Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘stanza’

Un attimo

Basta  un  attimo: d’improvviso  le  finestre  si  spalancano, il  vento  entra  nella  stanza  e  lo  sguardo  si  alza  verso  il  cielo, come  attratto  da  un  richiamo. Allora  tornano  altre  estati,  mentre  il  presente  si  dissolve  nell’aria  e  nel  caldo  torrido  per  divenire  desiderio  di  libertà, di  terre  lontane, di  altri  umori, di  nuovi  sapori.

Non  esiste  più  nulla  al  di  fuori  del  vento  e  degli  occhi  rivolti  all’azzurro  del  cielo.

Read Full Post »

tenda

Ore  19:48. Il  cielo  è  ancora  chiaro, mentre  il  lungo  pomeriggio  scivola  via  adagio  in attesa  di  svanire  fra  le  braccia  del  crepuscolo. In  questo  momento  magico, la  luce  resiste  ma  non  riesce  a  dissolvere  le  tante  ombre  di  questa  stanza: è  la  delicata  poesia  di  aprile, l’estenuante  appannarsi  del  giorno  che, minuto  dopo  minuto, cede  il  passo  all’oscurità. E  le  ombre  si  fondono  con  la  luce, in  un  valzer  di  chiaroscuri  che  parla  all’anima  come  nessuna  parola  umana  potrebbe  mai  fare.

Ore  20:10. Avanza  la  sera, avanza  senza  interruzioni, ma  avanza  con  garbo; e  la  luce  è  sempre  più  fioca, pallida  sopravvissuta  prima  di  sfaldarsi  silenziosamente  sotto  il  peso  della  notte. E  si  vorrebbe  che  questo  incedere  lento  proseguisse  per  ore – ambiguo  ristoro  dello  spirito, inatteso  frammento  d’eternità.

Read Full Post »

Canto d’inverno

febbraio

L’inverno  vero – quello  che  entra  dentro – è  un  torpore  che  assale  d’improvviso,  una  fuga  in  se  stessi, un  fremere  impauriti  quando  il  silenzio  è  spezzato  da  un  sussurro  o  un  sospiro  o  un’opaca  memoria.

L’inverno  vero – quello  che  non  accetta  compromessi – è  una  tempesta  di  grigi  più  o  meno  profondi, un  intreccio  di  fango  e  di  pioggia, un  vagare  senza  meta  da  una  stanza  all’altra, un’enigmatica  sensazione  di  calma  e  di  tristezza, di  gioia  e  di  sgomento.

L’inverno  vero  è  una  porta  chiusa, un  fuoco  caldo, un  incedere  lento, un’ossessione.

Read Full Post »

La stanza

Febbraio  è  un  mese  particolare  perché  pienamente  invernale  ma  instabile, ossia  capace  di  sorprese: a  volte  ci  regala  grandi  nevicate  e  freddo  gelido, altre  volte  è  grigio, quasi  disperato  e  del  tutto  incolore,  e  in  alcuni, rapidi  momenti  ci  dona  qualche  piacevole  preludio  di  primavera. Ma  non  lo  amo  e  fatico  a  spiegarne  i  motivi. Non  suscita  in  me  intense  emozioni, non  mi  coinvolge, non  mi  ‘racconta’  nulla.

E  allora  mi  capita  di  non  decidermi, di  non  saper  scegliere  l’argomento  di  un  post: non  so  se  abbandonarmi  a  pensieri  severi, forse  persino  opprimenti, o  se  disegnare  con  la  mente  cerchi  colorati  e  tuffarmi  nei  sogni  più  stravaganti. Non  c’è  neppure  la  neve  ad  addolcire  certe  sensazioni, a  suggerire  spazi  inesplorati, a  giustificare  l’amore  per  gli  interni, per  la  casa, per  le  stanze  chiuse.

stanza

La  stanza. Bisognerebbe  sempre  averne  una  tutta  nostra – sempre  quella, arredata  come  piace  a  noi. Il  nostro  mondo  più  vero, quello  in  cui  nessuno  ci  chiede  di  recitare  una  parte. E  che  è  indispensabile  in  ogni  stagione: d’autunno, per  consentirci  di  sprofondare  lentamente  nell’inquieto  mare  di  ricordi, speranze, attese; d’inverno, per  restare  calmi  e  sereni  mentre  fuori  è   oscurità  dolente; in  primavera, per  intrecciare  fantasie  e  riposarci  dopo  l’entusiasmo  del  primo  sole, dei  fiori  e  dell’azzurro; e  d’estate  per  difenderci  dalle  ore  più  torride  e  prepararci  alla  festa  che  verrà.

 

 

 

Read Full Post »

autunnof

Oggi  pomeriggio, la  luce  era  pallida  ma  dorata. Poi, mentre  il  giorno  declinava, è  arrivata  la  pioggia, fitta  e  rumorosa. Adesso  sono  soltanto  le  tenebre  e  il  silenzio  ad  accompagnare  questa  lunga  sera  d’autunno.

Sera  di  ottobre – misteriosa, avvolgente, morbida. Vorrei  che  non  avesse  fine, che  parlasse  senza  interruzioni, che  sussurrasse  una  frase  particolare, che  mi  donasse  la  chiave  per  risolvere  un  dilemma. Ma  si  sta  bene, si  sta  come  in  un  sogno, ed  è  il  calore  a  dominare  dentro  questa  stanza  grande  e  tranquilla. In  fondo, l’autunno  è  anche  questo: calore  dentro  a  una  stanza  chiusa. E  fuori, nella  notte  umida  e  fredda, le  foglie  continuano  a  cadere  lentamente, con  garbo, con  rassegnazione, con  dignità  infinita.

Read Full Post »

Riemergo  faticosamente  dopo  alcuni  giorni  di  malattia: febbre, dolori  articolari  molto  forti, mal  di  gola  e  raffreddore, con  conseguenti  notti  insonni, abbattimento  e  debolezza. Insomma, non  ero  in  condizioni  tali  da  poter  scrivere  in  maniera  decente.

Sono  le  19:03  e, guardando  fuori  dalla  finestra, mi  accorgo  che  la  sera  sta  calando. Provo  uno  strano  effetto  perché  mi  sembra  che  l’estate, con  le  sue  troppe  ore  di  luce, sia  finita  soltanto  ieri. In  realtà, l’autunno  è  cominciato  da  un  po’  e  ottobre  è  il  mese  delle  ombre  che  avanzano  senza  sosta, mute  ma  costanti  nel  loro  incedere  fuori  e  dentro  di  noi.

Di  ottobre, fra  le  altre  cose, mi  piacciono  le  serate  lunghe, quelle  serate  in  cui  si  avverte  il  desiderio  di  starsene  chiusi  in  una  stanza   a  pensare, scrivere, divertirsi   nel  modo  in  cui   si  preferisce, e  ci  si  sente  stranamente  cullati  dall’oscurità  che fuori, oltre  le  pareti, avvolge  la  città  tutt’intorno. L’oscurità  che  spegne  i  clamori, che  calma  gli  animi, che  tutto  rasserena. E  ottobre  come  una  porta  aperta  verso  l’invisibile  e   verso  le  nostre  profondità  più  inaccessibili.

Domani  ricomincerà  la  settimana  e  ci  si  dovrà  nuovamente  abituare  ai  consueti  ritmi. Allora  è  meglio  ricominciare  ridendo. Come? Semplice: basta  guardare  cosa  può  accadere  a  un  esame  universitario  di  storia  dell’arte  se  lo  studente  è  un  tipo  un  po’  stravagante. Be’, non  proprio  un  po’, ma  molto, molto  stravagante:

Read Full Post »

pioggia2

Il  pomeriggio, piovoso  e  lento, è  un  fluire  ininterrotto  di  secondi  che  trascorrono  ad  afferrare  sensazioni,  immagini,  ricordi,  tutti   racchiusi  nello  spazio  circoscritto  di  una  stanza. Fra  quattro  mura  si  snodano  esistenze, allegrie  e  dolori  senza  che  il  mondo  se  ne  accorga. Così, quando  le  gocce  di  pioggia  cadono  ininterrottamente  in  una  stagione  di  contorni  sfumati  e  colori  incerti, l’impressione  di  vivere  sospesi  ci  colpisce  con  una  forza  rara. E  allora  la  vita  diventa  un  sogno, un’illusione, una  screziatura  senza  importanza.

Read Full Post »

Older Posts »