Terremoto e sobrietà

Avrei  voluto  scrivere  prima, ma  quanto  successo  in  questi  ultimi  giorni  mi  ha  paralizzata. Il  terremoto  che  ha  devastato  il  Centro  Italia, un’area  splendida  sotto  il  profilo  paesaggistico  e  culturale, è  una  tragedia. Proprio  per  questo – proprio  perché  si  tratta  di  una  tragedia – i  media  dovrebbero  cercare  di  conservare  un  alto  senso  di  responsabilità  e  un  atteggiamento  sobrio, cosa  che  invece  spesso  non  fanno.

I  giornalisti, le  giornaliste, i  commentatori, le  commentatrici  e  anche  i  politici  dovrebbero  astenersi  da  polemiche  inutili  e  pretestuose, da  strumentalizzazioni  in  salsa  elettorale  e  da   analisi  ‘disinvolte’  e  prive  di  fondamento. E  sarebbe  anche  opportuno, da  parte  dei  media,  evitare  di  indugiare  su  particolari  morbosi, di  fare  domande  vuote, superficiali, inutili  a  persone  traumatizzate e  di  scrivere  titoloni  ad  effetto  che  magari  deformano  la  realtà.

Un’utopia, lo  so, però  in  questi  momenti  sorge  spontaneo  il  desiderio  di  sottolinearlo.

Arquata

(Arquata  del  Tronto)

 

 

Il sole ad aprile

primavera12

La  luce  del  sole  entra  dalle  finestre  con  garbo  squisito, con  raffinata  compostezza, con  esemplare  saggezza: non  travolge, non  acceca, non  s’impone. Si  limita  ad  accarezzare, a  suggerire, ad  addolcire. Sa  che  le  ombre  sono  necessarie, che  non  bisogna  pretendere  di  cancellarle, che  uno  spazio  scuro  è  indispensabile  per  ritrovare  energie  e  significati  profondi. Il  sole  d’aprile  è  tutt’uno  con  le  ombre, le  affianca, le  comprende, le  rispetta. E  ci  piace  per  questo, per  la  sua  gioiosa  sobrietà, per  l’ingenuità  con  cui  c’invita  a  sorridere, per  quei  fiori  che  sanno   guardare  il  cielo  con  fiducia  cancellando  ogni  amarezza.

Dolce ad agosto


Mentre agosto ha deciso di scatenarsi facendo piombare su noi poveri mortali una cappa di caldo che, stando alle previsioni, dovrà aumentare, io, che in questo momento non intendo soffermarmi su argomenti seri o pesanti, mi consolo con l’immagine di questo dolce, raffinato, delicato e probabilmente assai gustoso. Sembra una poesia sotto forma di torta, eterea, quasi fatata nella sua elegante sobrietà. Si tratta di una creazione di Camilla Rossi.
Posso offrirvene una fetta? 😀