Eccessi d’estate

quercia
Troppa afa, troppo calore, troppi odori molesti. Impossibile respirare. L’estate riesce a fiaccare, a rallentare i riflessi, a offuscare la mente, ad annoiare.

L’estate è uno splendore quando è possibile disporre del proprio tempo a piacere, senza obblighi, per dedicarsi solo al riposo e al divertimento, per raggiungere spazi verdi e infiniti, per sonnecchiare sotto alberi quieti, immobili e sereni nonostante l’invadenza del sole. L’estate è uno splendore quando si può abbandonare la pianura a giugno e tornare in città tardi, a settembre, poco prima dell’autunno. Ma questo, purtroppo, è un privilegio di pochi.
E allora l’estate diventa un flagello, una prigione, un’oppressione. Con i suoi eccessi furiosi, in città l’estate è quasi un castigo, una feroce condanna.