La visita in villa


Occorre una serena giornata di sole tiepido per poter ammirare il paesaggio intorno. Poi occorre tempo: fretta e ansia, infatti, sono bandite per lasciare spazio alla contemplazione e all’ascolto. Le ombre sono poche e non c’è alcun bisogno di chiudere la porta.
Quando calerà la sera, l’oscurità sarà un velo prezioso ad accompagnare il riposo.

(In foto il dipinto La visita in villa, di Silvestro Lega, 1864)

È la nebbia


È la nebbia il conforto del mattino, la nebbia silenziosa e bianca, la nebbia su volti spenti e monotoni pensieri e inevitabili sospiri.
È la nebbia il conforto del cammino, la nebbia silenziosa e amica, la nebbia su segreti preziosi e insopportabili ricordi e inesorabili sospiri.

È la nebbia ed è l’autunno ed è il destino; è la nebbia ed è l’immenso ed è il mattino.

Ricordi d’estate


Pur detestando il caldo e soprattutto l’afa, che non riesco a tollerare fisicamente, quest’anno avverto il bisogno dell’accecante luminosità del sole estivo.

Mi colpisce tale contraddizione. So che, quando l’estate trionferà con le sue giornate torride e senz’aria, soffrirò moltissimo e attenderò con ansia l’arrivo dell’autunno; eppure, nonostante tutto, sento la necessità di affrontare la nuova stagione.
Sono emozioni irrazionali a confondermi la mente in questo modo, emozioni che non posso spiegare con chiarezza. Alcuni ricordi, inevitabilmente deformati dal tempo, si aggiungono al caotico quadro dei miei pensieri. Rivedo pomeriggi d’agosto lontani, monti addormentati al sole, fiori accarezzati dal vento, gatti solitari in cerca d’ombra e di riposo, serate in compagnia della luna e delle stelle. Ma poi, per fortuna, la razionalità mi soccorre e strappa il velo che regala al tempo trascorso falsi toni rosati, mostrandomi la realtà per ciò che era: senza rosa, senza azzurro, senza luce.

Allora sono contenta di non vedere più quei monti addormentati al sole e quelle stelle e quella luna.