Giorni di pioggia e di vento

Sono stati giorni di freddo autunnale, giorni di pioggia e di vento, di passi affrettati lungo strade inospitali; sono stati giorni di novembre a primavera – e un vento feroce a impedire sogni di verde e di azzurro.

Ma gli alberi, nei parchi, sono quelli della nuova stagione: vivi, fieri, sicuri di se stessi, avvolti dallo splendore di un’esistenza appena cominciata.

Oggi il cielo è irrequieto, indeciso se mostrarsi clemente o arrabbiato. Ma noi dobbiamo accettarlo, e comprenderlo, e rubarne i tanti segreti.

Agosto, passato e presente

Essendo  terminato  luglio, ricomincio  a  scrivere  con  gioia  nonostante  il  caldo. Non  che  agosto  ci  stia  riservando  un  clima  gradevole; tuttavia, questo  è  il  mese  che  precede  settembre  e  ciò  significa  che  ci  stiamo  lentamente  avvicinando  al  declino  dell’estate, cioè  del  forno. Perché  di  forno  si  tratta.

Ricordo  le  mattine, i  pomeriggi  e  le  sere  d’agosto  in  montagna  e  in  un  passato  ormai  remoto. All’epoca, era  difficile  riempire  le  giornate  perché  sembravano  infinite, un  flusso  inarrestabile  di  ore  che  si  susseguivano  adagio, così  adagio che, talvolta, avevo  quasi  l’impressione  che  il  tempo  si  fermasse.

È  ancora  nitido  nella  mia  mente  il  ricordo  di  un  pomeriggio  di  agosto. Avevamo  pranzato  e, insieme  alle  mie  cugine, eravamo  rimaste  in  cucina  a  parlare. A  un  certo  punto, credendo  che  fosse  trascorso  parecchio  tempo  perché  la  conversazione  era  stata  molto  lunga, guardai  l’orologio  posto  su  una  mensola  e  vidi  che  erano  le  13:50. Rimasi  di  stucco, quasi  non  volendo  credere  ai  miei  occhi: perché  il  tempo  era  trascorso  con  tanta, esasperante  lentezza? Avevamo  ancora  un  intero  pomeriggio  da  inventare. Perché  sì, era  proprio  questione  d’inventarselo, il  pomeriggio: occorreva  trovare  passatempi,  divertirsi  e  cercare  di  non  sprecare  tutto  quel  sole, quella  luce, quell’impetuoso  desiderio  di  vivere – lo  sconcertante  fiume  in  piena  che  è  l’adolescenza.

Per  fortuna, arriva  un’età  in  cui  il  fiume  non  è  più  in  piena, ma  scorre  placido  e  tranquillo, saggio  e  disincantato. E  allora  anche  agosto  non  è  più  lo  stesso, ma  assume  un  volto  differente: agosto  è  l’estate  matura, al  culmine  del  suo  splendore  e  perciò  vicina  ai  primi, lievissimi  segni  di  decadenza. Segni  impercettibili, che  sfuggono  ai  più  e  che  possono  essere  catturati  soltanto  dagli  sguardi  più  intensi, dagli  occhi  infaticabili  di  chi  sa  osservare  in  profondità.

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Tenerezza di primavera

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I  colori  di  primavera  hanno  la  tenera  freschezza  dell’ingenuità, l’ingenuità  di  chi  è  appena  sbocciato  all’esistenza  e  mostra  il  proprio  splendore  con  fiducia  e  quieta  serenità. Poi  capita  qualcosa – capita  sempre  qualcosa -, e  quei  colori, quella  freschezza, quella  meravigliosa  apertura  all’esistenza  vengono  meno. E  allora   la  primavera  ha  il  compito  di  ricordarci  ciò  che  eravamo,  risvegliando  in  noi  qualche  emozione  profondamente  addormentata  negli  angoli  più  remoti  dell’anima.

 

Sulle rose

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Ci  piacciono  sempre, in  ogni  modo: superbe  e  maestose  nei  giardini  di  maggio  accarezzati  dal  sole  mite  e  compiacente; oppure, raccolte  in  vasi  di  porcellana, sensuali  ed  enigmatiche  accanto  a  finestre  attraversate  dalla  luce  del  tramonto.

E  le  amiamo  anche  umide  di  pioggia,  straziate  dal  vento  improvviso  di  giornate  furiose  o  durante  l’agonia  di  petali  sfioriti  e  stanchi. Le  amiamo  nel  loro  splendore  e  nella  loro  decadenza, inebriati  da  quell’incanto  di  profumi, colori  e  forme  che  rimandano  all’Altrove. Troppo  belle  per  appartenere  a  questo  mondo,  le  rose  sanno  d’infinito, di  eterno  – e  insondabile  mistero.

Al sole

Al  sole, senza  fretta, mentre  il  mattino  esulta  nel  suo  splendore  dorato. Inizio  d’estate, albe  luminose, ombre  svanite  nella  gioia  del  mattino.

 

(Nell’immagine  il  dipinto  Colazione  in  terrazza, di  Michele  Tedesco)

Buon Natale, buon inverno


La settimana che precede le feste natalizie è sempre colma d’impegni e di scadenze da rispettare. A volte, si ha l’impressione che tutto questo affannarsi, tutto questo correre fra negozi, supermercati, banche e uffici vari sia solo un’inutile perdita di tempo. Eppure è un ingranaggio al quale, per diversi motivi, non ci si può sottrarre.

Ecco perché, terminato il caos dei preparativi, è piacevole lasciare da parte ansie e frenesie per immergersi completamente nell’atmosfera natalizia e invernale; è piacevole riscoprire la lentezza, non temere di lasciar vagare i pensieri liberamente, non desiderare alcun frastuono a oscurare la coscienza.

E allora Auguri a tutti: a chi è contento e a chi non lo è, a chi vorrebbe divertirsi e a chi desidera soltanto tranquillità, a chi sta bene e a chi è ammalato, a chi si sente solo e a chi crede di essere in buona compagnia, a chi è felice di appartenere a questo mondo e a chi si sente immancabilmente fuori posto.
Auguri con l’auspicio che il Natale possa assomigliare un po’ all’immagine qui sopra: tanta pace, tanto caldo splendore nonostante il gelo invernale. 🙂

Buon Natale


Rosso, oro, verde. E splendore, splendore infinito. Tutti vorremmo che Natale fosse così: un trionfo d’armonia, di pace e di calore. Tutti vorremmo che il fuoco nel caminetto non smettesse mai di ardere; tutti vorremmo che questi doni, impacchettati con tanta cura, fossero sogni finalmente realizzati o sorprese insperate. Ma per ora, più realisticamente, ci auguriamo di poter trascorrere qualche giorno sereno.

Buon Natale a tutti! 🙂

La primavera della vita

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Quando arriva la primavera, quando osservo immagini sfolgoranti di colori e colme di vitalità, inevitabilmente il mio pensiero corre all’adolescenza, l’età dei sogni, delle aspettative e dei desideri sfumati di rosa.
Meravigliosa e terribile, l’adolescenza è la primavera della vita. Ha gli stessi colori brillanti, chiari e freschi, la stessa audacia gioiosa e gli stessi sconcertanti contrasti di questa bella stagione. I capricci della primavera, che alterna giorni di allegro splendore a momenti cupi e persino gelidi, sono i capricci e le indimenticabili contraddizioni dell’adolescenza.
Capita poi che a primavera vi siano anche intere settimane di pioggia e di freddo, proprio come esistono adolescenze difficili, colme di sofferenze e di disagi. Eppure il ricordo della primavera della vita assume, con il trascorrere del tempo, un fascino sottile e inafferrabile: il fascino legato a ciò che è irripetibile nella sua fantastica, bizzarra e dolorosissima unicità.