Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘sogno’

Quest’anno  la  primavera  è  arrivata  in  fretta, ben  prima  del  solito. In  genere, almeno  qui, marzo  comincia  con  un  umore  grigio  e  incerto, e  spesso  è  freddo, scostante, antipatico. Perciò  sono  stupita  di  fronte  a  questa  luminosità, a  queste  giornate  che  parlano  di  allegria, di  desiderio  di  uscire, di  novità. Siamo  nel  pieno  di  una  rinascita, confortante  e  avvolgente.

La  primavera, si  sa,  è  anche  un  po’  tentatrice: con  i  suoi  cieli  chiari  e  con  le  sue  ombre  pacate  e  rassicuranti, invita  al  sogno, al  cambiamento, alla  libertà. La  primavera, insomma, distrae, seduce  e  ammalia, evocando  l’adolescenza  con  le  sue  bellezze  e  i  suoi  infiniti  timori, con  la  sua  ingenua  allegria  e  le  sue  improvvise  tristezze, con  le  sue  assurde  fantasie  e  la  sua  irriverente  vitalità. Così, tornano  in  mente  le  uscite  con  gli  amici  e  le  amiche, certe  lunghe  telefonate  che  sembravano  non  voler  finire  mai, le  interminabili  conversazioni  del  sabato  pomeriggio, il  quieto, indisturbato  riposo  della  domenica. Certo, era  un’altra  stagione, un  altro  tipo  di  primavera. Però, al  di  là  del  ricordo  di  un  tempo  lontano  che  non  tornerà, resta  ogni  anno  una  speranza: la  speranza  che  la  primavera  sia  lunga  e  dolce  e  comprensiva.

Read Full Post »

autunnof

Oggi  pomeriggio, la  luce  era  pallida  ma  dorata. Poi, mentre  il  giorno  declinava, è  arrivata  la  pioggia, fitta  e  rumorosa. Adesso  sono  soltanto  le  tenebre  e  il  silenzio  ad  accompagnare  questa  lunga  sera  d’autunno.

Sera  di  ottobre – misteriosa, avvolgente, morbida. Vorrei  che  non  avesse  fine, che  parlasse  senza  interruzioni, che  sussurrasse  una  frase  particolare, che  mi  donasse  la  chiave  per  risolvere  un  dilemma. Ma  si  sta  bene, si  sta  come  in  un  sogno, ed  è  il  calore  a  dominare  dentro  questa  stanza  grande  e  tranquilla. In  fondo, l’autunno  è  anche  questo: calore  dentro  a  una  stanza  chiusa. E  fuori, nella  notte  umida  e  fredda, le  foglie  continuano  a  cadere  lentamente, con  garbo, con  rassegnazione, con  dignità  infinita.

Read Full Post »

Canto d’estate

Campagna-Toscana-con-grano

Fuoco  sulle  colline  immobili: il  pomeriggio  rovente, i  pensieri  fermi, il  sonno  faticoso  e  stanco. Scarni,  distratti, spenti  i  ricordi; e  gli  affanni  dietro  le  finestre  chiuse  e  il  buio  a  fare  compagnia,  e  il  non  vedere  e  il  non  sapere.  Il  vento  è  lontano, il  vento  è  una  chimera; e  la  vita  è  un  sogno, un  sogno  che  brucia  d’estate, un  sogno  sulle  colline  immobili – e  il  niente  dello  scorrere  lento.

(Nell’immagine il  dipinto  Campagna  toscana  con  grano, del  maestro  Roberto  Bernabini)

Read Full Post »

panda

Un  anno  fa, all’inizio  di  agosto, mi  trovai  ad  affrontare  un  problema  serio. Dovevo  scrivere  l’indice  e  l’inizio  di  un  testo  di  argomento  filosofico  molto  impegnativo. Ma  ero  stanca, stanchissima, sia  fisicamente  sia  psicologicamente, e  non  riuscivo  a  concentrarmi.  Come  ho  detto, il  problema  era  serio.  Fu  così  che  presi  una  decisione: avevo  bisogno  di  riposo, riposo  vero, riposo  del  corpo  e  della  mente; avevo  bisogno  di  staccare  completamente  dai  consueti  ritmi  della  mia  esistenza  quotidiana  e  di  ritrovare  un  po’  di  entusiasmo, di  slancio  o  qualcosa  di  simile.

La  mia  decisione  fu  drastica, netta, in  un  certo  senso  quasi  terribile: a  partire  da  Ferragosto, trascorsi  dieci  giorni  di  vacanza  assoluta, lasciandomi  andare  a  seguire  soltanto  il  flusso  instancabile  del  tempo  e  comportandomi  da  adolescente. Decisi  cioè  di  regredire, di  tornare  a  un’altra  età. Passai   così  questa  particolare  vacanza  vagando  senza  fretta  per  la  casa  in  compagnia  di  ogni  sorta  di  pensiero  e  di  sogno, ascoltando  tutta  la  musica  che  desideravo  in  base  all’umore, ‘passeggiando’  sul  web  liberamente   e  scrivendo  molto. Senza  preoccuparmi  di  altro  e  facendo  solo  il  minimo  indispensabile  utile  a  vivere  civilmente. Non  a  caso, lo  scorso  agosto  scrissi  persino  post  molto  lunghi  sul  blog  e  scelsi  argomenti  leggeri,  buffi  ricordi  di  scuola  e  di  qualche  comica  gita. Li  scelsi  apposta, li  scelsi  perché  avevo  compreso, un  po’  confusamente, che  soltanto  in  questo  modo  avrei  potuto  ricominciare.

Ed  ebbi  ragione:  fu  un  esperimento  dall’esito  felice. All’inizio  di  settembre, come  per  magia, mi  misi  un  giorno  a  scrivere  senza  alcuna  difficoltà  quell’indice  e  quel   testo  che  mi  avevano   fatta  penare  tanto  qualche  settimana  prima, e  il  risultato  fu  superiore  alle  aspettative. Ero  rinata.

Tutto  questo  per  dire  che, a  volte, e  al  contrario  di  ciò  che  viene  continuamente  predicato  in  questa  gretta  società  dei  consumi  e  dell’efficienza-a-tutti-i-costi, quello  che  può  apparire  come  un  ozio  privo  di  significato,  e  dunque  esecrabile,  in  realtà  può  essere  la  premessa  indispensabile  per  operare  meglio, per  ritrovare  forza,  vitalità  e  buon  umore. Non  bisogna  vergognarsi  dei  propri  momenti  di  stanchezza; soprattutto  non  bisogna  negarli, fingere  che  non  ci  siano, rimandare  all’infinito  il  faccia  a  faccia  con  questa  realtà. Se  poi  qualcuno – eterno  entusiasta  dell’esistenza  un  giorno  sì  e  l’altro  pure –  non  ci  capisce, be’, ce  ne  faremo  una  ragione.

Read Full Post »

primavera14

A  fine  maggio, il  pensiero  dell’estate  diventa  inevitabile, quasi  istintivo. Ed  è   per  me   un  pensiero  attraversato  dalla  sfolgorante  bellezza  del  cielo  terso  e  del  sole  ininterrotto  sui  prati, in  collina  e  in  montagna,  in  un  tempo  molto  lontano. Il  tempo  di  un’altra  me  stessa, forse  persino  di  un’altra  persona, perché  l’esistenza  è  incessante  fluire, trasformazione  senza  posa.

L’estate  della  memoria  e  del  sogno  a  occhi  aperti  è  l’estate  della   leggerezza, delle  risate  costanti, del  disimpegno, dell’arrendersi  alla  vita  come  semplice  adesione  al  trascorrere  lento  dei  minuti, senza  pretendere  nient’altro  che  il  presente, senza  sapere  nulla, ignorando  ogni  complicazione. L’estate  che  non  c’è, l’estate  che  non  può  essere.

Ricordo  giorni  in  cui  i  campi  sembravano  senza   fine, e  l’orizzonte  aveva  l’invisibile  consistenza  di  una  speranza  fondata  sull’irrazionale. La  speranza  di  altri  campi, altri  cieli  sereni, altri  fiori. Più  che  una  realtà, l’estate  era  allora  una  fantasia, immaginaria  costruzione  di  una  mente  alla  ricerca  di  cose, persone  e  significati.

Adesso  sento   il  rumore  dei  tuoni: sta  per  arrivare  un  temporale, un  temporale  di  tarda  primavera. Si  avverte  un  senso  d’intimità, il  desiderio  di  chiudersi  in  una  stanza, di  tacere, di  ascoltare  l’arrivo  della  pioggia.  In  attesa  dell’estate  che  verrà.

Read Full Post »

pioggia2

Il  pomeriggio, piovoso  e  lento, è  un  fluire  ininterrotto  di  secondi  che  trascorrono  ad  afferrare  sensazioni,  immagini,  ricordi,  tutti   racchiusi  nello  spazio  circoscritto  di  una  stanza. Fra  quattro  mura  si  snodano  esistenze, allegrie  e  dolori  senza  che  il  mondo  se  ne  accorga. Così, quando  le  gocce  di  pioggia  cadono  ininterrottamente  in  una  stagione  di  contorni  sfumati  e  colori  incerti, l’impressione  di  vivere  sospesi  ci  colpisce  con  una  forza  rara. E  allora  la  vita  diventa  un  sogno, un’illusione, una  screziatura  senza  importanza.

Read Full Post »

Dicembre  è  cominciato  regalandoci  giornate  serene  e  freddissime, accompagnate, di  mattina, da  molta  nebbia. Questo  è  il  mese  in  cui  l’autunno  muore  per  lasciare  spazio  all’inverno, ed  è  anche  il  mese  delle  feste  e  delle  corse: corse  per  organizzare  pranzi, cenoni, incontri, raduni  e  altre  cose  simili. Io  tento, nei  limiti  del  possibile, di  non  lasciarmi  travolgere  da  questo  ritmo  impazzito  e  di  continuare  con  le  mie  abituali  occupazioni.

Picnic under the Maples

Indimenticabile  autunno. Ogni  foglia  è  un  pensiero, un  ricordo, un  segreto, un  insieme  di  anni, di  emozioni, di  speranze. Sarebbe  un  sogno  starsene  lì, senza  essere  disturbati; sarebbe  un  sogno  starsene  fermi  lì, senza  dover  parlare, ridere, giustificarsi  o nascondere. Senza  recitare  la  parte  che  ci  è  stata  assegnata, senza  seguire  la  sceneggiatura  che  ci  è  stata  imposta. Starsene  lì  almeno  per  un  pomeriggio – uno  solo – e  riposare. Perché  l’autunno, sì, soltanto  lui  può  capire.

 

 

Read Full Post »

Older Posts »