha scardinato un po’ di articolazioni ed ancora sono costretto a servirmi di una stampella.
    Lo dico solo ora,sottovoce, perchè il primo commento di parenti e conoscenti,come mi immaginavo,è stato : “ma alla tua età te la sei cercata ! Ancora con la moto !”
    Però la vendemmia e tutto il lavoro che la cantina ha richiesto,sono riuscito a farli.Trascianandomi e zoppicando,sorridendo invece di imprecare, e ci sono riuscito.
    E sono contento. Il mese di ottobre è stato ancora una volta generoso 🙂 .

    Non ho ricordi di condominio;non ci sono mai vissuto.
    Da piccolo sono cresciuto in questa vecchia casa. E poi in giro per il mondo,con la famiglia in una casetta in città,dove,appena potevo, ritornavo anch’io a godere del tepore dei figli e della moglie paziente.

    Qui continua a piovigginare e nel camino scoppietta un bel ceppo (senza spiedo….per ora) e non c’è posto per tristezze e rimpianti !
    E’ bello l’autunno 🙂 !

    • Alessandro, prima di tutto ti auguro di rimetterti completamente dall’incidente che hai avuto. 🙂

      Non ho ricordi di condominio;non ci sono mai vissuto.
      Da piccolo sono cresciuto in questa vecchia casa.

      Meglio per te, non ti sei perso nulla. 😀
      A dire il vero, nel condominio di cui ho parlato nel post ho avuto belle esperienze, tanto che ricordo ancora con piacere e affetto molti inquilini di quel palazzo. Per alcuni versi, eravamo un po’ come una famiglia. Alcuni vennero addirittura a trovarci quando, con i miei genitori, ci trasferimmo qui in centro storico.

      Qui dove vivo, ora, invece, siamo pochi – sei appartamenti in tutto, di cui uno vuoto – e la casa mi piace; ma sul genere di persone presenti preferisco il no comment. 😀

  2. Alessandro….. 🙂 ma sei un vecchiarello veramente tosto! 🙂 Provo a indovinare la moto che hai: una Honda Four oppure una Guzzi degli anni 70-80.

    Invece a me l’autunno ,se piove, porta un pò di…di…non tristezza, diciamo un pò di noia (uggia, appunto). Forse anche perchè non faccio il vino.
    E nemmeno ho il caminetto e questo mi dispiace: ho pensato anche a una più pratica stufa a pallets, ma nella posizione condominiale in cui sono non è possibile installare la canna fumaria. Quindi discorso chiuso. Al massimo accendo qualche candela.

    Coi genitori non ho mai vissuto in condominio.
    Adesso invece sì: piccolo, ma comunque coi suoi tipici fastidi. E quindi lo vedo solo come una rottura di scatole, non un posto dove godere di tizio e caio che passano.

    Mah… adesso che ci penso, anche da piccolo avevo dei vicini di villetta ma non avevo gran rapporti. Uno aveva il figlio tossicodipendente e ogni tanto sentivo litigi famigliari o venivano i carabinieri a prelevarlo perchè ne aveva fatta un’altra delle sue.
    Poi è morto di aids. In seguito sono morti anche i suoi genitori, prima la madre poi il padre ma a distanza abbastanza ravvicinata fra loro 2.
    Recentemente la casa è stata rasa al suolo e sul terreno è stata costruita una nuovo palazzina di circa 4 famiglie.
    Bah… tutto scorre, tutto cambia.
    Se penso che prima o poi non ci saranno più anche i miei genitori……

  3. Marco,vecchio son vecchio 🙂
    Fra poche settimane sono 78,acc….. 🙂
    Per le moto hai sbagliato 🙂 . In garage ho due enduro degli anni 70,iscritte all’ASI ed una Ducati 996 S (leggermente preparata: 330 km/h ! Ormai la usa solo qualche volta mio figlio su pista).
    La moto dell’incidente era una BMW R1200R;rottamata 😦
    Ho avuto,ai suoi tempi, una Guzzi 500 Falcone Sport,con la quale ho fatto una marea di km.Ci sono andato anche a Capo Nord nel 1963.
    Ora mi intriga molto la nuova California della Guzzi.L’ho provata,ma non la trovo molto adatta per i passi delle mie montagne che uso fare.Vedremo la prossima primavera.

    Romina,ho amici che vivono in condominio e le storie che mi raccontano ogni tanto rasentano il demenziale.
    Tanti anni fa partecipavo a delle riunioni di condominio per conto di mia moglie (aveva delle proprietà).
    Ci sono andato qualche volta poi ho rinunciato.Non riuscivo a comprendere certi comportamenti,certe ripicche.Cose da asilo infantile.
    Sono sempre stato un po’ “orso” e così è meglio che viva qui, nella mia beata solitudine, con i miei hobby e le mie manie.

    Mi piacerebbe vivere (ogni tanto) come te in centro ad una bella città.
    Per un po’ di anni ho abitato a Firenze.Avevo un appartamento proprio in centro,dietro Palazzo della Signoria.
    Città fantastica !!! Ogni tanto vi torno qualche giorno a respirare quell’atmosfera incantata che solo a Firenze si trova 🙂 .

  4. Romina scusa.
    Nel mio post precedente non ti ho ringraziato per gli auguri di guarigione dalle mie ammaccature.
    Lo faccio ora 🙂
    Come Marco ha pronunciato la parola “moto” la passione mi ha fatto dimenticare la buona educazione.
    Ora rimedio.Grazie ancora 🙂

  5. Alessandro, non devi scusarti. 🙂 Piuttosto, mi fa piacere vedere che conversate fra voi raccontandovi alcune esperienze, e vi leggo sempre volentieri. Magia del web: consente di abbattere le barriere geografiche e di comunicare con chi, senza questo mezzo, non avremmo probabilmente conosciuto mai. 🙂

    Mi riallaccio ai vostri discorsi. In centro storico vivo bene perché ho tutto a portata di mano, e poi qui abbiamo il privilegio del quartiere chiuso al traffico: possono circolare in auto solo i residenti, ma limitatamente ad alcune aree, e ovviamente i mezzi pubblici e di servizio.
    Modena è una città un po’ particolare: il centro storico è piccolo, per cui qui si ha l’impressione di vivere in un paese; ma basta uscire dal suo perimetro per incontrare periferie molto vaste, dove l’atmosfera cambia radicalmente, e con strade estremamente trafficate.
    Mi piace vivere in centro perché è ancora un po’ umano e non sperimento il traffico di molte altre zone. Poi d’autunno e d’inverno si sta bene perché, nonostante il grigio e l’oscurità, nelle strade si può osservare sempre un po’ di movimento.

    Il quartiere in cui ho abitato fino ai diciassette anni è vicino al centro, ma periferico: è il quartiere Buon Pastore. Abitavo in una bella strada tranquilla e pulita, con poche palazzine e molte villette. Però preferisco il centro, nonostante tutto. 🙂
    L’unica cosa negativa, come ho detto, sono i soggetti che abitano nel palazzo, davvero poco raccomandabili. Ecco, questo è il solo motivo per cui me ne andrei volentieri.

    • Marco@ Se penso che prima o poi non ci saranno più anche i miei genitori…

      Questo è un pensiero che, prima o poi, facciamo tutti. Ma è meglio scacciarlo dalla mente – almeno tentare di scacciarlo – e concentrarsi sul presente, proprio per approfittarne e stare loro vicini finché è possibile.

  6. Alessandro sappi che hai scatenato in me l’invidia mentre ti immagino con un bicchiere di mosto in mano! 🙂 ..per non parlare del caminetto con o senza lo spiedo. 😀
    Dopo anni passati a girovagare qua e là causa il lavoro di mio padre, ora vivo in un condominio da parecchio tempo (sono 40 tondi tondi), prima con i miei genitori poi da sposata. E’ piccolo e mi ci trovo bene. Ogni tanto c’è qualche intoppo ma son cose di poco conto. Cambierei zona invece, tornerei volentieri a vivere pochi chilometri più a nord, Belluno per l’esattezza, dove sono nata e dove il respiro si fa più profondo e l’aria più serena.

  7. Romina,devo confessarti una mia pecca molto grave : non sono mai stato a Modena ! Non la conosco 😦
    Vi ho sostato pochi momenti in periferia,il giugno scorso,dove avevo appuntamento con amici per un giro in moto sull’appennino.
    Passeggiata fantastica ! Ma quanta acqua abbiamo preso quel giorno……! 🙂
    Giuro che presto rimedierò. Un giorno partirò da qui solo per venire a conoscere Modena. Mi leggerò qualche guida prima,com’è mia abitudine quando vado in un posto nuovo,e la visiterò.Almeno da poter dire : l’ho vista 🙂

    Marco,dobbiamo abituarci all’idea che un giorno i nostri genitori se ne andranno.E’ nell’ordine naturale della vita.

    Ho avuto la fortuna di godere dei miei fino a tardi. Mio padre è morto a 89 anni e mia madre pochi anni fa a 99 anni,godendo entrambi di una discreta salute fin quasi all’ultimo.
    Ricordo con un sorriso,ed un po’ di commozione,quando io compii i 70 anni.
    Mia madre,ormai quasi centenaria,disse in dialetto milanese che usava frequentemente, rivolta alla compagnia di parenti che mi festeggiava : “che fioeul vecc che go….!”
    Fu un battimani unico,ma per lei,non per me 🙂 .

    Tiziana,bella cittadina Belluno.Vi sono stato un paio di volte quando giravo col camper e poi,non molto tempo fa,in occasione di un raduno di Alpini.E quante passeggiate in moto per le Dolomiti ! Ed anche a piedi !
    Davvero,assaggiando il nuovo mosto,ho pensato a te ed ai tuoi ricordi.
    Ha ragione Romina:questo mezzo straordinario che è Internet ci permette di entrare in contatto con persone di cui altrimenti nemmeno avremmo immaginato l’esistenza.
    E si possono creare delle amicizie,che poi non sono completamente “virtuali”.
    Già il fatto di scambiarsi sensazioni,ricordi,notizie rende tutto quasi reale,anche se la conoscenza della persona non avverrà mai.

  8. …e se poi iniziamo a parlare di moto….!
    Io ho una custom della kawasaki. Col cervello sogno una bmw GS 1200 perchè so che è fantastica soprattutto per viaggiare, ma col cuore non mi prende: esteticamente preferisco le custom.
    Ho molti amici guzzisti che mi stressano per le Guzzi, ma io detesto i fanatici di una marca (anche per questo non prenderò mai una harley).

    Mia moglie ha voluto togliersi lo sfizio e ha preso una ducati monster, che usa poco… ma in compenso ogni tanto ci penso io a slegarla un pò 🙂

  9. Marco…..e se poi iniziamo a parlare di moto….

    Ieri avevo scritto un post sull’argomento passione-moto-viaggi in moto,ma poi non me l’ha spedito.E’ andato perso,cancellato.Non son più riuscito a trovarlo.
    Mah….si è smarrito nell’universo del WEB;chissà dove sta viaggiando ora e se mai arriverà….. 🙂 .Successe anche a Romina,tempo fa.

    Riassumo brevemente :
    chiedevo scusa a Romina e a tutta la compagnia se mi lascio prendere la mano dalla passione “moto”.
    Facevo i complimenti alla moglie di Marco per la stupenda moto che ha comprato e che spero userà. (una Ducati Monster….wowwww….)
    Dicevo a Marco che la 1200 GS è una delle migliori moto in circolazione.Io non la prendo solo perchè essendo alto 1,73 non tocco bene coi piedi e questo non mi piace.La prossima primavera,guarite le ammaccature,penserei di procurarmi la nuova California della Guzzi.Una moto “importante”,ma non ho altri vizi….. 😉 e poi il sole che, dopo la tregenda di stanotte ha disperso la nuvolaglia e ci presenta un cielo azzurro come poche volte,invoglia a viaggiare con la motocicletta,anche se la temperatura non supera i 10 gradi e la neve si è affacciata sulle montagne intorno a casa. 🙂

    • Alessandro@ La prossima primavera,guarite le ammaccature,penserei di procurarmi la nuova California della Guzzi.

      Alessandro, giuro che leggerti m’infonde ottimismo e allegria: sei così pieno di progetti e di vitalità che non si può restare indifferenti a ciò che scrivi. 🙂

  10. Romina,ti ringrazio per le belle parole !
    Sei sempre corte e gentile 🙂

    Cerco di essere sempre ottimista,ma non leggero.
    Poi ho avuto due grandi fortune nella vita.Una salute tuttora di ferro e fare un lavoro che mi è sempre piaciuto.
    Penso che essere costretti a fare un lavoro che non piace sia una delle più pesanti condanne 😦
    Questo mi aiuta senz’altro a vedere quasi sempre in rosa 🙂

  11. La cortesia di Romina mi imbarazza anche un pò. 😀 Se penso che nel mondo “reale” vengo qualche volta descritto scorbutico (ma è solo perchè dico ciò che davvero penso, nel bene o nel male: non sono capace di fingere simpatia).
    Romina: della mia saggezza dovresti convincerne mia moglie , che invece mi critica sempre! 😀 😀 😀 😀
    Non so se è solo merito della magia di internet… ma anch’io mi rendo conto che su questo blog sto godendo del privilegio di aver trovato gente davvero interessante. Cavaliere nel suo ultimo commmento m’ha lasciato senza parole!

    X le moto: la nuova guzzi (1400) è piace anche a me perchè, a differenza della altre guzzi, è un pò più…”custom” (anche se preferisco il modello “touring”), quindi soddisfa anche il mio gusto estetico.
    Però io sono alto 1.85 e dicono che le teste dei ciclindri danno fastidio alle ginocchia. Per la mia altezza meglio il gs.
    E poi costa davvero un bel pò! Anche il gs non lo regalano, eh… ma lavoriamo tutti e due e non abbiamo figli, quindi ci si può permettere qualche sfizio in più.
    Il monster di mia moglie è preso usato, del 2007. E’ un 620ie. Non è una belva come certe supersportive, ma comunque ci si diverte un bel pò. E’ una bella soddisfazione fare sorpassi con solo un filo d’acceleratore, via liscio come l’olio.

    Alessandro… ti confesso che all’inizio ti immaginavo come un vecchio appassito, ma ora mi ricordi i motociclisti inossidabili del motoclub che frequentavo: pieni di sogni e di energia, molto più dei giovani! Vivevano molto più loro che quei giovani noiosi che sapevano solo darsi arie da campioni coi loro cbr, R6, gsxr…
    Ps: anche i miei genitori hanno passato i 70 (anche i 75), ma -tra viaggi e villeggiature- trovarli a casa è piuttosto difficile!

    X il lavoro: anch’io considero una benedizione divina il fare un lavoro che piace! Soprattutto per me, che sono…”filosoficamente” scansafatiche. Filosoficamente, perchè in realtà sul lavoro sono serissimo (cioè sul *risultato* del lavoro, perchè in realtà io lavoro ascoltando musica e cazzeggiando tantissimo, ma poi il mio operato risulta sempre la parte più funzionante di tutto il progetto) e tutti i principali/capi che ho avuto sono sempre stati contenti di me; ma a livello filosofico considero il lavoro la più grande punizione all’essere umano: inutile perdita di tempo prezioso, una noia *attiva* in cui si è costretti a fare una cosa contro la propria volontà. Un carcere dal lunedi al venerdi, che ci fa vivere solo 2 settimi della nostra vita biologica.
    Non riesco a pensare a cosa avrei fatto se non fossi riuscito a fare della mia passione una professione!

    • Marco@ Romina: della mia saggezza dovresti convincerne mia moglie , che invece mi critica sempre! 😀 😀 😀 😀

      Ma quella è la funzione principale di una moglie: criticare. Altrimenti, che gusto c’è? 😀

  12. La cortesia di Romina è ormai proverbiale…..sempre straordinaria 🙂

    Marco….il lavoro…..
    Forse perchè a me il mio lavoro è sempre piaciuto,e quando non mi piaceva cambiavo,non l’ho mai considerato una condanna, anzi.Tante volte lavoravo anche la domenica,per passatempo 🙂

    Discorso moglie……Qui la cosa si fa più “difficile” e….. personale.
    Con la mia prima moglie ci siamo lasciati,di comune accordo,dopo 25 anni.I ragazzi erano ormai fuori casa e noi due ci “stavamo sui piedi”.
    Allora ognuno per conto proprio. Mi sono preso un appartamentino in centro città ed ho fatto lo scapolo per 5 anni. Vita da favola 🙂
    Mi sono poi lasciato convincere a risposarmi e da vent’anni divido la mia vita con una signora che però vive a 70 km da me.Ci si vede nei week end,o quando ne abbiamo voglia. E’ l’unico modo per non divorziare una seconda volta,almeno penso.
    In questi giorni lei è a Londra con un’amica.Io son qui a curare il vino nuovo.Quando,fra una decina di giorni tornerà,passeremo senz’altro qualche bella giornata insieme.Poi 70 km tra di noi….. 🙂
    Da vent’anni si resiste e credo continuerà così finchè uno dei due “andrà avanti” 🙂

    Acc….poco per volta sto raccontando tutto di me……Effetto della vecchiaia incombente……? 😉

    Sono rimasto anch’io estasiato dalle poesie di Cavaliere.
    Poeta,pittore ed anche ingegnere….il massimo. 🙂
    Anche Maria Vittoria poetessa…..e molto brava. Complimenti.

    Io al massimo potrei copiare qualche sonetto,del Petrarca magari.Non se ne accorgerebbe.Tanto ne ha scritto più di trecentottanta.Forse non se li ricorda tutti……

    Buona giornata a tutti con questo bel sole finalmente tornato !

  13. Marco…..argomento moto 🙂

    Beato te che sei alto 1,85 e potresti godere del GS,o simili !

    In primavera deciderò se per la GUZZI California (touring ovviamente) o per qualcos’altro simile.
    Si,è una spesa importante,ma anche il GS o la KTM non sono da meno.

    Il monster di tua moglie è proprio il modello che mi piace di più.Va a finire che,in attesa della California,me ne metto uno in garage.Tanto per giocarci un po’ quest’inverno.Si dovrebbero trovare ormai a buon prezzo.
    Vedrò,cercando di evitare un secondo divorzio…. 😉

    Fa i miei complimenti ai tuoi genitori.Sono anche loro nell’età della seconda (o terza) giovinezza 😉
    Vedrai che te li godrai per almeno un’altra trentina d’anni,almeno 🙂

  14. Con mia moglie (insieme da 14 anni) va bene, tra alti e bassi. Il problema (e sto parlando seriamente) è che nessuno dei due si “piega”.
    Le coppie che vanno meglio (cioè: che non divorziamo mai) son quelle dove uno/a comanda e l’altro/a acconsente, meglio ancora se è proprio succube.

    Ma alla fine ci rendiamo conto che stiamo bene perchè siamo maledettamente uguali 😀 e non potremmo stare con nessun’altro.
    C’è complicità in ogni aspetto della vita. E’amante e amica. Mai separati perchè non ci sarebbe motivo: perchè dovrei uscire da solo con gli amici se lei è il migliore dei miei amici?
    Sembriamo al primo mese insieme, anche se son passati 14 anni.

    Un grosso difetto: è gelosa a livello patologico. Ovviamente senza motivo.

    Comunque sono convinto anch’io che ,dopo un divorzio, la miglior cosa sia trovare un’altra donna che però resti a vivere nella sua casa in modo totalmente indipendente. Ho qualche parente in questa situazione e mi dicono le tue stesse parole. Identiche!

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