L’età diversa

Karlsaue Estate 027

Talvolta  si  oscilla  fra  due  poli  opposti: il  desiderio  di  una  quiete  priva  d’increspature  e  il  sogno  di  un’estate  piena  di  voci  e  di  eccessi.  Ma  in  fondo, a  ben  guardare, non  ha  importanza,  perché  non  è  questo  il  fatto  decisivo. Ciò  che  davvero  conta, quello  che  fa  la  differenza, è  il  definitivo  tramonto  della  leggerezza  e  dei  sogni  di  un’età  diversa, svanita  nell’incessante  trascorrere  del  tempo.

Giorni d’aprile

primavera10

Il  sole  appare  e  scompare, sommessamente; il  grigio  chiaro  del  cielo  sembra  sul  punto  di  dissolversi, ma  non  ha  abbastanza  forza  per  farlo. E  allora  si  sta  così, nell’incertezza  di  una  sospensione  che  non  crea  ansie  ma  soltanto  curiosità: ci  si  chiede  perché  aprile  sia  tanto  insicuro, forse  timido, forse  stanco. Lo  vorremmo  sfrontato, pronto  ad  ammaliarci  con  la  sua  gioia  di  vivere, coi  suoi  colori  ingenui  e  audaci  a  un  tempo. Lo  vorremmo  ribelle, entusiasta, addirittura  invadente  pur  di  essere  travolti dalla  sua  energia  e dai  suoi  tanti  sogni; vorremmo  che  ci  aiutasse  a  tornare  adolescenti, stravaganti, follemente  innamorati  dell’esistenza.

Invece  sono  giorni  strani, di  serenità  opaca,  enigmatica  e  lenta.

Auguri a…

albero-di-natale-con-regali

Auguri. Auguri  a  chi  si  sente  solo, a  chi  è  ammalato, a  chi  ha  ricevuto  poco, a  chi  è  profondamente  deluso.

Auguri  a  chi  osserva  i  tramonti, a  chi  riconosce  la  luce  nei  giorni  di  nebbia, a  chi  ama  il  sole  e  la  pioggia, a  chi  non  teme  il  freddo, a  chi  sopporta  e  resiste  nonostante  tutto.

Auguri  a  chi  sogna, a  chi  continua  a  sperare, a  chi  non  dimentica  il  vento  di  primavera  e  i  cieli  azzurri  d’un  tempo  lontano.

Auguri  a  chi  è  stanco, a  chi  non  ce  l’ha  fatta, a  chi  vorrebbe  andarsene  e  a  chi  vuole  restare.

Auguri  a  chi  non  giudica  in  fretta, a  chi  si  sforza  di  capire, a  chi  sa  essere  generoso, a  chi  non  teme  d’imparare.

Auguri  a  chi  guarda  le  stelle, a  chi  cerca  la  propria  strada, a  chi  è  stato  ferito, a  chi  è  stato  abbandonato.

Auguri  a  chi  trova  il  tempo  per  un  sorriso, a  chi  sa  rispettare, a  chi  osserva  le  sfumature, a  chi  non  vuole  esagerare.

Auguri  a  chi  non  riceverà  regali, a  chi  teme  il  nuovo  anno, a  chi  si  sente  incompreso,  a  chi  vorrebbe  ricominciare.

Auguri: che  il  Natale  possa  donare  a  ciascuno  almeno  un  intervallo  di  calda, autentica, profonda  serenità.

Sfondi-Natale-2013-per-desktop-babbo-natale

 

L’estate

In  fondo  l’estate  è  anche  questa: aspettare, rallentare, perdersi  nel  verde  intenso  delle  colline  e  dei  pensieri. Si  vorrebbe  che  i  sogni  fossero  realtà  e  che, dopo  i  tramonti  infuocati, giungesse  il  fresco  della  notte  a  consolarci  delle  troppe  ore  di  caldo  e  di  vuoto. Ma  le  notti  d’estate  sono  spesso  impietose – lunghi  intervalli  in  cui  perdersi  nell’oppressione  d’un  silenzio  senza  respiro.

 

D’improvvisi silenzi


Il pomeriggio è lungo e lento, una prosecuzione dei giorni di festa. Ma forse la vera festa inizia oggi, la vera festa è in questi pochi giorni di passaggio verso il nuovo anno: a tratti, la quiete è quasi sovrumana, accompagnata da improvvisi silenzi ed enigmatiche attese.
Sono sogni, immagini che si rincorrono a formare un futuro pieno di sole, incanti brevi mentre il giorno sfuma nella sera. Sono parole non dette e stupori al tramonto: è l’inverno del cuore, stella nella notte, segreti nell’oscurità.

Fra libri e cinema


In questi giorni sto leggendo Introduzione alla psicoanalisi di Sigmund Freud. Si sta rivelando uno studio interessante, anche grazie all’esposizione molto chiara dell’autore. Questa lettura è finalizzata a valutare le influenze della riflessione freudiana sulla cultura filosofica contemporanea. In tale prospettiva dovrò leggere anche L’interpretazione dei sogni, L’Io e l’Es, Il disagio della civiltà.

Ieri ho visto su Youtube il film Dr. Jekyll and Mr. Hyde nella versione del 1931, diretta da Rouben Mamoulian. Da tempo desideravo vederlo perché avevo letto critiche estremamente positive a riguardo. Ebbene, le aspettative non sono state deluse, anzi: splendida regia, per quei tempi molto innovativa, grande ritmo, atmosfera morbosa e assai sensuale, perciò davvero audace data l’epoca, e meravigliosa interpretazione di Fredric March nella parte di Jekyll/Hyde. Per un commento più articolato, però, aspetto di vederlo una seconda volta.

Dono d’autunno


Quando arriva l’autunno, prima o poi bisogna farlo. In un giorno di sole, con l’aria tiepida e la luce priva d’invadenza a farci compagnia, bisogna percorrere un viale coperto da foglie rosse e gialle per immergersi nella più bella poesia della natura, per dialogare con essa raccontandole sogni e struggenti ricordi e fantasmi remoti.

Saper cogliere certi doni meravigliosi è un privilegio che ammanta l’esistenza d’infinito.

Omaggio d’aprile


È una benedizione riuscire a sentirsi così, ancora bambini nonostante tutto. È un dono d’aprile, un omaggio di primavera, un regalo che non turba e non abbaglia, ma invade l’anima silenziosamente inondandola di luce.

È il giallo dei fiori, il verde della campagna intorno, l’alba accompagnata dal riposo tranquillo, il vento leggero che sussurra ai ricordi. È il tramonto screziato di rosa, che promette sogni e custodisce segreti.

D’infinito e di primavera


Sole, cielo azzurro, pomeriggi luminosi, aria frizzante e maliziosa: tutto concorre a suscitare il desiderio di muoversi, svagarsi, inventarsi una nuova esistenza, indossare abiti colorati, correre, scherzare. Svanita la severità dell’inverno, la mente si sbizzarrisce a immaginare, progettare, sognare e ricordare. Senza freni, senza timidezze, senza timori.

La primavera è frenesia difficile da contenere, energia pura che c’invita a giocare e a sdrammatizzare. Talvolta, a primavera si torna un po’ bambini: si vedono prati verdi persino sull’asfalto d’un viale cittadino, e s’avverte il profumo dei fiori e l’incanto delle colline nonostante la monotonia della pianura.

La primavera sa di sogni e d’infinito, ma sempre con un soave tocco di leggerezza: non si prende mai troppo sul serio, e questa è magia oltre che eterna saggezza.