Sciocchezze prima di cena

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In  questo  periodo, con  la  scusa  del  carnevale, del  quale  in  realtà  m’interessa  ben  poco, ho  pensato  alla  remota  possibilità  di  preparare  le  ciambelle  fritte, che  non  ho  mai  fatto  in  vita  mia. Questo  stravagante  desiderio, che  si  è  impossessato  di  me  circa  una  settimana  fa, mi  ha  spinta  a  cercare  sul  web  qualche  ricetta  non  troppo  astrusa. Ma  le  ricette  sono  tante, davvero  troppe, e  io  non  ho  il  tempo  necessario  per  lanciarmi,  con  audacia  e  sprezzatura,  in  una  simile  avventura, tenendo  anche  conto  del  fatto  che  il  risultato  potrebbe  essere  non  proprio  felice, data  la  mia  completa  inesperienza  a  riguardo. Pertanto  ho  infine  deciso  che, sabato  prossimo, mi  limiterò  a  preparare  il  ciambellone  marmorizzato  e  glassato, che  è  buono  assai,  si  mangia  molto  volentieri e  mi  riuscirà  perfettamente, visto  che, in  questo  caso, l’esperienza  non  mi  manca. In  altre  parole: la  cronica  assenza  di  tempo  mi  spinge  a  ripiegare  sul  noto  e  il  consueto, a  scapito  del  cambiamento. C’è  da  dire, però, che  adoro  torte  e  ciambelloni, preferendoli  a  qualsiasi  tipo  di   dolce  fritto, per  quanto  buono  possa  essere. Pertanto: w  il  ciambellone  marmorizzato!

Dopo  questo  post  di  così  intenso  spessore  intellettuale  e  speculativo, mi  alzo  e  vado  a preparare  la  cena. Non  mi  va, ma  mi  tocca. Buona  serata. 😀

Domenica d’inverno

La  settimana  appena  trascorsa  è  stata  così  intensa  e  ricca  d’impegni  che  non  ho  potuto  aggiornare  il  blog  quanto  avrei  voluto. E  mi  dispiace. Tuttavia  conto  di  rifarmi, approfittando  anche  delle  imminenti  festività.

Tutti  gli  anni, dicembre  è  un  mese  colmo  d’impegni, a  volte  inutili  o  quasi: a  causa  del  Natale  si  entra  in  una  girandola  di  movimenti  che  assorbe  troppe  energie  e  sembra  non  avere  mai  fine. Ma  già  pregusto  gli  ultimi  giorni  dell’anno, quelli  che  amo  di  più, i  giorni  fra  Natale  e  la  festa  di  San  Silvestro; sono  giorni  che, salvo  eventi  inattesi, farò  in  modo  di  trascorrere  con  sacrosanta  lentezza. La  lentezza  che  consente  di  riappropriarsi  di  se  stessi  e  di  dar  corso – perché  no – alle  più  sfrenate  fantasie. Fantasie  d’inverno.

Per  una  non-cuoca  come  me  è  sempre  fonte  d’ansia  pensare  al  menu  natalizio. Lo  considero  molto  seccante: farei  volentieri  a  meno  di  cucinare, attività  che  m’infonde quasi  sempre  un’inspiegabile  forma  di  depressione. Però  mi  piace  preparare  torte, mi  piace  vederle  crescere  nel  forno, mi  piace  sentirne  il  profumo  che  invade  la  cucina. Finora, la  mia  torta  favorita  è  la  sette  vasetti, semplice  ma  spettacolare  nel  risultato  che  ottengo: alta  cinque  o  sei  centimetri, morbidissima  e  delicata  proprio  come  piace  a  me. Ieri, poi,  ho  fatto  una  torta  paradiso  che, per  fortuna, è  venuta  bene  dopo  due  o  tre  fallimenti  totali  che  risalgono  all’autunno  appena  trascorso: la  paradiso  è  l’unica  torta, infatti,  che  mi  ha  dato  filo  da  torcere  facendomi  penare  un  po’, ma  ora  ho  finalmente  ottenuto  il  risultato  che  desideravo.

Adesso  ho  in  programma  di  preparare  una  torta  ai  frutti  di  bosco. Se  il  risultato  sarà  soddisfacente, forse  la  replicherò  per  le  feste  natalizie  glassandola. C’è  da  dire  che  non  ho  mai  glassato  una  torta  prima  d’ora; tuttavia, mi  sono  messa  in  testa  di  farlo  e, quando  decido  di  dover  imparare  qualcosa  di  nuovo,  neanche  le  cannonate  riescono  a  impedirmelo. Perciò  sì, tendo  a  credere  che  qualcosa  glasserò. Fosse  pure  un  biscottino  striminzito. 😀

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