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Posts Tagged ‘umore’

Come sarà

primavera31

Sono  strane  giornate  di  sole, un  sole  quasi  primaverile. Mentre  sto  scrivendo, la  luce  del  pomeriggio  è  una  presenza  discreta  ma  costante, ambigua  ma  serena, e  ha  la  tranquilla  bellezza  che  anima  tutti  i  momenti  di  passaggio, quei  preziosi  momenti  nei  quali  ogni  fastidioso  eccesso  è  assente.  E  allora  ci  si  chiede  come  sarà  la  primavera; allora  ci  si  domanda  se  arriverà  splendente  e  senza  incrinature  o  se, testarda  e  capricciosa, tarderà  a  rassenerarsi.

Ma  se  così  avverrà – se  la  primavera  sarà  davvero  molto  bizzarra –  sapremo  sopportarla, perché  nei  suoi  bruschi  mutamenti, nei  suoi  improvvisi  voltafaccia  e  nelle  sue  incomprensibili  ansie  riconosceremo  i  nostri  stessi  malumori, le  nostre  contraddizioni, le  nostre  follie  e  i  nostri  desideri. Perché  la  primavera  della  vita, nonostante  tutto, resta  sempre  dentro  di  noi, magari  sonnolenta  e  un  po’  svagata, ma  pronta  a  risvegliarsi  di  fronte  a  un  volto  o  a  uno  sguardo  o  a  una  parola  inaspettata.

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primavera11

Mi  accorgo  di  aver  scritto  poco  ma  la  ‘colpa’  è  di  febbraio, che  mi  annoia  e  non  mi  ispira. Però  non  mi  piace  restare  inattiva  e  dunque  mi  rimetto  al  lavoro.

Si  avvicina  marzo, mese  controverso  e  ambiguo  come  tutti  i  momenti  di  passaggio. Per  analogia, il  pensiero  corre  subito  a  settembre, che  ci  conduce  da  una  stagione  forte  e  prepotente  come  l’estate  a  un  periodo  delicato  e  struggente  come  l’autunno; marzo  ci  trasporta  invece  dall’implacabile  durezza  dell’inverno  alla  frenetica  e  instabile  gioia  della  primavera. Eppure, settembre  e  marzo  sono  realtà  differenti, che  hanno  ben  poco  in  comune. In  genere, settembre  è  più  mite  e  più  dolce  rispetto  a  marzo: molti  sono  i  giorni  ancora  pieni  di  sole, nonostante  i  primi  segni  di  declino, e  le  piogge  tendono  a  essere  pacate, quasi  a  volerci  accompagnare  con  misurato  garbo  ed  eleganza  verso  la  nuova  stagione.

Marzo, invece, spesso  non  si  preoccupa  di  esibire  belle  maniere: a  volte  si  trascina  per  giorni  e  giorni  in  un  vortice  di  grigio  e  di  freddo  che  sembra  senza  speranza; altre  volte, invece, decide  di  gettarci  addosso  d’improvviso  l’azzurro  e  il  verde  della  primavera  per  poi  precipitare  nuovamente  in  giorni  di  noia  e  di  piatta  oscurità. Tutto  dipende  dal  suo  mutevole  umore, insomma. Adolescente  vitale  e  un  po’  viziato, marzo  non  ha  la  maturità  di  settembre, ma  ci  affascina  ugualmente  per  la  sua  infantile  irruenza  e  per  quell’instancabile  ricerca  di  identità  che  sembra  spesso  risolversi  in  un  completo  fallimento. Quando  però  ci  regala  distese  di  margherite  e  di  viole  sui  prati, tendiamo  a  perdonargli  alcuni  eccessi. Proprio  come  si  perdonano  a  un  ragazzino  che  si  affaccia  ansioso  all’esistenza  senza  averne  compreso  ancora  l’enigmatica  complessità.

E  a  voi  piace  il  mese  di  marzo? Vi  affascina  o  lo  considerate  insignificante?

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L’inverno si è vestito di grigio e di nero. Il pomeriggio è squallido, eppure l’atmosfera cupa non riesce a influenzare il mio umore.

Ho pubblicato l’immagine associata a questo post già un’altra volta, durante l’estate del 2010. Si tratta di uno splendido dipinto di Silvestro Lega dal titolo La visita. Credo che si accordi alla perfezione con il clima di questa giornata.

È un dipinto che mi affascina perché, pur mostrando con notevole efficacia i toni e la tristezza che pervadono le giornate di questa stagione, non suscita in me alcuna malinconia: c’è qualcosa di caldo e di profondamente umano a pervaderlo nell’insieme, e non è soltanto merito dell’abbraccio delle due donne in primo piano. Mi colpisce in modo particolare la figura femminile sullo sfondo a destra, quella che sta per arrivare, perché mi trasmette un profondo, inspiegabile senso di calma. È come se, in questo straordinario quadro, fossero racchiuse una saggezza antica, la chiave della serenità, il segreto dell’esistenza.

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Dopo l’insopportabile afa del mattino, il cielo ha deciso di mutare umore e, scuro e inquieto, ci sta finalmente regalando la pioggia, una pioggia calma, fitta e silenziosa, che annuncia l’autunno in maniera sommessa, senza alcuna vanità.

E così, le giornate ebbre di sole se ne stanno andando. Con l’autunno giunge il momento della riflessione, dei pensieri profondi, dei ricordi polverosi e stanchi. L’autunno non è mai fatuo, superficiale e inconsistente; e chi non teme la propria interiorità sa amarlo senza riserve.

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Il clima estivo, con il desiderio di vacanze e di spensieratezza che sempre vi si accompagna, contagia anche il blog. Ogni anno mi capita la stessa cosa, ogni anno si ripresenta la medesima sensazione: per quanto possa sembrare strano, persino questo spazio mi appare diverso, completamente catturato dalla luce e dalla maliziosa leggerezza dell’estate.

Il blog mi parla e mi chiede di abbandonare le riflessioni troppo impegnative, le profonde immersioni negli abissi più remoti dell’anima e i pensieri austeri. Questo è il momento del sorriso che si trasforma in sonora risata, questo è il momento degli scherzi e dei repentini sbalzi d’umore che sanno d’adolescenza e di capacità di sognare.

Il sole c’è nonostante tutto, nonostante ciò che consapevolmente si elude per non turbare e opprimere gli altri. L’estate vuole essere, qui e ora, un augurio per tutti: possa questa luce trasformarsi in un messaggio colmo di letizia; possa tanta inebriante vitalità cancellare le ombre più cupe.

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Dopo vari giorni di buon umore, febbraio è diventato malinconico. Il suo volto allegro si è trasformato in una maschera triste, ma senza assumere lo sguardo feroce dell’inverno: lungo le strade bagnate dalla pioggia, febbraio assomiglia a novembre, con il persistente squallore di lunghe ore grigie e con le nebbie che silenziosamente invadono le mattine, fino a sfumare nei nostri sguardi e persino nei nostri pensieri.
Mancano solo le foglie morte a completare il quadro di quest’autunno fuori stagione.

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Quest’anno febbraio ha deciso di essere clemente: ci sta regalando giornate piene di sole, anche se fredde. È un sole diverso da quello autunnale, sempre pallido e timido anche se generoso; questo è un sole forte e deciso nonostante le temperature, un sole che annuncia la primavera, la fine dell’oscurità e l’arrivo di nuovi colori, seducenti e maliziosi.

Quando l’inverno è di buon umore sa offrire queste sorprese particolari. Oro e ghiaccio si confondono proprio come i pensieri, che scivolano via velocemente in attesa di un cielo senza nubi.

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