Sono sette: allegria!

holly

Tre  giorni  fa, 12  gennaio, questo  blog  ha  compiuto  sette  anni  di  vita. Che  strano  effetto! Sono  tanti  sette  anni  per  un  blog. Perché  non  festeggiarli – chiedo  venia  per  il  parolone – sorridendo? Lasciamo  da  parte  frasi  poetiche, riflessioni  profonde, pensieri  complessi, e  abbandoniamoci  a  qualcosa  di  non  troppo  impegnativo. A  tale  scopo  riscrivo, con  parole  un  po’  diverse, i  contenuti  di  due  post  d’argomento  frivolo  che  molti  dei  lettori  attuali  non  hanno  letto.

Premessa: anni  fa, su  molte  emittenti  televisive  private  c’erano parecchie   trasmissioni  con  cartomanti  e  affini  impegnati  a  leggere  il  futuro  ai  malcapitati  che  telefonavano. Ebbene, una  volta, allo  scopo  di  ridere, ho  guardato  una  di  queste  trasmissioni  e  ho  trascritto  alla  lettera  le  richieste  più  buffe  o  sconcertanti  di  chi  telefonava. Ecco  quattro  esempi:

Il  caso  di  una  fanciulla  straziata  dal  dolore  e  colma  di  sentimenti  profondi: “Il mio ragazzo è morto una settimana fa. Vorrei sapere se ne trovo un altro”.

–  Fanciulla  alle  prese  con  normali  dubbi  sentimentali: “Vorrei sapere se il rapporto con il mio ragazzo andrà bene”. Risposta  della cartomante:”Sì. Dimmi prima qual è il suo colore di capelli”. A  questo  punto, grande urlo  della  fanciulla: “Papà, di che colore ha i capelli il mio ragazzo?”.

Vicenda  di  signora  con  dubbio  amletico: “Ho sessant’anni e dovrei andare a convivere insieme a due uomini. Uno ha la mia età e l’altro ha ottant’anni. Vorrei sapere se quello di ottant’anni mi lascia l’eredità”. Risposta  della giovane cartomante, con  forte  accento bolognese: “Soccia, signora, è già dura vivere con uno!”.

Caso  di  donna  anziana  priva  di  ipocrisie  e  dotata  di  notevole  sincerità: “Accudisco tutti i giorni mia zia che ha più di novant’anni. Vorrei sapere se dura ancora molto o se finisce presto”.

Aggiungo  che  non  ho  inventato  nulla, neppure  una  virgola: ho  scritto  la  pura  verità, anche  se  può  sembrare  assurda. D’altra  parte, non  è  forse  vero che  la  realtà  a  volte  supera  la  fantasia?

A  proposito  di  realtà  che  supera  la  fantasia, tralasciamo  le  stravaganti  domande  ai  cartomanti  e  soffermiamoci  su  altro. Un  signore  anziano, conoscente  di  mio  padre,  amava  raccontare  bugie  ed  enormità  con  estrema  disinvoltura, tanto  che  molti  si  riunivano, di  sera, in  un  certo  bar  all’aperto  per  ascoltarlo  narrare  le  sue  improbabili  imprese. Era  un  bell’uomo, di  aspetto  distinto, ed  era  anche  una  persona  sensibile; però, purtroppo, aveva  questa  strana  mania  d’inventarsi  un’esistenza  parallela  volando  in  alto  con  l’immaginazione,  e, quando  incontrava  gli  amici, era  capace  di  trascorrere  ore  a  parlare  all’infinito  senza  che  nessuno  riuscisse  a  fermarlo. Per  comodità, schematizzo  le  principali  amenità  che  ci  raccontò  e  che  sono  passate  alla  storia  fra  quanti  l’hanno  conosciuto. Premetto  che, nella  vita, aveva  sempre  lavorato  come  artigiano  fino  alla  pensione, ma  sosteneva  con  convizione:

1) di aver fatto l’equilibrista e il domatore di leoni e di tigri al circo Orfei
2) di aver costruito centinaia di aerei
3) di aver visto Hitler in persona nel bel mezzo della Foresta Nera
4) di aver lavorato alla Nasa
5) di aver dipinto una riga su una bicicletta utilizzando la coda di un topo per farla dritta
6) di aver seguito ben tre corsi all’Accademia Militare di Modena
7) di essere nato sotto l’ala di un aereo
8) di aver avuto una nonna discendente da Toro Seduto.

Ma questo è niente: per narrare le sue gesta immaginarie occorrerebbe scrivere un romanzo. Mi  limito  soltanto  ad  altri  due  episodi. Una volta mi raccontò di aver trasportato un elefante del circo Togni su un camioncino, lungo una strada molto tortuosa, e mi disse che, durante la guida, l’elefante gli aveva leccato allegramente il collo con la proboscide. Un’altra volta, narrò a tutti i suoi amici che in casa non aveva più pace e che sua moglie non gli preparava mai pranzo e cena perché trascorreva tutta la giornata al telefono con la moglie di George Bush, allora Presidente degli Stati Uniti. 😮

The Versatile Blogger Award

versatile

La  blogger  caygri  mi  ha  regalato  questo  premio  virtuale  e, come  sempre  faccio  in  questi  frangenti, accetto  volentieri  e  ringrazio,  ma  evito  di  nominare  altri  blogger: in  questo  caso, dovrei  addirittura  nominarne  altri  quindici, e  sarebbero  davvero  troppi. So  che  tanti  non  amano  partecipare  a  queste  catene, perciò  io, come  al  solito, mi  limito  a  dire: chi  lo  desidera  può  prendere  questo  premio  e  giocare.

Le regole  del  gioco:

–  Mostrare il logo dell’award sul blog

–  Ringraziare il blogger che ti ha nominato

– Nominare altri quindici blog

– Mettere il link dei tuoi nominati nel post e informarli del premio con un commento

– E  adesso  scrivi  sette  cose  su di te.

Premessa:  all’umanità  importa  ben  poco  sapere  qualcosa  su  di  me, ossia  su  una  blogger  sconosciuta, anonima  e  felice  di  essere  tale, che  sta  scrivendo  dal  centro  storico  di  una  media  città  padana. Tuttavia, si  tratta  di  un  gioco  e  allora  giochiamo.

Sette  cose  su  di  me: cose  serie, quasi  austere? Oppure  frivolezze? Vediamo  un  po’:

1) Una  parte  della  giornata  che  mi  piace  molto  è  il  primo  pomeriggio.

2) Amo  il  silenzio  e  detesto  il  caos, il  vociare  inutile, il  frastuono  fine  a  se  stesso.

3) Soffro  d’insonnia.

4) Non  guardo  la  televisione, se  non  in  casi  rarissimi.

5) Non  amo  cucinare, ho  davvero  poca  pazienza  in  cucina; a  volte, l’atto  di  cucinare  mi  fa  cadere  in  depressione. Però  cerco  d’impegnarmi, con  risultati  alterni. Preparo  bene  alcuni  dolci  e  i  cannelloni  ripieni  di  carne.

6) Non  vado mai  dal  medico, neppure  quando  il  mio  stato  fisico  lo  richiederebbe. I  miei  ultimi  esami  del  sangue  risalgono  al  1994.

7) Odio  i  centri  commerciali, non  li  frequento, li  evito  il  più  possibile.

E  dopo  aver  svelato, Urbi  et  Orbi, questi  dati  fondamentali  sulla  mia  persona, auguro  a  tutti  un  buon  fine  settimana. Naturalmente, chi  lo  desidera  può  raccontare  qualcosa  di  se  stesso, contando  anche  sulla  comodità  dell’anonimato, utile  per  svelare  eventuali  segreti  inconfessabili. 🙂