Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘tè’

Rito di primavera

Ricomincio  a  scrivere  volentieri  dopo  giorni  pieni  di  impegni  e  di  tanta, tanta  stanchezza. E  voglio  ricominciare  in  sintonia  col  clima  sereno  e  luminoso  di  questo  marzo  così  felice, quasi  del  tutto  privo  di  capricci, inaspettatamente  allegro  e  disponibile. Cominciamo  allora  con  una  bella  merenda, importante  rito  pomeridiano  per  chi  può  permetterselo. Se  il  tè  invernale  è  un  momento  di  conforto  e  di  calore  chiamato  a  combattere  l’oscurità  e  l’oppressione  della  stagione  fredda, durante  la  primavera  diventa  invece  una  pausa  leggermente  frivola  e  giocosa, ma  indispensabile  per  scandire  il  ritmo  della  giornata, per  conferirle  un  senso, per  non  renderla  un  piatto  rincorrersi  di  ore  sempre  identiche  a  se  stesse:

In  primavera, i  fiori  prevalgono  in  ogni  occasione, anche  durante  il  rito  del  tè. E  ci  rasserenano  donandoci  tranquillità  e  benessere. In  fondo, alla  primavera  si  chiede  questo: un  po’  di  allegria  e alcuni  momenti  di  quieta  leggerezza. Buon  pomeriggio  a  tutti. 🙂

(L’immagine  è  tratta  da: http://www.pensieriepasticci.ifood.it/2013/02)

 

 

Read Full Post »

Che  fare  per  cominciare  bene  una  cupa  giornata  di  novembre? Si  parte  dalla  colazione:

croissant

A  pranzo, si  sceglie  un  buon  piatto  di  stagione, cioè  i  tortelloni  di  zucca:

tortelloni

E  poi  il  rito  del  tè, che, nei  brevi  pomeriggi  autunnali, mentre  il  sole  tramonta, assume  una  connotazione  quasi  sacrale:

te

Buona  giornata  a  tutti. 🙂

Read Full Post »

wallpaper_natale_1

Ore  16:48. Con  una  tazza  di  tè  bollente  e  una  fetta  di  ciambellone  accanto, inizio  a  scrivere  questo  post. Il  sole  è  tramontato  e  fra  non  molto, oltre  la  finestra, sarà  tutto  buio. Intanto  il  blog  ha  assunto  l’aspetto  tipico  del  periodo  festivo: poverino, deve  tirare  la  carretta  anche  lui, adeguandosi  non  solo  ai  cambiamenti  di  stagione  ma  anche  alle  varie  feste  che  spezzano  il  ritmo  dell’anno. In  altri  termini, pure  il  blog  lavora, si  dà  da  fare, si  affanna  per  allietare  il  più  possibile  chi  si  troverà  a  passare  da  queste  parti.

Ore  16:54. Fuori  si  addensano  ombre, il  giorno  sta  scivolando  via  lentamente. Oggi  il  freddo  è  intensissimo, è  davvero  inverno, inverno  giunto  di  colpo, senza  troppi  preamboli, com’è  tipico  del  suo  carattere  severo  e  aspro. Mentre  scrivo  queste  parole, m’interrompo, bevo  il  tè, guardo  fuori  dalla  finestra: sono  le  16:57  e  le  ombre  appaiono  ancora  più  marcate, di  minuto  in  minuto. Sto  immaginando  che  tipo  d’inverno  sarà: avremo  la  neve? e  quanta? Sebbene  il  sogno  di  molti – anche  il  mio – preveda  l’arrivo  di  un’abbondante  nevicata  il  25  dicembre, la  realtà  non  vuole  saperne: qui  non  ho  mai  visto  la  neve  il  giorno  di  Natale. In  genere, se  si  degna  di  comparire  durante  le  feste, la  neve  comincia  a  fioccare  il  31  dicembre, per  la  tanto  odiata  o  amata  festa  di  S. Silvestro.

Ore  17:06. La  sera  è  calata. Non  è  ancora  buio, ma  manca  molto  poco. La  mia  pausa  sta  per  terminare: ho  i  minuti  contati. Ma  sono  felice  di  averla  trascorsa  su  questo  blog.

Buon  proseguimento  di  giornata  a  tutti. 🙂

P.S. Sono  le  17:10: adesso  è  quasi  buio.

Read Full Post »

In  queste  giornate  gelide, è  la  nebbia  a  dominare  sulla  città, una  nebbia  molto  fitta, tanto  fitta  che, quando  cala  la  sera  intorno  alle  diciassette  del  pomeriggio, si  ha  la  sensazione  di  vivere  in  una  dimensione  metafisica, oltre  il  tempo  e  lo  spazio, e  si  fatica  a  distinguere  le  forme  di  cose  e  persone.  Non  è  una  situazione  così   frequente, d’inverno, almeno  qui  in  città: in  genere  la  nebbia  è  più  sfumata  e  meno  persistente. Quest’anno, invece, ha  deciso  di  stupirci  e  di  mostrarsi  in  tutto  il  suo  vigore, in  una  sorta  di  eccesso  di  vanità. E  di  sera, con  le  illuminazioni  natalizie  delle  vie  del  centro, bisogna  ammettere  che  ha  un  certo  fascino.

Scrivere  ora, di  notte, in  una  stanza  calda,  mentre  fuori  si  vedono  a  malapena  i  lampioni  immobili  lungo  la  via, è  molto  piacevole: è  un  momento  di  riposo, di  calmo  divertimento  e  di  bei  pensieri.  D’altra  parte, un  blogger  incallito  scrive  sempre, con  le  intemperie  o  senza, nelle  afose  giornate  estive  e  nelle  freddissime  serate  invernali. Il  blogger  intrepido  sfida  le  stagioni, gli  eventuali  acciacchi  e  gli  anni  che  corrono  via, sapendo  di  dover  intrattenere  i  viandanti  che, percorrendo  l’immenso  spazio  della  Rete, si  fermano  anche  solo  qualche  minuto  per  riposare  o  pensare  o  trovare  qualcosa, qualsiasi  cosa. In  un  certo  senso, il  blogger  svolge  un’azione  terapeutica. Si  sa, tutto  dipende  dal  genere  di  blog, dal  carattere  dell’individuo che  scrive, dal  tipo  di   post  e  dalle  circostanze; però, è  vero  che  talvolta  il  blogger  diventa  una  specie  di  psicologo, uno  psicologo  sui  generis, dall’aria  molto  informale, un  po’  casalinga  e  perciò  gradita. Al  blogger  ben  disposto  e  comprensivo  si  possono  confidare  pensieri, sfoghi  e  piccole  stravaganze. Il  blogger-psicologo-e-filosofo, conscio  della  complessità  dell’esistenza  e  incline  a  non  giudicare  con  leggerezza, sa  che  basta  poco  per  suscitare  un  po’  di  allegria, per  regalare  qualche  emozione  e  per  fare  un  po’  di  compagnia. Magari  poca, pochissima  compagnia, perché  i  mezzi  a  sua  disposizione  sono  molto  limitati; eppure, qualcosa  ogni  tanto  può  fare.

E  io, che  mi  autodefinisco (con  presunzione?)  blogger-filosofa,  cosa  faccio? Be’, mentre  fuori  la  nebbia  sembra  inghiottire  cose  e  persone, sto  pensando  a  quanto  sia  gradevole, con  questo  clima, il  rito  del  tè  pomeridiano:

tè

Da  prendere  con  calma, quando  non  si  ha  la  necessità  di  correre. Da  assaporare  lentamente, sprofondando  nel  colorato  mondo  dei  sogni  a  occhi  aperti.  E  guai  a  chi  disturba: nessuna  pietà  per  i  seccatori. 😀

Read Full Post »

tea

Per  me  il  tè  pomeridiano  è  uno  dei  riti  più  belli  della  giornata. Però, come  tutte  le  abitudini, risente  delle  stagioni: bere  il  tè  in  un  pomeriggio  d’estate, ad  esempio, è  cosa  ben  diversa  dal  farlo  in  un  malinconico  giorno  d’autunno  o  in  una  gelida  domenica  invernale.

Il  tè  freddo, d’estate, è  soprattutto  un  momento  di  ristoro, necessario, simpatico,  ma  privo  delle  complesse  sfumature  che  investono  questo  rito  in  altre  stagioni:  è  un  intermezzo  un  po’ superficiale, divertente, rilassante, ma  tale  da  non  evocare  profonde  emozioni.

D’autunno, quando  i  pomeriggi  sono  una  danza  di  luci  e  di  ombre  e  si  avverte  il  declinare  del  sole  come  un  abbraccio  avvolgente, la  cerimonia  del  tè  diventa  tutt’uno  con  l’atmosfera  della  stagione: è  una  pausa  languida  e  dolce, un  rallentare  per  meglio  comprendere, un  ponte  che  collega  passato  e  presente, un  intreccio  di  ricordi, gioie  e  malinconie. È  un  commovente  mosaico  di  colori  proprio  come  l’autunno, enigmatico  e  fraterno, tenero  e  forte  nello  stesso  tempo.

D’inverno, il  rito  del  tè  bollente  assume  un  tono  speciale. È  una  risposta  decisa  al  freddo  inclemente  della  stagione, un  momento  di  ristoro  come  avviene  d’estate, ma  con  una  differenza  fondamentale:  d’inverno  la  superficialità  della  stagione  calda  è  assente, e  la  dolce,  timida  profondità  che  investe  il  rito  del  tè  durante  l’autunno  si  trasforma  in  un  intervallo  accompagnato  da  riflessioni  prive  d’incertezze, sobrie, austere, appaganti. Il  senso  di  calore  è  forte, il  piacere  intenso, la  gioia  senza  ombre; ma  vengono  meno  le   vertigini  dell’anima  che  accompagnano  questo  rito  nella  stagione  precedente.

Poi  c’è  la  primavera, l’eterna  adolescente  affamata  d’emozioni  e  d’innocui  divertimenti. Con  lei, la  cerimonia  del  tè  non  può  fare  altro  che  perdere  la  solennità  delle  stagioni  fredde  per  diventare  un  gioco  spensierato  e  allegro, ricco  di  toni  pastello  nei  pensieri  e  di   sogni  senza  capo  né  coda. Ma  talvolta, quando  fuori  piove, raggiunge  un’intensità  strana, che  sa  di  forti  consapevolezze  e  d’inconfessabili  segreti.

So  di  aver  già  affrontato  questo  argomento, sia  pure  in  maniera  diversa. Ma  qui  siamo  in  un  salotto, in  un  piccolo  spazio  concepito  per  conversare  amabilmente,  e,  quando  si  conversa  per  tanto  tempo,  è  inevitabile  tornare  su  certi  argomenti  per  approfondirli, osservarli  da  altri  punti  di  vista, comprenderli  meglio. E  per  saggiare  le  nuove  emozioni  che, a  distanza  di  anni, suscitano  in  noi. Così  vi  chiedo: a  voi  piace  prendere  il  tè? E  come  affrontate  questo  rito? Ogni  racconto, breve, lungo  o  lunghissimo  che  sia, è  gradito.

Intanto, ecco  come  potrebbe  essere  una  bella  pausa  tè  in  primavera: un  sogno  di  fiori  e  di  colori  in  un  giardino  che  ruba  le  sue  fresche  tinte  al  paradiso.

tea spring

(L’immagine  è  tratta  da: http://www.fanpop.com/clubs/yorkshire_rose/images/30734127/title/welcome-english-tea-party-sylvie-photo)

Read Full Post »

Prendere  un  tè  o  un  caffè: pause  che  spezzano  la  routine  quotidiana, intermezzi  da  dedicare  finalmente  a  se  stessi. E  ciascuno  a  proprio  modo, in  base  a  gusti, desideri  e  abitudini  che  assumono  significati  particolari  a  seconda  dei  casi. Quando  aprii  questo  blog, nel  gennaio  del  2007, lo  immaginai  così, come  un  potenziale  momento  di  pausa  per  gli  eventuali  lettori, un  piccolo  svago  senza  pretese  cui  abbandonarsi  con  calma  lasciando  da  parte, anche  se  per  pochi  minuti,  i  consueti  ritmi  della  giornata. Ed  è  inevitabile  soffermarsi  a  parlarne  ora, perché  per  un  blog  sei  anni  di  vita  sono  tanti.

Non  avevo  e  non  ho  ambizioni  particolari  se  non  il   desiderio  di  scrivere,  e  probabilmente  è  questo  il  motivo  per  cui  ho  continuato  a  farlo  tanto  a  lungo  con  gioia: nessuna  ansia  da  prestazione, nessuna  fissazione  per  raggiungere  un  determinato  numero  di  lettori. M’interessavano  e  m’interessano  la  scrittura, le  parole, le  frasi  che  scorrono  una  dopo  l’altra  come  in  una danza, i  ritmi,  a  volte  la  pura  musicalità  dei  termini.

Sono  sempre  state  tre  le  fonti  d’ispirazione  di  tutti  i  miei  post:  esperienze  avute  nel  mondo  reale, libri  e  dipinti  da  me  molto  amati, frammenti  di  ricordi  che  affondano  nel  mio  passato  remoto. Inoltre, nel  corso  degli  anni  ho  pubblicato  a  volte  anche  post  molto  frivoli  e  mi  auguro  di  sentirmi  abbastanza  ispirata  da  scriverne  ancora, perché  detesto  l’idea  di  prendermi  troppo  sul  serio.  Infine, non  ho  mai  usato  questo  spazio  per   attuare  improbabili  forme  di  comunicazione  a  distanza  e  sotto  metafora  con  altri  internauti,  non  ho  mai  scritto  un  post  dedicandolo  implicitamente  a  qualcuno. E  mai  lo  farò.

Allora, date  le  caratteristiche  di  questo  blog, si  tratta  di  tè  o  caffè? A  seconda  dei  gusti, immagino. Per  qualche  lettore  potrebbe  forse  essere  simile  a  una  pausa- caffè, brevissima  e  a  volte  intensa;  per  altri, invece, potrebbe assomigliare  al  momento  del  tè, ossia  a  un  intermezzo  breve  ma  non  troppo, rilassante  e  talvolta  evocativo.  Per  me  è  l’uno  e  l’altro, a  seconda  dei  giorni, anche  se  propendo  per  il  tè.

Ora, a  coronamento  di  questa  filippica, una  canzone  spensierata  utile  ad  alleggerire  l’atmosfera: The  Coffee  Song,  diretta  da  Johnny  Mandel  e  interpretata  da  Frank  Sinatra. Una  canzone  per  svagarsi,  certo, ma  è  uno  svago  di  alto  livello  e  una  sferzata  d’energia  indescrivibile  a  parole. Signore  e  signori, il  caffè  è  servito. 😀

Read Full Post »

Il  sole  generoso  di  queste  ore  è  un  richiamo  a  pensieri  lievi, fatti  di  fiori  e  di  verde  senza  fine. Maggio  è  la  primavera  nel  pieno  del  suo  splendore: sicura  di  sé, quasi  spavalda, priva  dei  tanti  capricci di  marzo  e  delle  improvvise  timidezze  di  aprile.

In  queste  giornate  di  luce  e  di  risate  non  troppo  sommesse, le  rose  non  sono  soltanto  un  pensiero  o  un  ornamento, ma  una  compagnia  dolce, misteriosa  e  indulgente. Su  un  tavolo, all’ora  del  tè, raccontano  emozioni  e  ricordi  di  giardini  percorsi  dai  segreti  del  cuore.

Read Full Post »

Older Posts »