Scrittura, nausea e blog

Il problema è che, nelle ultime settimane, ho lavorato davvero tanto come ghost writer, e così adesso sono stata assalita da una sorta di nausea per la scrittura. A rimetterci è stato il blog, vittima incolpevole della mia stanchezza: è stato in attesa una settimana, poverino. Ma giuro che mi rimetterò subito all’opera.

Non che sia indispensabile: l’umanità può tranquillamente proseguire la sua esistenza senza che io aggiorni questo blog. Però, insomma, non me la sento di lasciarlo da solo nell’immenso oceano di internet. E ho già in mente un argomento coi fiocchi.

Lo so, l’immagine non c’entra nulla col post. Ma stasera va così.

  1. Non sapevo che lavorassi come ghost writer!!! E’ una professione che ho imparato a conoscere attraverso Alice Basso e la protagonista dei suoi libri: Vani Sarca.
    Ultimamente anch’io ho mollato con il blog, non che prima fossi così attivo, ma preferisco darmi alla lettura.

  2. Anche a me capita di avere il blocco dello scrittore. Cioè: il blog personale in cui parlavo di me se non lo ho chiuso poco ci manca, perché scrivere i fatti miei non mi piace più. Invece questo che ho ora, dove metto storie di fantasia, mi piace molto. Peccato che nei momenti di maggiore pressione faccio fatica anche là e per fortuna siamo in due a tenerlo su.

    • Ti capisco e penso che sia inevitabile, Elena. Non si può avere ogni giorno lo stesso entusiasmo, non si può essere sempre “al massimo”.
      Io, per adesso, resisto e sono già quindici anni, parecchi per un blog. Ma non so cosa accadrà in futuro.

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