Pensieri sconnessi

Ieri  sera, complice  il  buon  umore  dovuto  alla  stagione  autunnale, mi  è  venuto  l’improvviso  ghiribizzo  di  preparare  una  torta  allo  yogurt. Ho  radunato  tutto  il  necessario, ho  preso  con  me  la  ricetta  e  mi  sono  messa  all’opera. Morale  della  storia: ho  terminato tardi, la  torta  ha  finito  di  cuocersi  alle  23  e  30  e  io  ero  semi-distrutta  avendo  già  avuto  una  giornata  assai  pesante. In  più  ho  dovuto attendere  che  la  mia  dolce  creatura  si raffreddasse  prima  di  poterla  mettere  via  ben  chiusa, in  modo  da  preservarne  la  morbidezza. Risultato: questa  mattina  ero  stanchissima, però  ho  mangiato  la  torta.  😀                                                                                                                                                                            Intanto  sto  già  pensando  a  cosa  farò  sabato:  pan  di  Spagna  o  torta  zebrata? Ciambella  marmorizzata  o  torta  paradiso? Non  ho  ancora  deciso,  ma  certamente  non  farò  a  meno  di  preparare  qualcosa. Rimuginare  sulla  preparazione  dei  dolci  m’infonde  allegria  e  forse  mi  fa  tornare  un  po’  bambina, sebbene  neppure  io  comprenda  in  pieno  perché.

Nell’attesa, mi  abbandono  con  trasporto  all’atmosfera  di  queste  lunghe  serate  autunnali, in  cui  il  silenzio  è  una  porta  scura  che  attende  di  essere  aperta  per  rivelare  strani  incantesimi  – e  profondità  inaspettate  mentre  fuori  piove.

(L’immagine  è  tratta  da: http://ricette.giallozafferano.it/Torta-paradiso.html)

Il mio amatissimo fornetto

Per  mesi  gli  ho  dato  la  caccia, decisa  ad  accaparrarmene  uno. Da  ricordo  d’infanzia – mia  madre l’ha  avuto  e  usato  per  vent’anni, finché  non  si  è  rovinato – a  oggetto  del  desiderio  nell’età  adulta: si  tratta  del  mitico  fornetto  estense  che, oltre  a  consentire  un  buon  risparmio  d’energia, ha  il  pregio  di  cuocere  tutto  benissimo  lasciando  i  cibi  molto  morbidi.  Se  è  vero  che, pur  essendo  ancora  ricercato, ormai  è  quasi  introvabile  nei  negozi,  è  altrettanto  vero  che, per  chi  non  demorde  e  ha  buona  volontà, è  reperibile  on  line:  l’ho  ordinato  a  Milano, ieri  pomeriggio  mi  è  arrivato  e  oggi  ho  fatto  la  torta  Margherita. 🙂

Domani  tenterò  di  preparare  una  focaccia  col  rosmarino. Scrivo  tenterò  perché, com’è  noto  a  chi  mi  segue  assiduamente, non  sono  un’abile  cuoca  e  non  amo  troppo  cucinare; anzi, a  dirla  tutta, sono  proprio  una  povera  somarella  in  cucina,  e  spesso  devo  sforzarmi  parecchio  per  concentrarmi  mentre  preparo  pranzi  e  cene, perché  il  mio  pensiero  vola  altrove, alle  mie  vere  passioni. Tuttavia, negli  ultimi  tempi  mi  è  preso  lo  strano  ghiribizzo  di  voler  imparare  a  fare  buone  torte  e  buone  focacce, e  quindi  ho  deciso  di  mettermi  all’opera.

In  tutto  questo  c’è  un  lato  comico, o  almeno  comico  per  me. L’idea  di  dover  ricevere  a  casa  un  pacco  in  genere  mi  emoziona  e  mi  rende  felice. Ora, se  qualcuno  mi  avesse  vista  acchiappare  lo  scatolone  col  fornetto, ossia  se  avesse  visto  la  mia  faccia  felice  e  imbambolata  nello  stesso  tempo, avrebbe  potuto  pensare: ‘sta  poveraccia  non  ha  mai  visto  niente  in  vita  sua.  Ovviamente  non  è  così. Ma – non  so  come  spiegarlo – il  fatto  di  ricevere  un  pacco  che  arriva  da  lontano, unito  all’atto  di  doverlo  aprire, mi  fa  sempre  tornare  di  colpo  bambina  e  mi  fa  avvertire  una  strana, indomabile  frenesia. Quindi  sono  contenta  di  aver  trovato  il  fornetto  che  tanto  desideravo  e, nel  contempo, sono  lieta  di  averlo  fatto  arrivare  da  lontano, perché  così  ho  potuto  provare  una  gioia  infantile. 😀

Lunedì: sogni e realtà

Lunedì, per molti giorno detestato. Ricomincia la settimana e ricomincia il solito ritmo, che consiste nel destreggiarsi fra corse frenetiche e mille attività, utili o inutili a seconda dei casi, ma quasi sempre obbligatorie. E allora che fare per iniziare tutto ciò con ottimismo?
Cominciamo così, con una bella fetta di torta Costanza: 🙂

Se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, considerando la bellezza dell’insieme questa torta sembra proprio invitante, e i suoi colori suscitano serenità insieme a infiniti sogni di primavera.

Certo può sembrare strano pensare alla primavera mentre gennaio finisce e febbraio, dispettoso e gelido, ci aspetta al varco. Ma per cominciare bene la settimana, lasciarsi trasportare dalla fantasia e immaginare certi toni può essere stimolante:

Il roseto come emblema di pace e di sogni senza ombre.

Certo, ora dobbiamo continuare a sopportare il freddo, la neve e lo spettacolo degli alberi spogli. Però, a ben guardare, non è detto che sia un brutto spettacolo:

Buon inizio di settimana a tutti. 🙂

Pensieri dolci

A quest’ora, mentre l’oscurità avvolge le strade e le voci si affievoliscono, un pensiero dolce può essere molto gradito. Però è anche vero che, prima di dormire, è opportuno evitare di riempirsi lo stomaco con simili ghiottonerie. Ecco che allora rimandiamo la festa a domani mattina, quando potremo assaggiare questa deliziosa cameo-cake, creazione di Camilla Rossi.
Nell’attesa del lieto banchetto, che renderà felici il corpo e lo spirito, sogni d’oro. 🙂

Dolce ad agosto


Mentre agosto ha deciso di scatenarsi facendo piombare su noi poveri mortali una cappa di caldo che, stando alle previsioni, dovrà aumentare, io, che in questo momento non intendo soffermarmi su argomenti seri o pesanti, mi consolo con l’immagine di questo dolce, raffinato, delicato e probabilmente assai gustoso. Sembra una poesia sotto forma di torta, eterea, quasi fatata nella sua elegante sobrietà. Si tratta di una creazione di Camilla Rossi.
Posso offrirvene una fetta? 😀

Dolci e fantasie


L’ho trovata per caso navigando su internet e me ne sono innamorata. Questa torta si chiama Maria Antonietta ed è stata creata da Camilla Rossi.

Quando vedo torte simili a questa, regredisco di colpo all’infanzia e comincio a nutrire fantasie un po’ stravaganti: ad esempio, mi piacerebbe affondare le mani nell’impasto morbido per sporcarmele tutte, senza alcun ritegno. Poi, però, penso che sarebbe bello lasciare questa meraviglia intatta, così com’è, vero incanto per gli occhi e per l’immaginazione. Ma ci si può limitare a guardarla senza assaporarne neppure una briciola? 8)

A parte queste vane speculazioni, dovute anche al caldo afosissimo – oggi il termometro ha toccato i 41 gradi e ormai io straparlo- l’immagine m’infonde allegria e perciò ben venga!

Mai fermarsi…


…alle apparenze. Sì, lo so, è una frase fatta, ma in questo caso indica una profonda verità che riguarda il mio fornaio di fiducia, il mitico Pasquale. Originario del salernitano, ha trascorso un periodo a Varese e poi, a causa di varie vicissitudini, si è trasferito qui a Modena.
Il negozio di Pasquale, situato in centro storico, è vecchio e non ha nulla di speciale, almeno da un punto di vista estetico: si tratta di una bottega un po’ malandata con annesso il forno, una bottega modesta che forse avrebbe bisogno di essere ristrutturata. Però, in questa semplice e onesta bottega si preparano alcuni dolci che possono essere definiti “opere d’arte”.

In passato ho frequentato fior di pasticcerie, con vetrine lucide come specchi, torte messe in bella vista, cumuli di paste colorate e altro ancora, ma si trattava di tutto fumo e niente arrosto: torte secche o dure o con sapori strani sui quali era meglio non indagare, e paste così dolci da far venire il mal di stomaco e il diabete anche a una persona sanissima.
Da Pasquale, invece, nulla di tutto questo. Le sue torte di mele, ad esempio, non sono normali torte di mele ma autentiche poesie per il palato: ce ne sono di due tipi, una con mele dentro e un’altra con mele sopra, e non si sa quale delle due preferire. In passato odiavo le torte di mele, ma dopo aver assaggiato quelle di Pasquale mi sono convertita. Ottime anche la crostata di amarene, che sembra fatta in casa, e la torta Barozzi, un succulento dolce al cioccolato tipico di queste parti.

Ma il momento dell’estasi completa giunge a primavera, quando comincia il periodo in cui viene preparata la torta di fragole. In vita mia non ho mai assaggiato niente di simile e non sto esagerando. Delicata, morbidissima – bisogna persino stare attenti a non spezzarla -, farcita con una crema che definire raffinata è riduttivo, la torta di fragole è un capolavoro di alta pasticceria. Ed è l’unica cosa che, in questo splendido autunno, m’induce a pensare alla primavera. 🙂

(L’immagine è tratta da: http://casa.atuttonet.it/tag/diametro)

Torta di Vianne


Si può portare scompiglio in una fin troppo quieta e conformista comunità soltanto aprendo una cioccolateria? Sì, è possibile. Chi ha visto il delizioso film Chocolat sa a cosa mi riferisco.
Vianne Rocher giunge a Lansquenet insieme a sua figlia, apre una cioccolateria nel periodo della quaresima, e suscita i sospetti e la riprovazione del diffidente e bigotto conte di Reynaud, sindaco e soffocante guida morale della piccola cittadina. Grazie alla comunicativa, alla simpatia e all’ottimismo, Vianne riesce a influenzare positivamente la vita di molte persone, tanto che alla fine persino il ferreo conte di Reynaud cede e diventa “umano”.
Nel film la cioccolateria di Vianne è bellissima e colma di splendidi dolci al cioccolato. Perché non prendere spunto da questa storia per soddisfare qualche piccolo peccato di gola? 😉 Ecco la ricetta della torta al cioccolato di Vianne.

Ingredienti
Per 6 persone

125 g burro, a temperatura ambiente
150 g zucchero
2 uova
200 g cioccolato fondente
1 cucchiaio Cointreau
1 cucchiaio di buccia di arancia finemente grattugiata
220 g farina
2 cucchiai cacao amaro
1 busta lievito in polvere
250 ml latte
La ricopertura
250 g cioccolato fondente
375 ml panna

Procedimento
Riscaldate il forno a 180 gradi.
Montate con l’aiuto del frullino elettrico lo zucchero con il burro fino a quando è diventato bello cremoso. Aggiungete poi le uova, una alla volta, il cioccolato fuso e intiepidito, il Cointreau e la buccia di arancia grattugiata.
Settacciate la farina col cacao ed il lievito e poco alla volta, in alternanza col latte, incorporatelo all’impasto di cioccolato. Versate il tutto in una tortiera imburrata dal diametro di circa 25 cm ed infornate per 40 minuti. Sarà pronta quando infilando al suo centro uno stecchino, ne uscirà pulito. Sformatela e rovesciatela su di una gratella in modo che si raffreddi bene.
Nel frattempo preparate la ganache (ricopertura) mettendo la cioccolata in un recipiente metallico e versandoci sopra la panna che avete portato a leggera ebollizione. Lasciate che il calore sciolga la cioccolata per circa 3 minuti e poi mescolate bene fino ad ottenere una crema morbida. Fate raffreddare il tutto in frigorifero per circa 20 minuti in modo che solidifichi un po’ ma non troppo. Passato questo tempo, toglietela dal frigorifero e, aiutandovi col frullino elettrico, mescolate bene fino a quando otterrete una crema che verserete al centro della torta e che spalmerete tutto intorno, con l’aiuto di una spatola di metallo, in modo da ricoprirla tutta.

E mi raccomando: mangiate a sazietà! 🙂

(la ricetta è tratta dal sito: http://www.mangiarebene.com)