Pausa d’inverno


Una magia strana pervade questi giorni di passaggio fra Natale e Capodanno: sono giorni sospesi, svagati e talvolta lenti; sono giorni di pensieri rarefatti e stanchi, sono una pausa necessaria e un’occasione di speranza.

Nonostante l’aria gelida, il sole accompagna questo pomeriggio di silenzio e di muta attesa. Sarà la nebbia a invadere le strade per cancellare ogni traccia della realtà.

Festa e fantasia


C’è il trenino instancabile che percorre le vie del centro con meticolosa regolarità e ci sono i mercatini: niente di spettacolare, ma senz’altro sufficiente a regalare un po’ di colore al mese di dicembre.
Abitare in centro storico, in una di queste case tutte attaccate le une alle altre, è un privilegio nel periodo natalizio perché, nonostante il clima rigidissimo e le giornate brevi, non ci si sente mai soli: basta guardare attraverso i vetri d’una finestra per vedere luci e persone e negozi aperti.

L’immagine che apre questo post mostra però una realtà del tutto differente: un incanto sospeso in una dimensione senza tempo, un sogno e una fantasia segreta. La casa splende di luce e arde di calore, nessuna stanza è costretta al buio e il cielo è addirittura percorso da delicati toni di rosa: sono tutti ottimi presagi, sono segni di speranza, sono doni lasciati a chiunque sappia coglierli.

Che siano giorni


Sembra che qui sia finalmente arrivata: cielo azzurro, sole tiepido, mandorli e ciliegi in fiore. La primavera ha sconfitto l’inverno e fa il suo ingresso trionfante, sicura di sé e colma d’allegria. Speriamo che sia dolce e benevola e poco capricciosa; speriamo che abbia i colori delicati di un bouquet di fiori sui toni del rosa, del bianco e del verde. Speriamo che ci regali tanta mitezza prima del caldo folle e insopportabile dell’estate padana.
Speriamo che siano giorni chiari e senza vento.

C’è speranza?


Quando il tecnico, tempo fa, mi portò il computer nuovo perché quello vecchio, poverino, era deceduto di colpo, mi disse che, prima di venire a casa mia, ne aveva consegnato un altro a un’arzilla coppia di settantottenni, moglie e marito, persone che non avevano mai usato un computer prima d’allora. Secondo il racconto del simpatico tecnico, pare che i due avessero intenzione di esplorare il fantastico mondo di internet. E tutto partendo da zero.

Quando capitano fatti simili, mi viene da pensare che forse, per questa povera nazione ormai precipitata nel provincialismo più becero e ottuso a causa di una classe dirigente in buona parte inadeguata – alcuni politici sembrano cavernicoli appena usciti dalla grotta-, una debole speranza ancora c’è.

Un giardino di pace

giardino10520.jpg
Credo che, per alcuni di noi, l’immagine di un giardino come questo possa costituire la fonte di numerosi sogni a occhi aperti, diversi a seconda della personalità di ciascuno.
Vivo ma calmo, luminoso e sereno, colorato ma elegante, evoca il pensiero di un Eden perduto, e forse magicamente ritrovato. Non vi sono angoli cupi in questo giardino, né fiori morenti: la sua serenità è perfetta, il suo equilibrio senza pari.
Non possono esistere giorni di tempesta in un simile paradiso, né raffiche di vento a spezzare i rami degli alberi; il verde resterà brillante perfino quando tornerà l’autunno, e i fiori continueranno a vivere nonostante il gelo dell’inverno. Nessuna incrinatura, nessun indicibile segreto, perché qui tutto è come appare.
Nessun timore, allora, di scoprire l’orrore sotto tanta sfolgorante bellezza. Si potrà camminare in questo giardino, fermarsi ad ammirarlo, passare ore a contemplarlo: non sarà mai fonte di delusione. Eternamente immobile, eternamente identico a se stesso, ha la solidità delle cose buone, quelle che sfidano la pericolosa mutevolezza del trascorrere del tempo.
Un rifugio sicuro dopo ogni uragano, una promessa di felicità. Una speranza che non vuole morire, nonostante tutto.

Il sole d’inverno

photo18.jpg
La notte è trascorsa fra incertezze e mutevoli pensieri. Algido è il mattino, ma il sole splende e infonde altra speranza.
Sulla neve il silenzio, e soltanto l’eco dei ricordi a colmare la lunga attesa. Ci rivedremo in un giorno di sole, freddo ma calmo, e decideremo il cammino.
Sarà un sentiero tortuoso e oscuro, o una strada dritta e luminosa. Ma sarà la nostra strada, senza più interruzioni.