Pensieri sulla guerra

Qualche pensiero al volo, molto brevemente. Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, i media ci stanno bombardando con infinite notizie e opinioni sul conflitto. Ai virologi in servizio televisivo permanente si sono sostituiti gli esperti di geopolitica h24. Il problema è che alcuni sono bravissimi e molto competenti, oltre che lucidi e razionali, mentre altri, invece, sono faziosi e ignoranti, non sanno ciò che dicono e creano confusione nella mente dei cittadini, già impegnati nella lotta quotidiana per la sopravvivenza.

È inutile che ci spieghino quanto sia cattivo Putin, perché sappiamo bene chi è: un dittatore. Resta però un dato oggettivo, freddo ma limpido: in questo momento, bisognerebbe impegnarsi al massimo per negoziare una tregua e tentare qualche compromesso. Rispondere che Putin non ascolterebbe è stupido e controproducente. Siamo sull’orlo del precipizio e, sotto di noi, c’è un baratro in attesa d’inghiottirci tutti; pertanto è opportuno intensificare le azioni diplomatiche. Bisogna mediare, mediare, mediare, senza stancarsi.

Chi soffia sul fuoco della guerra o è in malafede o forse non si rende conto che, se può ancora soffiare, è perché finora non ha ricevuto in testa una bella bomba nucleare – e fa anche rima. Basta pochissimo, basta un nulla ed è finita per tutti. Ci arriviamo oppure no?

Per fortuna, almeno finora, non è stato ascoltato il presidente Zelensky, che pretendeva la “no fly zone” sull’Ucraina, una soluzione che ci porterebbe al disastro mondiale. Leggo però ora che continua a insistere con la richiesta. Mi auguro che a nessuno venga in mente di assecondarlo.

Infine, una piccola nota. Ho sentito sbeffeggiare i pacifisti, bollati come persone fuori dalla realtà, idealiste e sciocche. Solo che se tutti fossero così idealisti e sciocchi, adesso non ci troveremmo a un passo dall’annientamento. Sarà banale, ma anche questo è un dato oggettivo.