Io resto a casa (nonostante l’umarell trasgressore)

Questo post nasce da un’iniziativa presa insieme all’amico Toni, autore del blog City lights, e a Ehypenny, autrice del blog Il mondo delle parole. Abbiamo pensato di invitare chiunque lo vor a scrivere qualcosa sull’importanza di stare in casa in questo momento particolare della nostra vita: occorre elaborare un post sull’argomento, utilizzando l’immagine qui allegata. Potete ovviamente creare il vostro post quando volete e nel modo che preferite: basta anche soltanto un pensiero sintetico, o una citazione celebre o una semplice frase. 

Sotto casa mia, come sa chi mi segue da tempo, c’è un piccolo parco che collega due strade. Per fortuna è un luogo tranquillo, percorso sempre da poche persone e spesso vuoto o quasi, soprattutto perché è abbastanza isolato e perché, in questo quartiere, vi sono altri parchi molto più grandi.

A causa delle disposizioni  emanate per fronteggiare la pandemia che ci è piombata addosso, il grazioso parchetto è stato chiuso attraverso delle semplici strisce di delimitazione. Ebbene, questa mattina, guardando fuori dalla finestra della sala, ho visto un umarell in bicicletta che, con serena disinvoltura e senza scomporsi, ha alzato la striscia ed è uscito sulla strada, ovviamente dopo aver percorso tutto il parco. Sono rimasta stupita, perché non mi sarei mai aspettata nulla di simile da parte di un tranquillo, flemmatico umarell. Insomma, mai avrei immaginato che potesse esistere un innocuo umarell  bici munito in vena di trasgressioni; eppure è accaduto, e quindi devo rivedere le mie ingenue idee in proposito.

La storia è vera, non ho inventato nulla, e certamente può strappare più di un sorriso. Ma io l’ho scritta per ricordare, una volta di più, la necessità di stare in casa, se non si hanno questioni urgenti o importanti da portare a termine. In fondo, come ho scritto altrove, restare a casa significa avere la fortuna di non trovarsi in un ospedale, di poter fare tutto ciò che si desidera e di poter immaginare il proprio futuro, magari anche preparandolo concretamente.

Aggiornamento 24/3/2020: e proprio un minuto fa, ho visto una ragazza alzare con tranquilla fermezza la striscia di delimitazione del parco per poi uscire sulla strada: evidentemente l’ha percorso tutto, il nostro benedetto parco, e con sé aveva anche un cane. Stupore.

La fortuna di stare in casa

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Dal balcone della cucina vedo, davanti a me e oltre la strada, un grande parcheggio. Per tre stagioni all’anno, questa vista è parzialmente nascosta da bellissimi alberi; ma adesso questi alberi sono ancora spogli, e così posso osservare ciò che accade in quell’enorme spazio.

A causa della drammatica emergenza scatenata dal Covid-19, il parcheggio è in buona parte vuoto, e allora qualcuno lo sceglie per brevi passeggiate e piccoli sfoghi. Vedo una coppia che cammina in fila indiana, pur mantenendo una certa distanza di sicurezza: i due fanno il giro completo del parcheggio più volte, percorrendolo con invidiabile zelo e in maniera perfetta, lungo i quattro lati e senza trascurarne neppure gli angoli; in lontananza, vicino all’area dedicata al bike-sharing, un ragazzo si diverte sul suo skateboard con tutta l’energia della sua giovane età. Poi intravedo una donna che cammina da sola, anche lei con precisione quasi maniacale, attenta a sfruttare tutto l’ampio perimetro del parcheggio per fare un po’ di moto. L’area è talmente vasta che nessuno di costoro ha modo di incontrarsi o di sfiorarsi.

Poi guardo alla mia destra, verso un enorme palazzo un po’ distante, e vedo un signore anziano, con una vestaglia colorata, intento a passeggiare su e giù sul suo balcone. Cammina a passi rapidi, con impegno ammirevole, senza fermarsi come se dovesse continuare fino a tarda notte.

Ci s’ingegna come si può in questo tempo sospeso, tempo di dure battaglie e di pensieri sgradevoli. Io resisto chiusa in casa da giorni, rinuncio a camminare, ed è un peso, un peso notevole; ma la situazione è questa, non c’è altra via, e non ci si può lamentare quando si pensa alla tragedia che ci sta investendo. Stare in casa è una grande fortuna: significa che non si è gravemente malati, che non si è in ospedale, che si possono fare tante cose, che si può persino immaginare il proprio futuro. Ecco, si pensi a questo: al privilegio che si ha nel potersene stare in casa.

Covid-19: gli sfoghi di alcuni amministratori

 

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In queste ultime ore, molti sono gli amministratori che si lamentano delle troppe trasgressioni di cittadini che non rispettano le prescrizioni del governo. I comportamenti indisciplinati riguardano tutte le regioni, da nord a sud. Lo stesso Presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha dichiarato che, se le cose continueranno in questo modo, chiederà al governo di inasprire le regole per favorire ulteriormente il distanziamento sociale.

Qualche sindaco si è poi lasciato andare a dichiarazioni impetuose contro chi viola le decisioni delle autorità. In queste ultime ore, è stato diffuso un video che riprende il pittoresco  sfogo del sindaco di Delia, piccolo comune in provincia di Caltanissetta, contro alcuni cittadini poco collaborativi. Il sindaco, arrabbiato, si  è scatenato in una gustosa filippica contro chi vuole andare da Delia a Caltanissetta soltanto per comprare le crocchette al cane, chi si riunisce in campagna a fare grigliate e molte altre amenità.

Altro sfogo molto colorito è arrivato, giorni fa, da parte del sindaco di Lucera. Parlando per metà in dialetto, ha spiegato che non c’è bisogno di cercare proprio adesso l’estetista per depilarsi, perché, in questa stagione, non importa a nessuno se noi donne sembriamo King Kong. Per parte mia aggiungo che ci si può depilare tranquillamente da sole.

(Per vedere i video basta cliccare sulle frasi colorate)

Un virus pericoloso

Si chiama “Digital Protection” ed è un falso anti-virus. Compare improvvisamente con una finestra in cui finge di avvisare che il pc è in pericolo, che qualcuno ci sta rubando dati e altre amenità. Poi si installa da solo e ogni minuto apre una finestra per ripetere i finti allarmi e per chiedere di sottoscrivere un abbonamento. Intanto il sistema comincia a rallentare, le pagine aperte col browser si chiudono d’improvviso e le funzioni del pc vengono compromesse.

Mi è successo due giorni fa. Non sono caduta nella trappola, nel senso che ho capito immediatamente che si trattava di un virus e ho subito cercato di rimuoverlo. Ma non c’è stato niente da fare. Ieri pomeriggio il pc è morto e oggi ho dovuto portarlo dal tecnico. Per fortuna si tratta di una persona efficiente: alle 18 avevo il processore nuovamente in funzione e adesso sto scrivendo sul blog. 🙂