I falliti

Viviamo in un mondo che esalta in tutti i modi, espliciti o ambigui, la sopraffazione, la prepotenza, la competizione sfrenata, la capacità di manipolazione, la sfrontatezza. Certo, nulla cambierà. Tutto resterà così fino alla nostra estinzione, che peraltro, visti gli ultimi avvenimenti, sembra abbastanza vicina.

Le persone migliori, cioè quelle calme, ragionevoli, capaci di empatia e di sentimenti costanti e profondi, sono considerate spesso perdenti o deboli. La realtà è invece un’altra. Chi ha bisogno d’ingannare, truffare, umiliare e manipolare gli altri per sentirsi forte, è un fallito dentro, nella propria interiorità, nel proprio essere più profondo. E il mondo trabocca di questi falliti.

  1. Sono d’accordo e aggiungo che quelle persone vivono in un mondo che non esiste davvero, e nemmeno se ne rendono conto. Cosa resterà di tutto quello che hai inseguito e perseguito con tanto arroganza nel mondo? Niente.
    Un saluto.

    • Lo penso anch’io, Mr. Loto. Oltretutto sono persone che, mentre rovinano l’esistenza altrui, rovinano anche la propria, perché gettano al vento i beni più preziosi e la possibilità di essere sereni.
      Ciao e buona serata.

  2. “capaci di empatia e di sentimenti costanti e profondi, sono considerate spesso perdenti o deboli”

    Beh.. perché di fatto, dal punto di vista materiale, lo sono.
    L’essere umano, inteso come animale, è vincente quando è un “maschio alfa”, cioè un leone che prende tante gazzelle mentre gli altri leoni muoiono di fame, o una gazzella che corre più veloce di tutte e non si fa mai prendere mentre le altre muoiono divorate, o il cervo con le corna più grosse che vince le battaglie per l’accoppiamento, ecc ecc ecc.
    Che poi questi “maschi alfa” magari, con la pancia piena di gazzelle (o il conto in banca pieno di soldi), siano odiati da tutti e soffrano di solitudine è un fatto che non viene visto e non fa scena.
    Cosa risponderebbe un ingenuo bambino se gli chiedessimo: “come vorresti essere da grande? Come Steeve Jobs o come Ghandi?” ?
    Forse è proprio questa la vera battaglia della vita e il suo senso: la scoperta delle cose veramente importanti.

    • Per scoprire le cose veramente importanti è fondamentale anche l’educazione, che non può fare miracoli, ma certamente aiuta. Da questo punto di vista latitano tutti, compresa la scuola, i cui criteri di valutazione sono spesso sbilanciati a favore dei peggiori. Peggiori in senso morale. Il discorso sarebbe troppo lungo e quindi mi fermo.
      Certo, siamo animali con l’istinto di sopraffazione, tutti quanti, nessuno escluso; però sarebbe opportuno educare ai sentimenti e all’affettività per creare un mondo un po’ migliore. Non perfetto, ma più tollerabile. Così come, per apprezzare l’arte, bisogna educare al gusto, allo stesso modo bisogna fare con i sentimenti, altrimenti restiamo bestie.

      Quanto ai soggetti narcisisti patologici e maligni, in realtà non sono mai sereni. Sembrano entusiasti e, al massimo, appaiono esaltati, ma dentro di sé non sanno cosa sia la vera gioia. Tutto questo non si vede perché sono falsi. Per cui sì, alla fine sono perdenti.

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