Ricominciare

Cambiare gli abiti al blog è una trasformazione importante, che segna un passaggio anche nella mia esistenza, un prima e un dopo, come un compleanno. Comincia una nuova stagione, la primavera meteorologica, e arrivano nuovi pensieri, fantasie colorate e il desiderio di correre fuori, incontro alla vita, nonostante il vento di guerra e lo sgomento l’accompagna – e il non sapere come, quando, dove.

La primavera torna col freddo dell’inverno addosso, forse impaurita ma decisa a restare. Questi mutamenti sono confusi, faticosi, un passo avanti e due indietro, il sentiero che si dirama, la direzione da prendere, da che parte vado. E le margherite, le violette, il ricominciare.

Ecco, si ricomincia. Con qualche consapevolezza in più e l’idea confusa del farcela a qualsiasi costo.

Il cambiamento


Non è facile abituarsi, perché il cambiamento è radicale. Certi colori sono definitivamente scomparsi, certi pensieri sono freddi come il ghiaccio, e alcune parole sono venute meno per lasciare spazio a interminabili silenzi.
Capita di riconoscersi a stento, di guardare al proprio passato scorgendo i tratti confusi di un altro io, ormai sepolto per sempre sotto il peso del tempo trascorso.

Non è facile abituarsi, ma occorre farlo. Allora, con infinita pazienza, si osserva l’orizzonte ritrovando la calma. In fondo, è un’altra primavera: si guarda il cielo, si scorge l’azzurro e si ascolta il canto del vento, affettuoso e discreto come pochi.
I fiori, muti compagni di quiete ore solitarie, sanno ogni cosa e comprendono.

(Nell’immmagine, il dipinto Signora in terrazza di Cristiano Banti)