Nonostante la pioggia


Nonostante la pioggia, si sente che è primavera. La luce è diversa da quella della stagione precedente perché preannuncia schiarite, e il grigio non è troppo opprimente. Nessuna malinconia, dunque, almeno per me.

La scorsa domenica sono stata molto fortunata. In Viale Veneto ho visto i due inamovibili umarells-giocatori ancora su una panchina, ancora rigorosamente a cavalcioni e ancora intenti a giocare con una serietà quasi cerimoniosa. Avevano persino il foglietto sul quale scrivere con scrupolo i punteggi effettuati.
Mio padre mi ha raccontato che quei due irriducibili sono soliti esibirsi in tutto il loro splendore umarellico anche in Piazza Mazzini, qui in centro storico, dove pare siano abbonati a una specifica panchina. In sintesi, dunque, e a beneficio dei modenesi che sanno apprezzare simili spettacoli, l’inossidabile coppia di umarells-giocatori può essere reperita sulle panchine di Largo Aldo Moro, Viale Veneto e Piazza Mazzini. Un po’ di poesia nella città grigia non guasta mai.

Considerando però la pioggia di oggi, temo che i due debbano rassegnarsi a giocare a carte altrove. E immagino il nervosismo delle loro mogli perché non riescono a buttarli fuori di casa.

Umarells in panchina


In una giornata quasi estiva come questa avrei dovuto aspettarmelo. Con il sole caldo, il cielo azzurro e sereno e gli alberi finalmente verdi, possono forse gli umarells di buona volontà starsene rinchiusi nelle loro tane? In questo periodo, gli umarells tornano a prendere pieno possesso della città, invadendola in ogni luogo e dedicandosi ai trastulli che più amano.

Però mai mi sarei aspettata di avere tanta immediata fortuna in materia di umarells a primavera, mai avrei immaginato di vedere il fedele ripetersi di una scena che descrissi sul blog mesi fa. E, meraviglia delle meraviglie, i due protagonisti della scena sono gli stessi umarells di allora, evidentemente usciti indenni dai terribili rigori invernali.

Ma procediamo con ordine. Mentre stavo andando ad Acqua e Sapone per alcuni acquisti, in Largo Aldo Moro ho adocchiato due sagome su una panchina. A quel punto la mia attenzione è aumentata e il mio radar-acchiappa-umarells si è messo in funzione. Mentre mi avvicinavo, speravo con ardore che quanto mi sembrava di vedere fosse vero e non un parto della mia fantasia.
La scena era quasi bucolica, nonostante la panchina si trovi in uno spiazzo, riparato da begli alberi rigogliosi, che divide due strade piene di traffico. Giunta a pochi metri di distanza dalle due sagome, ecco palesarsi il quadro umarellico in tutto il suo splendore: due vispi e grassocci rappresentanti della specie, seduti a cavalcioni sulla panchina, giocavano a carte con grande serietà e concentrazione.

Sono stata maleducata, devo ammetterlo, perché mi sono girata a guardarli per parecchi secondi, accorgendomi che erano gli stessi della scorsa estate; d’altra parte la scena era troppo poeticamente umarellica per poter essere trascurata. Per fortuna i due non si sono accorti del mio interesse perché impegnatissimi a giocare.
Ovviamente avevano steso un bel foglio di giornale per non far cadere le carte, ed erano abbigliati con i tipici vestiti umarellici primaverili: jeans, camicia di cotone a quadretti, giacchetta da mezza stagione e cappello in testa per combattere contro il primo sole e il vento traditore, perché si sa che in primavera i raffreddori sono sempre in agguato e non bisogna mai fidarsi della bella stagione.

In cuor mio li ho abbracciati perché vederli così contenti, diligenti nel loro gioco e soprattutto disinvolti nonostante le persone che passavano e il traffico stressante intorno, mi ha regalato il buon umore.

Umarells-giocatori (II)

carte
Ho il brutto difetto di non tollerare le convalescenze. Probabilmente oggi avrei dovuto starmene in casa ad aspettare di guarire completamente, ma, sentendomi meglio, non ho resistito e sono uscita per fare una passeggiata qui in centro.
Ebbene, la Fortuna, forse per compensarmi del malanno dei giorni scorsi, si è ricordata di me e mi ha premiata con la visione di una meravigliosa scenetta.

In Via Albinelli, all’angolo di Piazza Grande, c’è un edificio con una finestra a pian terreno. Tale finestra ha, meraviglia delle meraviglie, un bel davanzale sporgente rigorosamente sporco.
Dovete sapere che, in città, Piazza Grande è il luogo umarellico per eccellenza. Qui si radunano frotte di umarells in ogni stagione dell’anno e con qualsiasi condizione meteorologica: è noto, infatti, che gli umarells sfidano senza alcun timore e con perfetta imperturbabilità pioggia e vento, sole infuocato e neve gelida. Sfiderebbero con indifferenza anche mareggiate, tornadi e tsunami, ma, data la condizione geografica di Modena, non c’è pericolo che si verifichino queste tre possibilità.

La zona con il davanzale sporgente è sempre piena di umarells che lì si appoggiano con le biciclette per discutere di tutti gli argomenti umarellici classici, quelli in voga fin dalla notte dei tempi: politica, calcio, pensioni, stipendi, affitti, mutui e Borsa di Milano.
Però mai prima d’ora i miei occhi avevano visto questa scena forse irripetibile. Mentre stavo raggiungendo l’angolo di Piazza Grande, sono rimasta sorpresa nel vedere due tipiche schiene umarelliche curve su questo mitico davanzale. Conoscendo bene i miei polli e accorgendomi di un loro atteggiamento quasi furtivo, mi sono subito insospettita e mi sono chiesta che cosa facessero di tanto strano da doversi nascondere dando la schiena ai passanti. Così ho allungato il mio occhio malandrino e ho gioito come mai prima d’ora: i due umarells, ovviamente piccoli, larghi e rubicondi, stavano giocando a carte sul davanzale, sereni e tranquilli nonostante la confusione che caratterizza il sabato pomeriggio in centro storico. Le carte erano quelle da briscola, e non mancava neppure il foglietto con la matita per segnare i punti. Inoltre uno dei due umarells aveva appoggiato sul davanzale anche il suo bastone da passeggio.

Questi due individui meriterebbero di essere adottati dal WWF e salvati, coccolati e vezzeggiati più dei panda perché non è giusto che si estinguano.

Umarells giocatori

carte
Intorno alle 18 e 30, mentre mi stavo recando al negozio Acqua e Sapone per fare un acquisto di grande importanza – un balsamo per capelli -, i miei occhi hanno assistito a una scena meravigliosa.
In Largo Aldo Moro, ho visto due splendidi esemplari di umarells seduti su una panchina di legno. Fin qui sembra tutto regolare, vero? Invece c’è la sorpresa. I due, in rigorosa divisa estiva da umarells-trendy – camicia azzurra e jeans – erano beatamente seduti a cavalcioni sulla panchina uno di fronte all’altro: in mezzo, a dividerli, una piccola tovaglia sulla quale stavano giocando a carte.

Siccome gli umarells, quando giocano a carte, sono precisi e vogliono che il gioco proceda regolarmente, in genere portano sulle panchine anche un foglietto di carta con una matita per segnare i punti. Conoscendo quest’abitudine umarellica, ho osservato i due fringuelli e con gioia indescrivibile ho visto il foglietto e la matita.
D’altra parte, quest’inizio d’autunno è particolarmente mite e quindi si presta ai passatempi umarellici tipici della bella stagione. E agli umarells piace tanto il gioco delle carte! Che sia un preludio per la caduta negli abissi della perdizione, ossia nel gioco d’azzardo? 😛

(La foto proviene da qui)

Umarells e Coop

TESSERA COOP ESTENSE
C’è un luogo, magico ma non misterioso, in cui l’umarell emiliano si sente padrone, re e persino imperatore (ma sì, abbondiamo!): le Coop che vendono prodotti alimentari. Naturalmente non mi riferisco agli ipermercati, enormi e dispersivi, ma alle Coop di medie e piccole dimensioni presenti in vari quartieri delle nostre città. Qui l’umarell, orgogliosamente tesserato e socio, si muove con visibile sicurezza perché consapevole di trovarsi nel proprio elemento naturale e di essere rispettato, coccolato, vezzeggiato e riverito: tutti, infatti, sono ai suoi ordini, tutti sono disponibili e gentili nel fornire informazioni, indicare il prodotto migliore, ascoltare con santa rassegnazione eventuali lamentele e consigli. Sì, perché l’umarell medio fornisce consigli non richiesti persino ai dipendenti Coop. 😕

Ad esempio, in una Coop che anch’io frequento, qualche giorno fa un umarell ha gentilmente informato una cassiera circa il modo migliore per ingrandire il magazzino, parlando con apparente competenza di buchi da praticare e materiali da usare; con molta serietà l’umarell in questione ha parlato anche di una trivella, ma non ricordo più perché e forse è meglio così. 😀
A onor del vero, non vi è alcun progetto per ingrandire questo punto vendita, e quindi l’umarell suddetto ha teorizzato tutto in base a proprie fantasie, ma la cassiera ha ugualmente ascoltato la filippica con molta affabilità, come da tradizione, perché, con la loro presenza costante e il loro sincero entusiasmo di soci, gli umarells sono una garanzia di prosperità per le Coop. Lunga vita agli umarells!

Umarell-ladro

ladro
Ebbene sì, è capitato anche questo. Qualche giorno fa, nella mia provincia un baldo rappresentante della nutrita schiera degli umarells è stato arrestato per furto, avendo rubato alcuni pezzi meccanici da un’automobile o da una moto. Ma il bello è che quest’infaticabile “giovanotto” ultrassessantenne non si è solo limitato a rubare: in evidente stato di eccitazione per aver trovato i rari pezzi meccanici cui aspirava da una vita intera e non volendo in alcun modo rinunciare a essi, si è scagliato contro le vittime del furto dopo essere stato scoperto in flagranza di reato.

A questo punto, un lettore poco avvezzo alle questioni umarelliche potrebbe pensare che gli umarells non siano più quelli di una volta, placidi, onesti e sornioni, e che l’attuale, presunta decadenza dei costumi li abbia irreversibilmente contagiati. Colpa forse della televisione e dei suoi programmi-spazzatura? Colpa dell’assenza di socialità nelle nostre città sempre più disumane? Colpa della crisi economica? No, niente di tutto questo: la spiegazione è molto più semplice e banale.

Essendo inclini, per mentalità e abitudini, a impegnarsi in una variegata tipologia di lavoretti fai-da-te, e perciò bisognosi di oggetti di ogni tipo spesso introvabili, gli umarells sono sempre stati esposti all’insana tentazione di rubare e l’hanno fatto in ogni epoca, sia pure in genere con un certo garbo.
In questa prospettiva, allora, si comprende come un umarell appassionato di pezzi di ricambio, con i quali vorrebbe costruire qualcosa d’innominabile o aggiustare qualcosa d’altrettanto innominabile, sia disposto a tutto pur di acchiappare ciò che ha sempre desiderato, e possa quindi diventare violento se un malcapitato l’ostacola mentre cerca di ottenere l’oggetto dei suoi sogni.

Del resto l’inclinazione al furto, latente in tutti i veri umarells, è provata anche da un’abitudine che li caratterizza da sempre: lo stazionamento rigorosamente in gruppo intorno ai bidoni della spazzatura, allo scopo di rovistare per vedere se i giovani d’oggi, viziati e debosciati, hanno gettato via qualcosa da poter prendere, trasformare e riciclare nei modi più assurdi e inutili. Lo stazionamento presso i bidoni della spazzatura è dunque il primo gradino verso altri ben più loschi traguardi.

(La foto è tratta da qui)