Lettere e cartoline

lettera

Ogni  tanto, mi  capita  di  pensare  a  quando  non  esisteva  internet. Ci  penso  perché  ho  vissuto  la  mia  adolescenza  senza  il  web,  e  quindi  conosco  per  esperienza  diretta  la  differenza  esistente  fra  il  modo  di  comunicare  che  abbiamo  oggi  e  quello  che  avevamo  quando  neppure  sospettavamo  che, un  giorno, ci  saremmo  tutti  ritrovati  qui, in  questo  mare  sconfinato  di  internet  a  divertirci, a  comunicare  facilmente  con  i  nostri  conoscenti, a  informarci, a  studiare  e  a  intrecciare  nuove  relazioni, abbattendo  barriere  temporali  e  spaziali. Bellissimo, non  c’è  dubbio. E  non  potrei  più  farne  a  meno.

Però, qualche  volta, ripenso  con  un  pizzico  di  nostalgia  alla  mia  adolescenza  e  sono  contenta  di  non  aver  avuto  a  disposizione  questo  mezzo. In  quel  periodo  di  comunicazioni  ‘lente’, io  e  le  mie  amiche  ci  scrivevamo  tante  lettere  per  parlare  di  molti  argomenti, seri  e  meno  seri, e  spesso  le  coloravamo  o  compravamo  la  carta  da  lettere  decorata, tutta  piena  di  fiori  e  ghirigori: era  un  modo  per  sottolineare  il  carattere  privato  e  gioioso  delle  nostre  comunicazioni.  Ci  scrivevamo  anche  se  ci  vedevamo  ogni  giorno  a  scuola  oppure  altrove, ci  scrivevamo  e  ci  scambiavamo  le  nostre  lettere  a  mano. In  genere  erano  lettere  molto  lunghe, che  presupponevano  una  scrittura  lenta  e  meditata. A  volte  impiegavamo  ore  a  scriverle, ma  amavamo  farlo.

D’estate, il  rito  dell’invio  di  cartoline  era  obbligatorio  e  nessuno  di  noi  si  sottraeva: andare  in  vacanza  senza  inviare  cartoline  alle  amiche  e  agli  amici  del  cuore  sarebbe  stato  impensabile, così  come  ci  sarebbe  sembrato  un  autentico  affronto  riceverne  poche. Poi  c’erano  le  lettere  che  arrivavano  da  lontano, quelle  che  ti  spediva  qualche  parente  o  qualche  amico  che  viveva  a  parecchi  chilometri  di  distanza; e  tu  stavi  lì, in  attesa  di  riceverle, e  contavi  i  giorni  che  impiegavano  per  arrivare. Ne  ho  conservate  alcune, così  come  ho  conservato  tutte  le  cartoline  che  ho  ricevuto, facendone  una  bellissima  collezione  di  cui  sono  felice  e  un  po’  orgogliosa.

E  voi  avvertite  un  pizzico  di  nostalgia  per  le  comunicazioni  ‘lente’?

Dolci e fantasie


L’ho trovata per caso navigando su internet e me ne sono innamorata. Questa torta si chiama Maria Antonietta ed è stata creata da Camilla Rossi.

Quando vedo torte simili a questa, regredisco di colpo all’infanzia e comincio a nutrire fantasie un po’ stravaganti: ad esempio, mi piacerebbe affondare le mani nell’impasto morbido per sporcarmele tutte, senza alcun ritegno. Poi, però, penso che sarebbe bello lasciare questa meraviglia intatta, così com’è, vero incanto per gli occhi e per l’immaginazione. Ma ci si può limitare a guardarla senza assaporarne neppure una briciola? 8)

A parte queste vane speculazioni, dovute anche al caldo afosissimo – oggi il termometro ha toccato i 41 gradi e ormai io straparlo- l’immagine m’infonde allegria e perciò ben venga!

Ei fu

Sto scrivendo da un internet point. Il mio caro, vecchio pc, infatti, ieri mattina ha cessato di esistere. Prima della dipartita, aveva dato segnali inquietanti: orologio non funzionante, blocchi frequenti, rallentamenti e altre amenità. Ieri, poi, ha deciso di abbandonarmi definitivamente.
Mi porteranno il pc nuovo entro martedì, o almeno così hanno detto. Intanto, auguro a tutti di trascorrere un buon fine settimana. Mi mancate! 🙂