Di sera, mentre fuori piove

Il freddo accompagnato dall’umidità è insopportabile. La giornata è stata tetra come non mai a causa di una pioggia sferzante e continua. Ma adesso è calata l’oscurità a celare il grigio disperato delle ore precedenti. Tutto è nero: oltre i vetri si distinguono soltanto i lampioni accesi, malinconici e immobili.

Come reagire di fronte a condizioni meteo tanto avverse? A suo tempo, Gene Kelly danzò con notevole maestria sotto la pioggia, regalando al mondo un’indimenticabile scena di ballo; ma noi non possiamo permetterci altrettanto, un po’ per evitare di ammalarci, un po’ per non essere scambiati per pazzi e costretti a un trattamento sanitario obbligatorio.
E allora? E allora ci attende una lunga serata da vivere, se possibile, con calma. Da assaporare lentamente, da gustare fino in fondo, ciascuno a proprio modo. Non esistono né pioggia né oscurità quando i pensieri oltrepassano questi limitati confini e si dedicano ad altro.
Ed ecco un buon pensiero, tanto per cominciare:

Lo so, non è poetico. Ma anche lo stomaco, poveretto, ha le sue sacrosante esigenze da onorare e rispettare, e un buon piatto di pasta non ha mai fatto male a nessuno.
Dopo aver rallegrato lo stomaco, possiamo finalmente allontanarci dal vile livello della bruta materialità ed elevarci a nutrire lo spirito. Pierre Auguste Renoir può fornirci un aiuto:

Il dipinto Giardino a Rue Cortot ci ricorda che la primavera non è lontana, e che arriveranno giorni colmi di fiori e di passi sull’erba verde.

Dolce novembre


Una giornata brumosa e, a tratti, molto silenziosa, bagnata da una pioggia muta perché il cielo non vuole mostrare la sua sofferenza. Bisogna allora ringraziarlo per questa compostezza, per questo sommesso riguardo, per tanto pudore. Forse bisognerebbe, talvolta, prendere esempio da novembre, che sa essere profondamente malinconico eppure dolce, gelido ma anche mite.

Novembre non è mai esibizionista e non cerca strani espedienti per catturare l’attenzione. Quando è triste piange, ma trova sempre il modo di pronunciare una parola dolce, di accarezzare chi ne ha bisogno e di lasciare intorno, quasi con noncuranza, qualche colore vivace per spezzare l’oscurità dei pomeriggi troppo brevi. Novembre fa questo perché è generoso, nonostante il destino gli imponga il freddo e le ombre e l’umidità del mattino. Novembre si sforza di resistere, contro tutto e contro tutti, e noi forse dovremmo essergliene grati.

(L’immagine è tratta da: http://digilander.libero.it/gengiska/nebbia/10996767bruma.jpg)

Attesa di primavera


La primavera fatica ad arrivare, dopo un inverno tanto aggressivo e scuro. Cerca d’insinuarsi ma deve combattere una battaglia durissima.
Sono giornate di pioggia, di squallida umidità, di asfalto lucido e scivoloso, di fughe nervose lungo strade inospitali. Le lacrime del cielo si riflettono nell’anima: l’oscurità è durata troppo a lungo, il ghiaccio invernale è stato troppo impietoso. Si aspetta un cambiamento, almeno qualche tiepido raggio di sole.
Nell’attesa, restano soltanto i fantasmi sbiaditi dei ricordi.