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Posts Tagged ‘Silvestro Lega’

Vorrei  scrivere  molto, vorrei  scrivere  a  proposito  di  vari  argomenti, ma  preferisco  evitare  di  trasferire  sul  blog  i  miei  attuali  umori  che, dato  il  clima  rovente –  38  gradi  circa -, non  sono  inclini  all’entusiasmo  più  sfrenato.

E  allora  lascio  un’immagine  quieta, rassicurante, serena.

Silvestro  Lega, Tra i fiori del giardino, 1862.

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lega

Silvestro  Lega, Paesaggio del Gabbro, 1890

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lettura romantica

Leggere  tranquilli  all’aperto, in  una  mite  giornata  di  primavera, quando  la  dolcezza  del  sole  e  dell’aria  si  fondono  in  un  abbraccio  silenzioso  per  inondarci  di  tepore, per  accarezzarci, per  regalarci  qualche  sogno – ancora, nonostante  il  disincanto.

Leggere  sereni  all’aperto, senza  temere  lo  scorrere  delle  ore, il  declino  del  pomeriggio, la  sera  che  verrà. Sapendo  che  non  sono  giorni  di  pioggia, questi, non  sono  giorni  di  cielo  irritato  e  dispettoso, di  nuvole  impazzite, di  sospiri  trattenuti  a  stento.

Sono  invece  preziosi  giorni  di  quiete, giorni  di  luce  obliqua  tesa  ad  afferrare  l’infinito – e  a  sussurrare  parole, poesie  e  canti  che  si  credevano  perduti.

(Nell’immagine  il  dipinto  Lettura  romantica, di  Silvestro  Lega)

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lega

Ho  pubblicato  l’immagine  di  questo  bellissimo  dipinto  altre  volte: si  tratta  di  La  visita, un’opera  del  pittore  macchiaiolo  Silvestro  Lega (1826-1895)  che  io  amo  molto. La  ripubblico  oggi  perché  particolarmente  suggestiva  in  una  giornata  fredda  e  grigia  come  questa. Nel  dipinto, infatti, l’atmosfera  è  desolata  e  squallida  a  causa  del  clima, ma  tale  desolazione  è  felicemente  spezzata  dal  gesto  d’affetto  delle  due  donne  davanti  alla  casa. Come  a  dire: non  importano  il  gelo  e  la  tristezza  della  stagione  invernale  se  siamo  noi  a  infondere  calore  alla  nostra  esistenza, attraverso  gesti, azioni  e pensieri. Del  resto, l’inverno  stimola  a  cercare  riparo  e  quindi  favorisce  l’intimità, il  pensiero  profondo, lo  sguardo  prolungato  e  acuto  su  cose  e  persone.

Ma  dopo  l’inverno, si  sa, arriva  la  primavera, inevitabile  preludio  all’estate:

ragazza

Si  cammina  fra  il  verde  di  cespugli  esultanti  per  il  sole  e  l’inquieto  azzurro  del  cielo; si  cammina, poi  ci  si  ferma  e  si  pensa: si  guarda  un  punto  oltre  l’orizzonte, si  osserva  con  attenzione, si  vuole  capire, ci  si  rifiuta  di  distogliere  gli  occhi. Forse  si  attende  qualcuno  o  qualcosa, o  forse  ci  si  trova  di  fronte  a  una  scena  che  suscita  la  nostra  curiosità. Ma  resta  il  fatto  che  si  guarda  con  serietà. In  altre  parole: anche  se  la  stagione  invita  a  disperdersi, si  resta  presenti  a  se  stessi, si  rimane  vigili, padroni  di  sé  e  della  propria  esistenza. Il  dipinto è  Ragazza  con  l’ombrello, opera  di  Federico  Zandomeneghi, altro  noto  macchiaiolo.

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Vorremmo che talvolta fosse davvero così. Vorremmo che il tempo fluisse con solenne lentezza, avvolgendo cose e persone per regalare loro soltanto pace. Senza cercare l’impossibile, senza desiderare un altro giardino e innumerevoli colline e infiniti fiori.
Senza guardare oltre, ma rispettando ciò che si ha.

(Nell’immagine il dipinto Un dopo pranzo, di Silvestro Lega)

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L’inverno si è vestito di grigio e di nero. Il pomeriggio è squallido, eppure l’atmosfera cupa non riesce a influenzare il mio umore.

Ho pubblicato l’immagine associata a questo post già un’altra volta, durante l’estate del 2010. Si tratta di uno splendido dipinto di Silvestro Lega dal titolo La visita. Credo che si accordi alla perfezione con il clima di questa giornata.

È un dipinto che mi affascina perché, pur mostrando con notevole efficacia i toni e la tristezza che pervadono le giornate di questa stagione, non suscita in me alcuna malinconia: c’è qualcosa di caldo e di profondamente umano a pervaderlo nell’insieme, e non è soltanto merito dell’abbraccio delle due donne in primo piano. Mi colpisce in modo particolare la figura femminile sullo sfondo a destra, quella che sta per arrivare, perché mi trasmette un profondo, inspiegabile senso di calma. È come se, in questo straordinario quadro, fossero racchiuse una saggezza antica, la chiave della serenità, il segreto dell’esistenza.

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Occorre una serena giornata di sole tiepido per poter ammirare il paesaggio intorno. Poi occorre tempo: fretta e ansia, infatti, sono bandite per lasciare spazio alla contemplazione e all’ascolto. Le ombre sono poche e non c’è alcun bisogno di chiudere la porta.
Quando calerà la sera, l’oscurità sarà un velo prezioso ad accompagnare il riposo.

(In foto il dipinto La visita in villa, di Silvestro Lega, 1864)

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