Vaccino e notte d’estate

Alle 4 di notte del 21 luglio, col sadico caldo padano che infieriva sulla città, mi sono improvvisamente svegliata scossa da brividi forti. Il segnale era chiaro: febbre. Così mi è venuto da ridere mentre mi alzavo per raccattare una coperta di lana e uno scialle, allo scopo di attutire un po’ la sensazione di freddo. In piena estate.

Poi, dalla mattina alla sera, tutto il resto dei sintomi, nessuno escluso: continui capogiri che mi hanno costretta a passare la mattina sdraiata (non trascrivo il tipo d’imprecazioni cui ho pensato mentre mi trovavo in quelle condizioni), forte mal di testa, dolore a tutte le ossa e persino agli occhi, spossatezza, sensazione di nausea e, nel tardo pomeriggio, febbre fino a 38 e 6. Così ho preso una Tachipirina, la febbre è sparita nel giro di due ore, ieri sono stata molto meglio, oggi sono completamente sana.

Tutto questo per dire che la seconda dose del vaccino Moderna, fatta alle 17:45 di martedì 20 luglio, mi ha causato alcuni effetti spiacevoli. Niente di grave, per carità, ma ho sperato fino all’ultimo che non mi accadesse, dato che, a quanto sembra, soltanto il 10% dei vaccinati con Moderna presenta questo tipo di disturbi, e io ovviamente speravo di appartenere al restante 90%.

Il mio piccolo sacrificio, però, mi ha regalato una ricompensa: proprio ieri ho ricevuto un sms con il mitico authcode, utile per scaricare l’ormai celebre Green pass, che così è già tutto mio. Non che io abbia intenzione di darmi a divertimenti sfrenati fra ristoranti, eventi rabberciati alla meno peggio, sagre della cipolla o del rosmarino fritto e strane riunioni; al contrario, la mia vita procederà serenamente lungo i consueti binari della prudenza e della sobrietà, per cui il certificato di immunità resterà inutilizzato. Però ‘sto Green pass è una bella soddisfazione, considerando che se ne parla tanto e che fa discutere e litigare politici e cittadini, compresi negazionisti e complottisti, attualmente scatenatissimi su Faccialibro e social vari. 😆